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giovedì 4 giugno 2026

Perché il presente non regge il confronto con il passato? La PROFUMERIA WOKE, cos'è, come siamo arrivati a questo SCHIFO e perché. I parte.


Introduzione.
 

Primi anni 2000, è l'inizio della "Sterilizzazione": Le multinazionali e l'IFRA, con il pretesto di "proteggere il consumatore" da allergie inesistenti, hanno trovato molto profitto dal censurare le materie prime naturali e sintetiche. I veri obiettivi erano molto diversi da quelli dichiarati. Infatti gran parte delle accuse ad oggi non sono scientificamente fondate e sono state quasi tutte smentite. L'ultimo caso è il lilial che da meta-analisi risulta perfettamente sicuro, totalmente incolpevole. Anche i materiali accusati nei decenni precedenti non erano pericolosi alla prova dei fatti. Però sono spariti molti colori bellissimi dalla tavolozza...

Dal profitto all'ideologia: Quella che 25 anni fa era solo una cinica strategia commerciale per potenziare il cartello, tagliare i costi e governare il mercato, ha trovato la sua giustificazione morale e ideologica nella "cultura" woke (l'ossessione per il bio-ecologismo a tutti i costi, la fobia del politicamente s-corretto, il rifiuto delle note animali, degli aspetti di genere, etc).

In pratica: la profumeria dei primi anni 2000 ha creato il corpo sterile e piatto della profumeria moderna; la "cultura" woke degli ultimi anni gli ha dato la giustificazione ideologica.

Il saggio.

Il panorama olfattivo contemporaneo attraversa una crisi d’identità e senso senza precedenti. Gli esperti del settore, i collezionisti e i pochi nasi degni di stima, colti e legati alla grande tradizione, non esitano a definire la profumeria odierna un deserto artistico, un "disastro" qualitativo e concettuale. Il decadimento è iniziato verso il 2000, quando la profumeria andava desensibilizzandosi e sterilizzandosi, fino allo schifo di oggi. Per comprendere le ragioni di questo crollo, è necessario mettere a confronto la profumeria classica – intesa come forma d'arte libera di creare, viscerale e tridimensionale – con la profumeria moderna, ridotta a un esercizio di conformismo chimico, etico e commerciale.
La profumeria classica (che ha vissuto il suo apice nel corso del Novecento) concepiva la fragranza come uno strumento di ambizione e piacere, di espressione radicale e di seduzione magnetica. Questa straordinaria complessità si reggeva sulla relazione sensoriale spontanea e non ideologica con la bellezza e il piacere. [...].

C'era libertà creativa assoluta. Non c'erano fissazioni di opportunità o deliri ecologisti. Gli ingredienti erano tutti sicuri, quanto e più di oggi. C'erano meno corruzione e meno nevrotici, per questo c'era molta più difficoltà ad inventare pericoli, allergie chimiche o ipersensibilità inesistenti. C'era potenza negli ingredienti naturali e di sintesi e potenza concettuale la cui premessa era la libertà di espressione, che oggi viene repressa anche con violenza nel nome di fantomatici altri diritti o sensibilità che sono tutti deliranti, Il problema è che bisognava fregarsene da principio. Perché non erano argomenti né problemi, ma stronzate. Per avere allergie importanti ai profumi bisogna avere un sistema immunitario molto compromesso e/o abbondanti problemi psichiatrici.

Il nostro piacere più alto mediato dall'olfatto necessita di essenze prese dalla natura che ancora non sono rimpiazzabili con le imitazioni di laboratorio, e forse non lo saranno mai. La rosa senza rosa non ce la fa. E lo zibetto senza zibetto idem. Il profumo lo puoi fare lo stesso ma alla fine fesso sarà il profumo, e chi lo indossa.
La profumeria moderna ha spezzato questo legame profondo con la natura (anche con la nostra stessa natura), piegandosi ai diktat della ideologia eco-woke, delle normative restrittive (come quelle dell'IFRA, che opera con finalità sempre diverse da quelle ddichiaratee agisce sulla base di affermazioni quasi sempre scientificamente infondate), e della massimizzazione dei profitti a scapito di qualsiasi altro principio.

Ma c'è una base ideologica dietro queste derive, ed è quella Woke. Premettiamo che Il "movimento" woke è un vero e proprio ossimoro vivente: dovrebbe rappresentare un risveglio ma è puro rincoglionimento, quindi è una specie di risveglio ottenebrato, un'illuminazione oscurantista che si auto attribuisce però una superiorità morale che non trova nessun riscontro oggettivo, sarebbe in vero più giusto chiamarlo karenismo (dalla famosa Karen, regina dei cagacazzi), il tentativo di rivincita di chi se è vittima di qualcuno è vittima di se stesso, dei contenitori umani vuoti che invidiano quelli pieni.


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