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domenica 16 giugno 2013

Povero Jean Patou, dalla padella alla brace.

Quest'uomo era un grande.

Meno di due anni fa la strana ditta londinese Designer Parfums ha comprato il marchio Jean Patou Parfums dal colosso P&G (div. Prestige).
Designer Parfums compra vecchi marchi, per riproporli.
Aigner, Scherrer, Ghost, Worth, ma il colpaccio è il marchio Patou.
P&G ha tenuto il marchio Lacoste che viaggiava impacchettato con Patou, perché il brand Lacoste è più easy, target più basso, grandi numeri.
Jean Patou era immenso, più grande di Chanel, ma i soldi dei fratelli W. sono andati sul marchio Chanel, che è oggi grazie a Lagerfeld un grande marchio di alta moda, e design.
La P&G ha lavorato abbastanza bene con i profumi Patou rimasti in produzione, i prezzi sostenuti ma la qualità è alta.
Macché: i nuovi proprietari lamentano che la P&G abbia tenuto bassa qualità e prezzi troppo bassi (quindi secondo loro, sotto i prezzi di Amouage i profumi sono regalati?).
Oggi i nuovi proprietari sono immensamente piccoli, praticamente sono in 3, profumiere compreso.
Piccoli ma molto su di giri, boffonchiano di voler usare gelsomino da 80.000 dollari al Kg! 
Oh, sono arrivati gli sbòroni...
Blaterano che i migliori pezzi rimangono Sublime, Joy e 1000, ma che sono prossimi a ripartire dopo EONI con Eau de Patou e Jean Patou Pour Homme (udite udite).
Ritengono che oggi il nuovo trend maschile sia il ritorno agli anni '80 di Patou, e per forza: negli anni '90 Patou Parfums aveva quasi fallito con l'invendibile Voyageur, un profumo immondo e indegno.
Peccato che stringi stringi, il profumiere-socio della Designer P., Thomas Fontaine, non sia minimamente credibile.
Vogliono fare un sacco di soldi, lo abbiamo capito: lamentano che la sede operativa fosse stata spostata a Londra, e credono che riportandola a Parigi qualcosa cambi.
ILLUSI. Marketing da strapazzo.
Eau de Patou e Patou Pour Homme sono del 1976 e del 1980.
In entrambi era contenuto vero zibetto, oggi se ci provi ti trovi quelle teste di ***** degli animalisti sotto casa.
In entrambi la quantità di naturali era elevatissima, oggi non puoi usare più niente, l'IFRA LO VIETA.
Il gelsomino da 80 fantastigliardi sembra la c****** di Nasomatto con la fialetta di oud in tasca, se è in tasca non è nel tuo profumo, infatti usi un bel Firmenich, che ottiene OUD chimicamente partendo da olio di legno di cedro e non dall'albero indiano.
La verità è che Patou Pour Homme, se tornerà (perché chi parla tanto poi combina poco) sarà uno zombie chimico.
E che le nostre previsioni su Sublime, Joy e 1000 è che aumenteranno i prezzi (in fondo Creed lo compri a quelle cifre anche se è una robaccia), ma proseguirà l'impoverimento qualitativo, anche perché la crisi rimane dov'è, e non si vedono le risorse dei nuovi proprietari spacconi per rilanciare mediaticamente il marchio oggi.
Qualsiasi Patou anni '80 è buono.
Quelli P&G sono sbiaditi ma ancora carini, sono di alta qualità, come si possono disprezzare?
Thomas Fontaine l'ha fatto, allora lo aspettiamo ridendo al varco, certi che inciamperà.
Hanno fatto il passo più lungo della gamba, quel marchio aveva bisogno di ben altri capitali e ben altre teste.

Thomas Fontaine è dal 1996 che firma profumi, ce ne fosse uno che qualcuno ricordi!
In fondo il suo curriculum dice due cose: che è un amante della lirica che ha studiato all'Isipca.
Due motivi per mandarlo a ****** li abbiamo trovati insomma.

Designer Parfums, i nuovi proprietari del marchio Jean Patou, sono una "nicchia" societaria di un altro gruppo britannico il cui nome ci ha sconvolti dalle risate, ed è tutto un programma, che vi affidiamo con un copia e incolla fedelissimo:

Shaneel Enterprises Group.

(a cosa vi fa pensare?)




3 commenti:

  1. Ciao! articolo interessante...
    il gruppo Patou si è occupato anche di Yohji homme (di cui ti chiedevo nell'altro ma forse ero un pelo fuori tema:-/)
    cosa ne pensi?il profumiere è Jean Michel Duriez..

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    Risposte
    1. Bravo, la recensione c'è dobbiamo solo capire in quale cartella l'abbiamo dimenticata.
      E' un profumo molto modesto, e l'idea di rilanciarlo è ridicola.
      L'attuale proprietà del marchio Patou ha la competenza di un bruco.
      Non c'è da fidarsi delle campane a festa, stanno collezionando cazzate. A tal punto che consigliamo di correre a comprare i Patou P&G, prima che vengano sostituiti dai più costosi e depotenziati profumi della nuova gestione.
      Ciao (noi speriamo di non aver infranto l'eventuale bel ricordo associato a quel profumo ma cerchiamo di essere neutri e di usare parole di sincerità).
      :)

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  2. Shaneel? Fa un po' provincia della Cina.

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