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lunedì 31 dicembre 2018

Il discorso di fine anno che gli italiani avrebbero voluto ascoltare.

Cari amici! Cari cittadini italiani!

Il tempo ci avvicina al nuovo anno, il 2019.

Ci lasciamo alle spalle un dicembre intenso e pieno di preoccupazioni, quando di fretta abbiamo chiuso le questioni urgenti abbiamo chiarito i piani futuri e, ovviamente, ci siamo disposti alla serenità delle feste. Ora aspettiamo con ansia e speranza l'arrivo del nuovo anno, vediamo gli occhi entusiasti dei bambini, ci sentiamo figli, genitori e nonni felici; se tutta la famiglia è in questi momenti riunita, i loro cuori sono riscaldati dai sentimenti e dalle attenzioni. Capiamo cos'è la magia di Capodanno.

E' la nostra sincera generosità che la crea, richiesta sia nei giorni festivi che nei giorni lavorativi, quando sosteniamo coloro che hanno bisogno di aiuto, come chi è solo o malato. Dopotutto non esistono disgrazie di altri. L'empatia è legata sempre al bene, regala la gioia di aiutare gli altri partecipando del loro dolore.

Cari amici! Ognuno di voi ha le proprie aspettative, ma in generale desideriamo tutti, che i nostri familiari siano in salute, che l'armonia regni nelle nostre case, che i bambini siano contenti, che insomma la vita scorra tranquilla. Ci auguriamo che i sogni, anche i più personali, si avverino.

Nella notte di Capodanno, come nell'infanzia, esprimiamo desideri, ci aspettiamo buone cose e fortuna. Che tutto si realizzi! Ma sappiamo con certezza che per ottenere il meglio per noi stessi, per la nostra famiglia, per il Paese nel quale siamo nati, dobbiamo agire con sforzi comuni e con un lavoro armonioso e coordinato.

Abbiamo molti obiettivi, alcuni urgenti, da perseguire. Nell'economia, nella scienza e nella tecnologia; nella sanità, nell'istruzione e nella cultura. E vogliamo soprattutto, passo dopo passo, cercare di migliorare il benessere e la qualità della vita perché tutti i cittadini italiani — ognuno di noi — nel nuovo anno viva i cambiamenti nel meglio. Possiamo riuscire in questo solo insieme, perché nessun altro ci assiste.

Pertanto è per noi importante essere una squadra solida, forte e unita. Che l'amicizia ed i buoni propositi che ci uniscono ora tutti, ci accompagnino nel futuro, e ci aiutino nel lavoro per il conseguimento degli obiettivi comuni.

Cari amici, pochi secondi ci separano dal nuovo anno 2019. Forza, auguriamo felicità a chi ci è vicino, diciamo ai nostri cari le parole più affettuose, ringraziamo i nostri genitori, abbracciamo con forza e dolcezza i bambini, apriamo i nostri cuori l'uno verso l'altro. 
Dopo tutto, quando milioni di persone provano sentimenti così chiari, il mondo si illumina di fiducia e amore.

Sinceramente, vi auguro benessere e gioia, e alla nostra patria — la nostra amata Italia — successo e prosperità. Vi porgo gli auguri più sinceri, Buon 2019!

Il Presidente Autorevole, Saggio e Meritevole. Che l'Italia NON HA. 



mercoledì 19 dicembre 2018

Chanel a 90 gradi.


Per la barba della Signora Lagerfeld! Chanel ha annunciato lo stop alle pellicce e all'uso di pelli pregiate di animali esotici, come se i coccodrilli servissero ad altro che al diventare spezzatino per aborigeni (ma anche asiatici e africani) e/o splendide borse o stivali. Insomma, stop alle pellicce per Chanel. E' una notizia bizzarra, soprattutto se si considera il recente tutto esaurito alla Kopenhagen Fur. Chanel sta riposizionandosi in una fascia di mercato molto più bassa. Viva i derivati acrilonitrilici! Non pensiamo sia affatto una vittoria dei sociopatici che distruggono gli allevamenti e fanno del male alle persone per difendere batterie di ratti dal pelo lungo. Seguendo alcune solite logice di marketing, ci suggeriscono che il margine di guadagno si alzerà per singolo pezzo, ma prima il gioco dovrà calarsi nella realtà del consumo degli oggetti di lusso, al vaglio delle specifiche consumatrici di questi prodotti. Quanto saranno disposte a spendere per una *****nata sintetica della quale potranno vantare, al più, il probabile allevamento nei centri per il riciclaggio della plastica? Chanel cmq si è accodato ad un gregge isterico che non ci piace. Questo non è meritevole. Più si concede terreno all'arroganza degli imbecilli e più si restringe la propria libertà. E una ammissione di errore […], di comodo, ed è una grave bugia. Ben più grave che usare pelli di bestia che nessun sintetico può superare in qualità tecniche ed estetiche. Se i consumatori sono pecore. I pastori che si fanno pecore, perdono l'autorità per la quale le greggi li seguivano. Questo gli scorreggioni del marketing non l'hanno capito. Non è negli inutili testi su cui studiano e quando là fosse... diventerebbe inutile ai fini pratici, come lo sono le loro infinite (a problemi reali) soluzioni del cazzo.