...CONTENTI?

sabato 29 giugno 2013

Attenti, le parole modificano la percezione. Commercianti e commesse in profumeria assistano e tacciano, come durante la MESSA!


Premesso un buon cervello (hardware di qualità, con software aggiornato e scheda olfatto dedicata da almeno 2 GB) con annesse propaggini sensoriali.

Il migliore modo per capire un profumo è: nel silenzio, da soli e con luce limitata.
Prima mouillette, poi pelle de-tersa.
Invece di solito fate il contrario, e nelle orecchie la commerciante o la commessa del negozio vi finiscono, distorcendo la comprensione cognitiva/olfattiva della frag. nonché la percezione edonica dell'oggetto in esame. 
Se in profumeria vi parlano in testa continuamente, vi mostrano i flaconi saltellando e magari gesticolano come matte/i, salutate e andate via. Quella non è una profumeria che lavora per voi, quello è un circo di spietata sodomia.



Spesso poi usano tester antecedenti le riformulazioni, o versioni EDP quando invece in assortimento hanno solo EDT, lo sanno e lo fanno apposta, tipico l'uso del tester del vecchio di Opium, quello che... ma non te lo vendo nemmeno vuoto ("perché è più buono questo di quelli"): il profumo a casa è una volta su due una fetecchia, chissà come mai...



The Effect of Verbal Context on Olfactory Perception.
Herz, Rachel S.
Journal of Experimental Psychology: General, Vol 132(4), Dec 2003, 595-606.
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Three experiments were conducted to examine how verbal context and sensory stimulation interact to influence odor hedonic perception. Eight common odors were presented in their natural and synthetic forms, and verbal labels designating name and source (natural, synthetic) information were either explicitly given, self-generated, falsely provided, or not provided. Results revealed that verbal information about source influenced hedonic ratings whether or not the odorant itself was also present. When odorants were presented without verbal labels, olfactory evaluations were based in sensation. Name and source information contributed different levels of meaning and influence to perceptual evaluations. The findings are discussed with reference to an experiential-collocation model for odor-label interactions and a dual-coding hypothesis for olfactory perception. (PsycINFO Database Record (c) 2012 APA, all rights reserved)

L'incubo del profumiere?

5 commenti:

  1. ... esattamente stasera ho acquistato un Mitsouko EdP(l'ennesimo) per la mia collezione ( sperando che non sparisca un'altra volta per mano di mia sorella)... che dirvi? Che palleeeeeee che mi hanno fatto due commesse... mi volevano proporre di tutto... alla fine pure Happy Clinique...! Mai più... ordino on-line!

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    1. Beh, converrebbe.
      Bisognerebbe scrivere alla direzione dei grandi marchi di profumeria.
      Le commesse più dei commessi sono in genere del tutto impreparate, noiose e inutili, ma vanno pagate.
      Se le sostituissero con una specialista per negozio da interpellare al bisogno e dalle addette alle casse e alle pulizie si potrebbero risparmiare soldi con i quali migliorare il rapporto col cliente.
      Prezzi, promozioni, campioni.
      Alla fine nelle profumerie ormai contano solo cassa e security.
      Bisogna spiegarlo ai titolari di Douglas, Acqua e Sapone, Cad, Sephora, Rinascente, etc.
      Le ragazzotte che rimanessero a casa andrebbero aiutate come ogni persona senza reddito, e non in quanto commesse rompicoglioni.
      Pensiamo che la commessa di profumeria sia più utile a casa sua a mangiare Pringles che in negozio, paghiamole con una colletta per rimanere a casa.
      Noi a forza di email abbiamo riportato il McFlurry al Pistacchio tra i gusti gelato del McDonald's, abbiamo raccolto 300 firme, ma aveva firmato anche Garibaldi!

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  2. Ma lo sai che volevo promuovere anch'io una discussione sui tester ante riformulazione?
    aeroporto di fiumicini: 2 negozi su 2 avevano kouros anterif! Ti credo che e' buono: il nuovo fa c....! E quando arrivi a casa ti accorgi del regalino!

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  3. Sempre ieri sera, come ho scritto nel post precedente...
    dando un'occhiata ( con sempre nelle orecchie le commesse...
    vestite total-black!) osservavo gli scaffali illuminati con incandescenti faretti, molti flaconi infatti sono appoggiati esattamente su uno di questi "a bollire"... mah!)... dunque dicevo, ecchedicevo??? Ah... notavo, per dire un solo nome il Vetiver di Guerlain. Infatti, come tester c'era il vecchio flacone quadrato e in vendita sigillatissimi i nuovi nel packing "simil Habit Rouge"... Mortacci loro! Mi chiedo se non siamo di fronte a doppia frode!!! La prima che il prodotto provato nel vecchio tester non c'è nel nuovo flacone... eppoi che gli ingredienti sia nel vecchio che nel nuovo non ci sono in realtà nel liquido... Addafiniiiìì sta storia!!! :-)
    P.S.:... mi hanno dato "a forza" un campione del nuovo Vetiver... provato a casa... Cristooosaantooo... ma un'acquetta con sentori di vetiver plasticoso...

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    1. Sì, e se leggi l'INCI con la riformulazione attuale l'acqua ha preso il posto in ordine alla quantità di fragrance contenuta.
      Formula 2000 era Alcohol, fragrance, water.
      Attuale è Alochol, water, fragrance.
      C'è da dire che è comunque dignitoso rispetto ai Vetiver recenti, peccato sia un poco troppo alleggerito.
      Forse l'extreme serve al secondo giro in cerca di versioni più strong.
      I faretti sono terribili, dovrebbero usare led, non incandescenza.
      Ma a lor che je frega...

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