Per secoli l'edilizia e i lavori stradali sono andati avanti grazie alla forza e alla resistenza di uomini sani. Un operaio giovane, in salute, in piattaforma o un asfaltista dietro alla finitrice a 35 gradi fa fatica, come è normale che sia in questo mestiere, ma lavora e porta a termine la giornata senza che succeda assolutamente nulla. Se una persona è sana al 100% e non fa uso di sostanze come le droghe o gli alcolici, che alterano le funzioni cardiocircolatorie e percettive (nervose), regge lo sforzo oggi come lo reggeva 50 anni fa o 500 anni fa. Il delirio a cui stiamo assistendo oggi, allora, cos'è? Allarmismo e nocebo, creati a tavolino per massimizzare l'effetto terroristico del surriscaldamento globale, che poi è largamente causato proprio da quelli che raccontano di volerlo combattere – e lo spiegheremo meglio per i deficienti che non riescono a capirlo, con le molecole solforate in atmosfera, scomparse praticamente con la lotta ai combustibili fossili, come indizio. Tra gli anni ottanta e oggi abbiamo perso quella protezione, che determinava una riduzione delle temperature in circa 3° poiché rifletteva i raggi solari che oggi non vengono più respinti perché hanno preteso che l'aria pulita non avesse un prezzo da pagare enorme. Ai danni soprattutto degli organismi e dei sistemi biologici più fragili.
Rimaniamo sul terrorismo estivo. Certo che diffondere la paura, anche tra chi è abituato a superare le giornate di fatica con l'orgoglio della propria forza fisica e volontà di lavorare, è profondamente schifoso e disonesto. Si distrugge la cultura del lavoro in una società occidentale nella quale nessuno più ha voglia di lavorare, e lo vediamo soprattutto nel "lavoro" statale, da sempre quello più paraculato. È proprio lo statalismo, che teme la fatica, che si impone sull'attività dei privati per estendere anche a loro il fannullismo, il culorottismo da seduta comoda, il preziosismo da divano per gente che non vale il sedile dal quale guarda quell'immondizia... come si chiama? Nesflixs. Esiste ancora la TV, ma si può?! Poi ci sono quegli altri segaioli, come si chiamano? I Gamer.
Allora abbiamo mandato una bella donna sana sotto il sole, forte e fiera in santo catrame e schermanti dorature, ad asfaltare in luogo delle sfrante manovalanze, che fino a ieri erano oggetto di ammirazione, di stima ed invidia da parte di chiunque passasse presso un cantiere, mentre oggi sono compatite. Non supereroi né uomini, ma signorine sui divani all'ingrasso, come oche da foie gras.
Times slips away. Abbiamo creato un pezzo ampio blues, con bassi profondi e potenti, chitarre metalliche e sudore. Ne abbiamo scartate 20 versioni finite. Volevamo un pezzo strumentale, la base presto si era rivelata qualcosa di fantastico, per cui abbiamo pensato di trasformare una voce nera in uno strumento musicale, facendogli mangiare il testo... Perché il senso delle parole non opprimesse la composizione. Questa versione finita e ripulita in 432 Hertz ci piace molto.
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