Dove si espone e succinge la genesi della grafica di "Bucce di Profumo".
Avevamo la necessità di tradurre l'essenza del brano musicale da noi creato: le sonorità cristalline dell'arpa ad esempio. L'ideale estetico di partenza ci è parso inevitabilmente classico e greco antico. La perfezione ideale dei marmi ellenici è stata rintracciata nella fisicità di una figura reale, successivamente modellata e scolpita per seguire l'andamento della musica giungendo così a una identità tra la canzone e l'immagine che sta per la canzone. Il greco antico non era l'imbastardito moderno, c'era più luce. Quindi ci serviva un angoellenico moderno per resuscitare il greco che non c'è più.
Il modello sorgente giusto l'avevamo come una saetta dal cassetto esatto della buona memoria e copriva già il 70% di quello che, in uno spazio tra le idee*, c'era già, quindi rispetto ad altri lavori questo ci ha accomodati nell'esito finale che già si antivedeva. Nel viso c'è tutto l'ameno lirismo del testo, strabello, che abbiamo scritto col Givoldani. Il corpo è stato allungato per richiamare la rarefazione delle note alte, mentre la muscolatura è stata potenziata per esprimere la forza dei toni bassi. Una volta rimossa ogni distrazione ed dettaglio moderno come i tatuaggi, la figura è stata trasformata in una statua di marmo bianco spazzolato arricchita da finiture leopardate, divenendo un classico jickiesco, il "Leomarmo".
Al centro della composizione domina una monumentale arpa in oro cesellato, immersa in un solenne e poetico paesaggio d'Arcadia che è nato dal riverbero della musica, come conseguenza quindi, attraverso le forme scultoree del soggetto centrale. L'intera superficie grafica è stata rivista coloristicamente e poi filtrata da un sistema di invecchiamento e armonizzazione delle parti. In questa fase il Leomarmo è divenuto Leoavorio.
Per ricreare la texture e le impressioni tipiche di un disco a 45 giri dentro questa superficie abbiamo creato dei prompt specifici modellandoli sulla custodia di un vecchio disco reale, a sigillo dell'opera la scelta del font e dei minuti dettagli.
Bucce di profumo che a sognar-ne seduce. Jicky 2.0 ft Attilio Givoldani + testo
*"uno spazio tra le idee (dove c'era già)" qui c'è tutto. Un crocevia eidetico d'oltrevita luccicante esclusivo dei talenti rari naturali, lo puoi acquisire? Ah, se non c'è dalla nascita è tempo perso. E' quasi solo appannaggio dei caucasici bianchi. Non è egualmente distribuito tra le razze.

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