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domenica 16 dicembre 2012

Progetto Jicky.




SLACIMEHC USU EINS STNEIDERGNI SUTCER SIRGREBMA SETATITNAUQ ANGAM MUDNECUDORP DA TIREREPER MAIV SON.



Se tutti i profumieri in grado di dire qualcosa blaterano la stessa cosa banale, e se i megalomani della nicchia si autoproclamano maestri e sapienti ma producono profumetti che sembrano raccattati dalle discariche dell'invenduto di una profumeria di provincia, qualcosa evidentemente non funziona.
Se esistessero davvero dei corsi di profumeria utili, nel momento stesso in cui fossero aperti al pubblico si consumerebbero con la produzione di un paio di cicli di studio, perché produrrebbero geni a sufficienza per rimpiazzare la mediocrità dilagante.
Non accade invece altro che la moltiplicazione degli imbe*****, e dei pupattoloni e delle mammelucche della rosa, geranio, bergamotto, con piroetta muschiata con avvitamento che fa tanto Narciso Rodriguez.
Se ci si aggiunge il fatto che a produrre aromachemicals è un cartello che forma il mercato, muove come burattini i grandi profumieri e non il contrario, il quadro è disarmante.
Siamo sempre più costretti a profumi obbligatori e omologanti.
Questa roba immonda e cretina si ripete in migliaia di salse ottenendo monotonia e l'illusione della creazione.
Sulla terra ci sono 7 miliardi di persone e i profumieri di oggi sono come la donna che partorisce e crede di aver fatto qualcosa di eccezionale: magari ha partorito uno stronzo, ma ancora non lo sa: come il profumiere su di giri per un nuovo contratto (o una pista di coca) che rilascia dichiarazioni di entusiasmo per una "fragranza" che nessuno distinguerà dal deodorante per il cesso.
Noi di Jicky abbiamo speso in profumi, materiali e ricerca oltre 9 mila euro, da moltiplicare per 4 e mezzo in due anni. Obiettivo?
Compiere il tutto: provare tutto, possedere tutto, superare tutto.
Siamo all'80% del progetto del quale non parliamo mai, che non è affatto il proposito di buttare sul mercato vetri con dentro liquidi odorosi. 
Anche se potremmo permetterlo ad altri con profitti enormi tenuto conto dei tempi in cui viviamo e dell'affollamento imbecilloide di troppi "profumi" prêt à jeter sugli scaffali delle profumerie. 
A noi interessa comprendere l'estetica di fiori (e loro estratti), legni (e loro distillati), résines ed ogni altro materiale odoroso naturale o artificiale. Per grazia divina la nostra diversa algebra compositiva ci fa scoprire la novità in mezzo all'ovvietà, ma questo significherebbe ancora giocare con le stesse carte o disegnare con gli stessi colori e per gli stessi fini.
Per giungere a livelli superiori metaolfattivi da un paio di anni coinvolgiamo neurofisiologia e biochimica e consultiamo pubblicazioni scientifiche specifiche, e non blog e puttanai vari. Anzi a volte leggere i nostri appunti su Jicky o Jicky 2.0 con le varianti personali di A o di X di Y o di Z, ci ristora perché spesso noi scriviamo per noi, così che aprire il pc qui o a Thionville alle 4 di mattina o nell'assestamento da jet lag in Iran ci è sempre sembrato più divertente e utile che perdere tempo con le app. dell'Iphone.
A noi interessano profumi magici, non profumi ingannevoli come ogni profumo là fuori alla fine è, ma profumi capaci di cose mai viste.
Gatti, cani, insetti e centinaia di cavie umane senzienti e forse non sempre consenzienti sono state utilizzate senza danno per verificare teorie e materiali, per verificare o confutare quanto concluso tra di noi dopo esperimenti in laboratorio o domestici.
I comportamenti feromonali di attrazione, allarme, repulsione ed empatia sono stati la prima delle nostre ricerche, oggi abbiamo in mano roba molto più interessante di quella in mano al defunto KGB e sicuramente più seria di quella venduta nei porno-shop.
Siamo in grado di produrre o riprodurre qualsiasi profumo esistente, ma soprattutto siamo in grado di produrne di migliori a 5 stelle (con cometa natalizia levogira e destrogira), ma il nostro vero "sogno" ormai non è entrare alla Givaudan per prendere qualcuno a schiaffi, no. Il nostro desiderio è portare alla Bayer i nostri studi, che non sono certo gli studi per degli insetticidi, al contrario sono studi per il miglioramento della vita di milioni di persone.
Sono incidenti di percorso, Luca Turin voleva diventare il re degli aromachemicals e invece è finito a grattare il pesce in Grecia, noi volevamo studiare filosofia e coltivare l'orto e ci troviamo invece travolti da scoperte inaudite.
Per il resto non rompete le palle con domande a cui non risponderemo, ogni albero dà frutti nella stagione che gli è propria, e come dire adesso? Per dirne di più, non è proprio stagione.



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