Mesi per realizzare questo super pezzo. L'intelligenza artificiale non fornisce nessun contributo originale, occorre dirlo? serve solo a fare il maquillage. E, ovviamente i testi sono al 100% scritti da noi, c'è l'indistinguibile firma della nostra pura creatività; testi addirittura redatti a penna a volte, per via totalmente analogiche.
Btw è un profumo.
Givoldani qui in grande forma.
Testo:
Scavazzi sull'umidi scavi imbrogli sugli scogli e bimbi impegnati impianti per ripide rogge sotto pini tra corde e piccozze a far che boh bombi-boh! Seppie impepate addenti sapide molli cozze... Pam! Peperonate indigenti, troppo limone nel tè. Che tracimava all'orlo, un orso bruno mesciato trangugiava un tuorlo poro pirro baaah
Polli tecnici anzianotti tra cocktails di menta e slambrotti pirotecnici poliziotti dalla caserma giù per la collina tinti caratelli rutilanti (repressi) per quel che vale va.
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1: A poppa! Bau bau pautasso. Oggi. Oggi viddi un filme. Gialo. Più noioso di un giallatto al limona. Tappi puppi pupoi spostaticheros pass. Sare i debbo. Rah. E' Poppea tidirossi! Dolcetto o sputasso? Confetto scaracchio. Pralinato due volte per noia. Tre volte per energia istantanea eccedente. Quattro volte se a pralinarlo c'era un deficiente. Di quel guerrier dirossi, se il papaciugo s'adirasse. Curiosando tra le stelle telescopico. Ah, te le scopi-con? Con chi! Avanti, voglio il suo nome! Taci che Nibiru è andato a farsi fottere! Me lo dice la parallasse del water. Questione di lana vagina. Una tragedia parigina.
2: Da quella pira lo rendo al cuoco, che il toporagno abbrustolì. La donna è immobile, conati a spruzzi. Sen to mo rir. Bene orsi e struzzi. Ma il ratto no. Vattene a fanpeige! Qua che non sappiamo come fare. Cos'è che devo dire, cos'è che devo dare. Mari di fiele amari. Cerambici. Cocci di ochette appollaiate ceramiche sui rami. Bambi in bici rimbambiti impallinati. Fiordi di fiori abbandonati. Qui si scriva qua. Lì si scriva là. Stacco d'affresco una crosta secca di Altichiero. E adesso andate via, voglio restare zolo. Con l'alba nel penziero. Ti dissi mai te quiero, perché scegliesti me? Smalto all'acqua nero. Le nozze al cimitero, com'ero perso e preso, sull'elmo il mio cimiero. Niente m'offri. E godi se soffro.
3: Ti scantamburli dei miei pensieri e deridi i miei sestieri. Basta. Stacco d'affresco grattugiato, su basta. Catzo furioso del Catai. Furibondo. Irato. Inviperito. Furente. Ossesso. Venite a me! Cercate l'odioso e vile amaldo che ha perso il mare e presto perderà anche il senno e tutto il resto. Si nutrirà dei suoi tentacoli quando anche i ratti saran finiti... Andate! e lasciate le nuvole soffici sul mio castello come le avete trovate. Fate infine della sua testa una zanza ridotta, che a rimirarne i dettagli del muso serva un microscopio! Pompate oh lettori, più forte!
Salvato potrà dirsi più che nutrito, chi avrà afferrato un decimo di quanto qui digitalmente vergato.
[Nitrito].
4: Dottorebete laureacartadaculo. E tun tun tun in testa. Morimoratori. Cazzuole ed oratori storpi. Tun tun tun, e tun stocaszo! Mariucci passami il Carducci. Mariella dì una cosa bella. Dolcetti o scherzetti? Spezzo le redini alla rima, sotto la sintassi ortogonale, mentre si ciucci lascio due giochetti rimbambini. Geomitra nel cielo stellato, sul toro trafitto dal compaszo, affettato di bresaola per tutti. Tut tut tut. Sacco e Vanzetti, nudi sui tetti. Baffo Pasquale si crede Carnevale, e. Sako Demierda vendrá y ya estaremos llenos, mejor si se hunde, incluso por el atún. E tun tun tun. Martelli a festa. Il numero da lei chiamato, non è mai esistito. Mentre il monco munge il mangoloide da succo. Salame.
[Nitrato]
5: L'Amalia di lana di Giorgio. Era calda. Come l'autre Amalia, la bella balia dall'isterica piuttosto allibita. L'isterica non sapeva dove metter né dito, né dita: avea riga in fronte del maritino pistolino smargiasso inibito forte sopportato pistolotti un monte. Avesse potuto, l'avrebbe piantato in asso, reso cornuto, gettato in mare a rate, buttato dal cavalcavia a coriandoli. Sarà sano? Rincogneava spesso del neopargolo malfonfo la morte. Coltello da balia, dimentico divano. Fai piano che dorme; poi giorno, a casa finalmente sola. Gl'era il piano il secondo, tuffo d'asfalto. E tonfo sequenza. Scotch per una balla, da balia. Amalia, balia a ore. Alticcia sparane una più divertente. Grossa salsiccia! Disoccupata, per le prossime, per ora. Peronospora in vitibus tuis.
6: Vorrei una lattina di Tanta. Tanto non so... Petali di rosa non ghiaccio. È tanto che sei qui? Ti ho sentita. Tanti bene. Ma è tanto che tanti? A volte a tentoni si tenta, tapita che si tanta. Ok, ce la faccio. Beh anche tu sei tanta. Tata tanta di sopra. Tato tanto tanto di sotto. Mal di pancia. Ma fottere in foto. Di tinti malavoglia in posa. Di tanti tati tinti tanto. Di putti e puttane pitturati, appunto. Poveraglio. Poverglione. Poveraccio. Gasteropodi volenterosi sul podio lenti. Povero straccio. Mongoloidi col mal di denti. Cromosomi a casaccio. Asteroidi pisciati fuori come calcoli renali dalle profondità del chi se ne frega. Facevi un affare se quella volta tosto ti facevi una sega.
7: Tu. Chiamalo caprino, capriccio o carpaccio. A cena coi ceceni solo ceci per ciccio, che accenna alticcio un bisticcio. Pasticcio chiaroscurale di piccolo cabotaggio. Caravaggio, di basso voltaggio. Tasso, martora e falloppio. Fallo, bue per la bua, colomba. Del numero da lei selezionato non me ne frega un... Passo, del Pordoi. Siete pregati di riagganciare la roulotte prima di ripartire. Di girare la roulette per non morire, di noia. Rispetto per l'ora del dispetto. Psicologi al forno, arrosti muti in farine per pesci. Gioia, c'ho una cagna in foia. Medici e infermieri alti e bassi, impalati per il retto. Alti tassi. Boia! Non martire ma martora. Un'oca in foie gras. Una moka sul gas.
E, un'altra cosa. Un'altra casa, un altro pianeta. Un'altra pineta da bruciare. Latrato di cani. Te lo digo... Se rifiuti i miei rifiuti, ti brucio disbosco la collina. Indegno arbitrato? Colina bitartrato.
Conosciamo Troye Sivan dal 2010 circa, aveva un canale di YouTube poco famoso allora, più interessante anche per questo e meritava la periodica visita. Un ragazzo simpatico, di grandissima creatività, nato in Sudafrica trasferitosi poi in Australia; di famiglia ebraica (ortodossa)... Purtroppo malato di una malattia cronica, la sindrome di Marfan, che porta alla degenerazione di fibre di collagene in varie parti del corpo fino a danneggiare l'aorta, a compromettere perciò la sopravvivenza. Anche se oggi ci sono delle terapie per vivere più a lungo, egli è consapevole di avere un difetto genetico di questo tipo e tutto quello che fa va quindi inquadrato anche in questa prospettiva tragica, ancorché silenziata nel suo profondo..
Questo è il notevole film/videoclip del singolo "Party", secondo estratto dall'album She's the Best, si distingue per una produzione cinematografica ad alto budget, diretta da Gordon von Steiner e girata in un vero castello inglese, unendo estetica medievale e cultura queer. Il brano si apre con la voce narrante di Sir Ian McKellen (Gandalf) e include un importante campionamento del successo "Music" di Madonna del 2000. Questo ambizioso progetto visivo segue quello del brano omonimo "She's the Best", che vedeva la partecipazione di Nicole Kidman e Sasha Colby.
i cani corrierini o larepubblichini o men che queste merde, non sia mai che il mostrificato Presidente (tre volte vincitore alle elezioni più importanti nel mondo) possa suscitarvi simpatia o affetto. Per carità, odiatelo. Odiatelo. E scop**** in b**** con un *****. E' uno dei più importanti presidenti USA di tutti i tempi, sta facendo la Storia, ma a voi continuano a raccontare il contrario. E voi siete così stupidi da non vedere e non capire? A cosa vi serve il cervello e a che cazzo gli occhi se non capite che Donald J. Trump è un genio straordinario. E' un genio straordinario perché adotta strategie, che voi non capite ma volete ugualmente giudicare, che gli permettono di ottenere quello che vuole, e quello che vuole non è sempre quello che dice di volere. Lo ha persino spiegato più volte ma voi non avete mai seguito i suoi rallies. Solo questi quotidiani di merda, solo gli espertoni di geostocazzo, o di econostaminchia. Ci sono pure le cattedre per queste puttanatologie... La gente si iscrive, il prof che non sa un cazzo insegna cose che non ha capito, l'allievo passa gli esami e si laurea e abbiamo un altro imbecille che viene convinto a non pensare di esserlo dall'alloro. Che sta bene sui polli e infatti va sui polli. Poi ci sono gli imbecilli semplici, quelli che si diplomano coi like via social. Gli stupidi, complessi o semplici concordano su una cosa, Trump, seguito da una serie di insulti. E' un fatto scientifico, vi piace questo aggettivo qualificativo maschile singolare? è abbastanza grosso nella vostra gola? forse lo prefrireste nel culo? E' un fatto scientifico: non esiste nessuno tra i suoi critici attuali che valga più di lui. Nessuno. Eppure lo criticano, con delirio di superiorità. Si sentono migliori di lui! Ma quando mai, il 99% non vale una pallottola. Dio ha messo la sua mano tra DJT e la pallottola che avrebbe potuto ucciderlo in diretta televisiva due anni fa. Ah già, siete anche atei... E non vi vergognate di questo, anzi ve ne fate un vanto (o vento?) E poi dicono che dal culo non partorisce! Da che altro buco potete essere usciti? Esatto, siete degli stronzi. Chi odia Trump è quindi? UNO STRONZO. Tatuatevelo sulla fronte. Fate finta che sia di moda. E non consolatevi per il fatto d'essere legioni. Di stronzi.
Nota: abbiamo pompato i bassi perché sec. noi va ascoltata così. But, se ci leggi da smartphone potresti dover tenere il volume basso per evitare distorsioni, soprattutto se lo smartphone no'l vae on colpo o no'l vae n'ostia, insoma ti'o règoi basso, se el xe... come se dixe? un fiatinin "scrauso" andante... Scoltea boom boom booom coe casse da fisso, àra? puitto ca xe mejo...
TESTO:
[Intro] Ah-ah, ah-ah Feel the need Feel the need in me
[Verse 1] See how I'm walkin' See how I'm talkin' Notice everything in me Feel the need Oh feel, feel the need in me
[Verse 2] (Ah-ah) I need you by my side to be my guide (Ah-ah) Can't you see my arms are open wide? Feel the need (Feel the need) Oh feel it, feel the need in me
[Chorus] Every day I need, every day I want Without your sweet, sweet love, I'd rather die I need it constantly Your love takes care of me Your love is better to me than apple pie
[Verse 3] Ooh, just put your hand in mine Love me all the time The proof you will plainly see Feel the need (Feel the need) Oh feel it, feel the need in me Feel it, feel it, feel it, feel it Feel the need, feel the need, feel the need, feel the need On, feel the need Feel it, feel it, feel it, feel it Feel the need, feel the need, feel the need, feel the need Oh [Chorus] Every day I want, every day I want Without your sweet, sweet love, I'd rather die I need it constantly Your love takes care of me Your love is better to me than cherry pie, now, now Just put your hand in mine Love me all the time You were plain to see Feel the need (Feel the need) Aw, feel it, feel the need in me
[Instrumental Break]
[Bridge] Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need
[Instrumental Break]
[Chorus] Oh, every day I want, every day I want Without your sweet, sweet love, I'd rather die I need it constantly Your love takes care of me Your love is better to me than cherry pie, now, now Just put your hand in mine Love me all the time You were plain to see Feel the need (Feel the need) Aw, feel it, feel the need in me
[Outro] Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need Feel the need Oh, I feel the need
Per secoli l'edilizia e i lavori stradali sono andati avanti grazie alla forza e alla resistenza di uomini sani. Un operaio giovane, in salute, in piattaforma o un asfaltista dietro alla finitrice a 35 gradi fa fatica, come è normale che sia in questo mestiere, ma lavora e porta a termine la giornata senza che succeda assolutamente nulla. Se una persona è sana al 100% e non fa uso di sostanze come le droghe o gli alcolici, che alterano le funzioni cardiocircolatorie e percettive (nervose), regge lo sforzo oggi come lo reggeva 50 anni fa o 500 anni fa. Il delirio a cui stiamo assistendo oggi, allora, cos'è? Allarmismo e nocebo, creati a tavolino per massimizzare l'effetto terroristico del surriscaldamento globale, che poi è largamente causato proprio da quelli che raccontano di volerlo combattere – e lo spiegheremo meglio per i deficienti che non riescono a capirlo, con le molecole solforate in atmosfera, scomparse praticamente con la lotta ai combustibili fossili, come indizio. Tra gli anni ottanta e oggi abbiamo perso quella protezione, che determinava una riduzione delle temperature in circa 3° poiché rifletteva i raggi solari che oggi non vengono più respinti perché hanno preteso che l'aria pulita non avesse un prezzo da pagare enorme. Ai danni soprattutto degli organismi e dei sistemi biologici più fragili.
Rimaniamo sul terrorismo estivo. Certo che diffondere la paura, anche tra chi è abituato a superare le giornate di fatica con l'orgoglio della propria forza fisica e volontà di lavorare, è profondamente schifoso e disonesto. Si distrugge la cultura del lavoro in una società occidentale nella quale nessuno più ha voglia di lavorare, e lo vediamo soprattutto nel "lavoro" statale, da sempre quello più paraculato. È proprio lo statalismo, che teme la fatica, che si impone sull'attività dei privati per estendere anche a loro il fannullismo, il culorottismo da seduta comoda, il preziosismo da divano per gente che non vale il sedile dal quale guarda quell'immondizia... come si chiama? Nesflixs. Esiste ancora la TV, ma si può?! Poi ci sono quegli altri segaioli, come si chiamano? I Gamer.
Allora abbiamo mandato una bella donna sana sotto il sole, forte e fiera in santo catrame e schermanti dorature, ad asfaltare in luogo delle sfrante manovalanze, che fino a ieri erano oggetto di ammirazione, di stima ed invidia da parte di chiunque passasse presso un cantiere, mentre oggi sono compatite. Non supereroi né uomini, ma signorine sui divani all'ingrasso, come oche da foie gras.
Times slips away. Abbiamo creato un pezzo ampio blues, con bassi profondi e potenti, chitarre metalliche e sudore. Ne abbiamo scartate 20 versioni finite. Volevamo un pezzo strumentale, la base presto si era rivelata qualcosa di fantastico, per cui abbiamo pensato di trasformare una voce nera in uno strumento musicale, facendogli mangiare il testo... Perché il senso delle parole non opprimesse la composizione. Questa versione finita e ripulita in 432 Hertz ci piace molto.
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Everyone knows you've betrayed love (0:12) Trampled the honor, pushed it to shove (0:12) It hide in a falling tower of metal (0:12) The coward retreating in the dark and *** (0:20)
Now you're trapped in the rust, in the ash (0:20) Your family skewed, a bloody clash (0:20) They're strung up like my car decorations (0:26) Hanging around table of ruination (0:26)
The ceilings collapsing, the walls crash down (0:26) You wear the false crown in a burning town (0:46) No mercy left, the space driven deep (0:46) You harvest the terror and the secret to keep (0:46)
Now you're trapped in the rust, in the ash (0:52) Your family skewered, a bloody clash (0:52) They're strung up like my car decorations (0:59) Hanging around black's table of ruination (0:59)
The honor is dead, the love is all gone (0:59) We strike in the shadow, we wait for the dawn (1:21) No towers can save you, no iron can hide (1:21) There is nowhere left for your treason to ride (1:32)
Settle, settle down (1:32) Settle, settle down (1:32) Settle, settle down (1:32)