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venerdì 22 giugno 2012

L'AMBRA FOSSILE IN PROFUMERIA NATURALE OGGI.


Nella pratica l'estrazione del "profumo" di Ambra Fossile dalle pepite di resina preistorica, ci ha elettrizzati, per giocare con gli elettroni e con i suffissi che sono propri al nome di questo materiale eccezionale.
Perché i lotti acquistati in Polonia rivelavano già nelle polveri dei sacchetti, polveri di sfregamento, un particolare odore strano e assai grato.
Abbiamo in questi mesi tentato qualcosa di pionieristico. Un sito di profumeria naturale italiano taglia corto sull'argomento, dicendo che saprebbe di "bruciato", e non dà alcuna importanza al suo valore in contrapposizione all'ambra grigia (che sola ha e vende).
In effetti ci sono ambre che sanno di bruciato, e sono quelle africane o sudamericane, che sanno di niente quando va bene.
Ma l'ambra dei giacimenti nordeuropei è un materiale assai diverso, chimicamente e geologicamente.
Innanzi tutto sono specie botaniche sconosciute che non rivelano affinità, sono diverse resine fossili, e sono diverse le genesi morfiche del materiale.
Dei vari lotti acquistati tra gli anni '90 e 2000, abbiamo osservato in particolare l'ottima compliance tra la polvere macinata finemente dell'ambra fossile e l'alcool puro di grano bio. Buona parte del materiale è solubile se di bassissima granulometria.
Ma le prime prove olfattive rivelano una fragranza che va dall'incenso al benzoino, al legno. Ogni sfacettatura appare assai gradevole e piacevole è sulla pelle anche in alte diluizioni perchè non appiccica come la tintura dei classici resinoidi (benzoino, mirra, incenso, cisto).
La crème de la crème, la VERA sorpresa e la sorpresa più emozionante e suggestiva, ci è venuta però da pochi pezzi di un lotto grezzo in cui erano presenti inclusioni nerastre. Trattavasi di materiale assai friabile che abbiamo scelto di rompere con un piccolo martelletto e sia pure semplicemente con le mani. Erano in tutta evidenza pezzetti di legno neri, combusti, ridotti all'essenza della loro struttura arborea originale. Pensare di avere tra le dita legnetti di una specie resinosa di 150 milioni di anni fa, sulla quale gli scienziati si accapigliano per dirimere la questione di quale sia il tipo botanico o la famiglia di appartenenza, beh è già emozionante.
Ma il fatto che, le migliori prove in tintura siano venute da questi frammenti scuri con vaste inclusioni legnose, ci ha dato molta gioia.
A soli 30 giorni la tintura di ambra e legni fossili si mostra già ben definita. I legni non si sciolgono e i pezzetti sul fondo del barattolo fanno bella mostra della loro resurrezione.
L'odore è grato e difficile da inquadrare, strano, tra la mirra e legni aromatici come guajaco e agarwood. Procediamo con gli esperimenti. Isolati, in rete ci è apparso impossibile trovare pezzi di ambra grezza con vistose inclusioni. I grossisti nordeuropei selezionano l'ambra in base alla possibilità di taglio per gioielli, oppure per uso medico, non si perdono a ricercare le inclusioni se non chiaramente a fini estetici, come le classiche di insetti o foglie ben definite.
La nostra predilezione per questa porzione dei nostri lotti, detta "a legnetti", ci fa sentire davvero come degli extraterrestri. O dovremmo dire intraterrestri?

All Rights Reserved. © Monsieur Jicky. 

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