Introduzione.
Primi anni 2000, è l'inizio della "Sterilizzazione": Le multinazionali e l'IFRA, con il pretesto di "proteggere il consumatore" da allergie inesistenti, hanno trovato molto profitto dal censurare le materie prime naturali e sintetiche. I veri obiettivi erano molto diversi da quelli dichiarati. Infatti gran parte delle accuse ad oggi non sono scientificamente fondate e sono state quasi tutte smentite. L'ultimo caso è il lilial che da meta-analisi risulta perfettamente sicuro, totalmente incolpevole. Anche i materiali accusati nei decenni precedenti non erano pericolosi alla prova dei fatti. Però sono spariti molti colori bellissimi dalla tavolozza...
Dal profitto all'ideologia: Quella che 25 anni fa era solo una cinica strategia commerciale per potenziare il cartello, tagliare i costi e governare il mercato, ha trovato la sua giustificazione morale e ideologica nella "cultura" woke (l'ossessione per il bio-ecologismo a tutti i costi, la fobia del politicamente s-corretto, il rifiuto delle note animali, degli aspetti di genere, etc).
In
pratica: la profumeria dei primi anni 2000 ha creato il corpo sterile e
piatto della profumeria moderna; la "cultura" woke degli ultimi anni gli
ha dato la giustificazione ideologica.
Il saggio.
Il
panorama olfattivo contemporaneo attraversa una crisi d’identità e senso
senza precedenti. Gli esperti del settore, i collezionisti e i pochi
nasi degni di stima, colti e legati alla grande tradizione, non esitano a
definire la profumeria odierna un deserto artistico, un "disastro"
qualitativo e concettuale. Il decadimento è iniziato verso il 2000,
quando la profumeria andava desensibilizzandosi e sterilizzandosi, fino
allo schifo di oggi. Per comprendere le ragioni di questo crollo, è
necessario mettere a confronto la profumeria classica – intesa come
forma d'arte libera di creare, viscerale e tridimensionale – con la
profumeria moderna, ridotta a un esercizio di conformismo chimico, etico
e commerciale.
La profumeria classica (che ha vissuto il suo apice
nel corso del Novecento) concepiva la fragranza come uno strumento di
ambizione e piacere, di espressione radicale e di seduzione magnetica.
Questa straordinaria complessità si reggeva sulla relazione sensoriale
spontanea e non ideologica con la bellezza e il piacere. [...].
C'era
libertà creativa assoluta. Non c'erano fissazioni di opportunità o
deliri ecologisti. Gli ingredienti erano tutti sicuri, quanto e più di
oggi. C'erano meno corruzione e meno nevrotici, per questo c'era molta
più difficoltà ad inventare pericoli, allergie chimiche o
ipersensibilità inesistenti. C'era potenza negli ingredienti naturali e
di sintesi e potenza concettuale la cui premessa era la libertà di
espressione, che oggi viene repressa anche con violenza nel nome di
fantomatici altri diritti o sensibilità che sono tutti deliranti, Il
problema è che bisognava fregarsene da principio. Perché non erano
argomenti né problemi, ma stronzate. Per avere allergie importanti ai
profumi bisogna avere un sistema immunitario molto compromesso e/o
abbondanti problemi psichiatrici.
Il nostro piacere più alto
mediato dall'olfatto necessita di essenze prese dalla natura che ancora
non sono rimpiazzabili con le imitazioni di laboratorio, e forse non lo
saranno mai. La rosa senza rosa non ce la fa. E lo zibetto senza zibetto
idem. Il profumo lo puoi fare lo stesso ma alla fine fesso sarà il
profumo, e chi lo indossa.
La profumeria moderna ha spezzato questo
legame profondo con la natura (anche con la nostra stessa natura), piegandosi ai diktat della
ideologia eco-woke, delle normative restrittive (come quelle dell'IFRA,
che opera con finalità sempre diverse da quelle ddichiaratee agisce
sulla base di affermazioni quasi sempre scientificamente infondate), e
della massimizzazione dei profitti a scapito di qualsiasi altro
principio.
Ma
c'è una base ideologica dietro queste derive, ed è quella Woke.
Premettiamo che Il "movimento" woke è un vero e proprio ossimoro
vivente: dovrebbe rappresentare un risveglio ma è puro rincoglionimento,
quindi è una specie di risveglio ottenebrato, un'illuminazione
oscurantista che si auto attribuisce però una superiorità morale che non
trova nessun riscontro oggettivo, sarebbe in vero più giusto chiamarlo
karenismo (dalla famosa Karen, regina dei cagacazzi), il tentativo di
rivincita di chi se è vittima di qualcuno è vittima di se stesso, dei
contenitori umani vuoti che invidiano quelli pieni.
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento
Nous sommes ici pour révérer l'affection que nous recevons, avec dévouement et engagement. Nous voulons accompagner les amis sur le chemin de la beauté avec les compétences et la loyauté qui nous différencient, dans un monde de menteurs et incompétents.
Apprezziamo e favoriamo i commenti alle creazioni JICKIEL®, nei post a tema, da parte di quanti le hanno fatte proprie e desiderano renderci partecipi della loro esperienza. Ed i commenti alla profumeria vintage meritevole di revival nei post dedicati. Non abbiamo palle per tutto il resto.
Grazie.
Dal fondo di tutti gli altri tipi di post, dal 2018 i commenti, link pubblicitari, etc, vengono filtrati dal sistema e cancellati: già perdiamo tempo a recensire un mare di stronz*** commerciali, ci manca pure che ci perdiamo nei commenti alle recensioni delle stronz***...
La vita è breve anche in Profumeria, diamo importanza alle cose che contano, per tutto il resto "spazziamo la moneta per quello che vale"...
Sweep the moneda for what it's worth :)
J!cky 2.0