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lunedì 8 luglio 2013

IFRA. Cosa c'è scritto sul cartello? (POST "NUOVA FORMULA" CON PIU' GUSTO). Riveduto e corretto.

E' una associazione dei produttori di materie prime per profumeria, fondata nel 1973, ha sede a Ginevra. Lancia editti contrari ai materiali non in linea con le direttive (RIFM) Research Institute of Fragrance Materials (che è sempre la stessa IFRA). Ed è bellissimo...


L'IFRA è il CARTELLO.

Commento Audiovisivo al POST:



Loro sono il CARTELLO, e il CARTELLO... sono LORO.

Per i cospirazionisti l'IFRA è, diciamo così, il Governo Planetario degli Aromi e delle Fragranze.
Creano, e decidono cosa si deve creare, usare o non usare e sì, decidono anche cosa non creare (anche attraverso elaborati strali cosmici d'interdizione), e cosa creare e non mostrare (ma qui il disc. sarebbe molto più lungo e complicato, e toccherebbe litigare con lo Z** 8, "conferenziere" della *******, per le confidenze spiattellate, che così tali non sono).
Governano il profumo dalla culla alla cassa. 
Le materie prime, i relativi prezzi e i più famosi "nasi" al mondo, parliamo dei 4-5 nomi grossi, non dei picciu-picciu...
IFRA. Il 90% dei produttori mondiali è associato. Dite ma... Persino la Colombia? Sì, persino la Colombia.
Givaudan, IFF, Firmenich, Symrise, etc.
P&G, LVMH, Unilever, L'Oreal, insomma tutti...
Per farla breve ed ovviamente, la molecola stronzolide viene vietata dall'IFRA non quando fa eventualmente male ma, quando i depositi sono vuoti: prima si vende e poi tanti saluti, a smaltire le scorie si arrangiano i dettaglianti...
E' divertente, i divieti IFRA non valgono per i prodotti a magazzino! Quindi, se una azienda retrodatasse la fabbricazione dei prodotti...
Chi produce aromachem. produce spesso anche molecole [...] l'Industria del Farmaco, noi abbiamo avuto contatti (per meglio comprendere questo argomento), ripetuti, con realtà dell'industria degli aromi in Cina, e sappiamo con certezza che i laboratori (colà e più in là lungo il fiume) che producono l'ambroxan (una bella ambra di sintesi) sono gli stessi che producono ambroxolo (un buon mucolitico), ma là ci sono moltissime fabbriche nel settore chimico: è una zona comoda perché quello che non serve lo buttano a mare tramite il fiume Quiantang...
Così permettono agli europei "amici della natura" di avere impianti a impatto zero in Europa, e per forza... in Europa ormai si contano solo i soldi! Ah ah ah.

Integrazione (2014): Non è vero. In Europa si producono ancora moltissimi materiali, soprattutto quelli esclusivi e quelli (geograficamente più vicini ai centri di ricerca) con maggiori esigenze tecnologiche.

E poi dicono [...] e per forza! 
E' TUTTO IN CINA!
Non ci credete? Andate a controllare nello Hangzhou, 



consigliamo il Tianyuan Hangzhou Tower Hotel, che è fico, e comodo anche all'aeroporto di Expy.

Tornando a noi...

L'IFRA non controlla solo aromachem e flavours, ma controlla anche la produzione di olii ess.
Coltivazioni sotto il loro controllo? Oltre la metà sul pianeta.
Per l'altra metà cercano ogni specie di inciampo, di dispetto.
Vorrebbero controllare il 100% della produzione, pare ovvio.
La profumeria che allora sembrerebbe salvarsi è quella "naturale", questo quanto ad approvvigionamento dei materiali, ma devi farti tutto tu, perché le concrete che compri dal grossista, poniamo... in Francia... Di chi credi sia il Circo di Grasse??
Quindi? L'ultimo che ha cercato di farsi le molecole in casa è finito in Grecia a misurare gli sgombri col righello...
Quindi, prudenza.
Noi abbiamo le arnie, gli amici bracconieri, quelli allevatori, quelli con l'orto e pure un paio di orti.
Ma soprattutto, abbiamo quello che nella profumeria contemporanea manca, 
Noi abbiamo il GENIO,y decimos tambien mucha mierda!



Invece di andare a Grasse... o a c**** di "corsi di profumeria" più utili a chi li tiene che a chi li segue, perché non studiare da sé ed imparare a tenere la terra e qualche alveare? Perché non allenare il cervello e perché non alimentare la creatività?
Fatto.
Perché giro non c'è creatività, in profumeria per non allargare troppo il discorso. Dov'è? Semmai c'è "cretinità" (neologismo per cretinismo).
Stare al PC, Internet, che merda...
La realtà fenomenica non è intellettuale, è fisica ed intellettuale, e allora occorre capire che l'arte applicata che chiamiamo profumeria ha bisogno di un maggiore coinvolgimento sensoriale, rispetto all'alienante ticchettare (tastiera o touch screen).
Niente, serve CARTA tanta CARTA... 
Non carta in rotolo dài. Carta da disegno.
Noi non siamo ecologisti miserabili: sì alla carta non riciclata (prima che chiuda anche la Fabriano) tiene alto il morale (la carta non riciclata) e collabora di più con la matita!
MATITA! Una Koh-I-Noor 2b (dovrebbe esser ancora in legno di cedro anche se ormai non le producono più in Austria, le fanno in... Cina). 
Basta pennine ottiche! 
L'iPad? Ma l'iPad vi fa le seghe? 
E allora, le vostre mani sono migliori di un iPad.
Leggete libri, LIBRI di carta! 



Scriveteci anche sopra, il cervello ha bisogno di essere stimolato in tutti e 5 i modi, Internet è una merda, sembra che ci sia tutto e invece, per trovare una riga di buonsenso occorre sempre aggirare un camion di letame! Se finisci in un forum ti pianti e nel letame ci affondi e ci muori.
5 sensi, non il quinto senso come dicono quei pirla d'oltralpe senza idee: senza forma, senza sostanza!
Arte. Ma prima di chiamare artista una s****** col cane a guinzaglio, provate a guardare meglio i manichini dei negozi di abbigliamento... 
Più espressivi e stimolanti delle c****** di Cattelan.
Arte significa OCEANO d'Arte, non impiccatevi tra la M**** d'Artista (P. Manzoni) e Duchamp: guardate col Dada dov'è andato a finire Etat Libre d'Orange...
Vendere c****** non è profumeria e, sia chiaro (perché alcuni di voi diranno eh ma quelli di nicchia intanto qualcosa vendono, "guadagnano") con le gelaterie si guadagna di più...

_Sai cosa, il gusto Malaga... non mi piace più, credo di essere allergica.
_Va bene amore, lo vietiamo in tutto il mondo!

Diremo che è fotosensibilizzante per il b*** del c***!
Beh, non tutte [...] il lusso di prendere il sole [...] come puoi tu A...

Se loro decidessero.. per un X motivo, STOP Malaga, toccherebbe mangiare altro! Ecco spiegato l'IFRA.


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By Dolce & Gabbana for women (1999), e così scopri perché gli abbiamo dato 5 stelle...

venerdì 22 giugno 2012

L'AMBRA FOSSILE IN PROFUMERIA NATURALE OGGI.


Nella pratica l'estrazione del "profumo" di Ambra Fossile dalle pepite di resina preistorica, ci ha elettrizzati, per giocare con gli elettroni e con i suffissi che sono propri al nome di questo materiale eccezionale.
Perché i lotti acquistati in Polonia rivelavano già nelle polveri dei sacchetti, polveri di sfregamento, un particolare odore strano e assai grato.
Abbiamo in questi mesi tentato qualcosa di pionieristico. Un sito di profumeria naturale italiano taglia corto sull'argomento, dicendo che saprebbe di "bruciato", e non dà alcuna importanza al suo valore in contrapposizione all'ambra grigia (che sola ha e vende).
In effetti ci sono ambre che sanno di bruciato, e sono quelle africane o sudamericane, che sanno di niente quando va bene.
Ma l'ambra dei giacimenti nordeuropei è un materiale assai diverso, chimicamente e geologicamente.
Innanzi tutto sono specie botaniche sconosciute che non rivelano affinità, sono diverse resine fossili, e sono diverse le genesi morfiche del materiale.
Dei vari lotti acquistati tra gli anni '90 e 2000, abbiamo osservato in particolare l'ottima compliance tra la polvere macinata finemente dell'ambra fossile e l'alcool puro di grano bio. Buona parte del materiale è solubile se di bassissima granulometria.
Ma le prime prove olfattive rivelano una fragranza che va dall'incenso al benzoino, al legno. Ogni sfacettatura appare assai gradevole e piacevole è sulla pelle anche in alte diluizioni perchè non appiccica come la tintura dei classici resinoidi (benzoino, mirra, incenso, cisto).
La crème de la crème, la VERA sorpresa e la sorpresa più emozionante e suggestiva, ci è venuta però da pochi pezzi di un lotto grezzo in cui erano presenti inclusioni nerastre. Trattavasi di materiale assai friabile che abbiamo scelto di rompere con un piccolo martelletto e sia pure semplicemente con le mani. Erano in tutta evidenza pezzetti di legno neri, combusti, ridotti all'essenza della loro struttura arborea originale. Pensare di avere tra le dita legnetti di una specie resinosa di 150 milioni di anni fa, sulla quale gli scienziati si accapigliano per dirimere la questione di quale sia il tipo botanico o la famiglia di appartenenza, beh è già emozionante.
Ma il fatto che, le migliori prove in tintura siano venute da questi frammenti scuri con vaste inclusioni legnose, ci ha dato molta gioia.
A soli 30 giorni la tintura di ambra e legni fossili si mostra già ben definita. I legni non si sciolgono e i pezzetti sul fondo del barattolo fanno bella mostra della loro resurrezione.
L'odore è grato e difficile da inquadrare, strano, tra la mirra e legni aromatici come guajaco e agarwood. Procediamo con gli esperimenti. Isolati, in rete ci è apparso impossibile trovare pezzi di ambra grezza con vistose inclusioni. I grossisti nordeuropei selezionano l'ambra in base alla possibilità di taglio per gioielli, oppure per uso medico, non si perdono a ricercare le inclusioni se non chiaramente a fini estetici, come le classiche di insetti o foglie ben definite.
La nostra predilezione per questa porzione dei nostri lotti, detta "a legnetti", ci fa sentire davvero come degli extraterrestri. O dovremmo dire intraterrestri?

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