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venerdì 15 novembre 2013

DIETRO L'IMMAGINE OLFATTIVA, CONVERSAZIONI SULL'ARTE DI LEGGERE I PROFUMI.

 

Esploriamo la relazione tra i profumi ed il cervello, analizzando le potenzialità di questa interazione nello scenario contemporaneo.
Il tasso di felicità è a livello del terreno (Level ZERO) e la capacità di affrontare e risolvere i problemi (problem solving) è ai minimi termini, la gente al minimo imbarazzo cognitivo si butta di sotto o si appende per il collo: non viviamo in un mondo attento a queste fragilità ed utilmente attrezzato a risolverle.
Il 21 ° secolo ha entusiasmato con i suoi progressi tecnici, scientifici, economici e materiali enormi e sorprendenti, eppure, questo periodo è stato testimone di immensa diminuzione della qualità della vita in termini di salute mentale, felicità e contentezza. 




Le attività e/o sostanze che ci forniscono piacere agiscono in vario modo modificando di volta in volta il nostro profilo psiconeuroIMMUNOoendocrinologico.
Scartiamo il ridicolo armamentario farmacologico con cui oggi la neurologia e la psichiatria trattano svariati di questi disturbi. Con una battuta: la fluoxetina, per dirne una... è talmente stronza che non si scioglie nemmeno in alcool puro...
Fuori dalle pastoie mediche più o meno scientifiche, e lontani dalla lombrosiana Bibbia dei babbei (DSM-V), proviamo a sintetizzare il quadro multidimensionale che abbiamo davanti.
Il sesso è un piacere intenso ed effimero che dona, ma dona mentre toglie. Anche il cibo ha la capacità di modulare il nostro profilo ormonale ed il nostro modo di reagire allo stress, il contraltare però è il peso digestivo ed il processo ossidante a cui dà sempre luogo una volta in essere, il surplus calorico, l'apporto di sostanze nocive che accumuliamo (grassi nocivi o in eccesso, sostanze tossiche, eccesso di sale, etc).

Ma ri-accomodiamoci con un balzo: cosa può fare di speciale un profumo per noi?
Il coinvolgimento olfattivo è molto interessante, non fosse altro perché così immediato e/o non-mediato.



L'esposizione ai profumi (ad alcuni in particolare) induce cambiamenti nei circuiti neuronali coinvolti in ansia e dolore (misurati a 24 ore, una settimana e due settimane), nella concentrazione di beta-endorfine (beta-ep) nell'ipotalamo e nella diminuzione dell'ormone cortisolo sistemico.


Dati alla mano alcune essenze naturali ed alcuni materiali di sintesi sono in grado di migliorare la qualità della vita, è un ambito di ricerca cardine attorno al quale lavoriamo da quando abbiamo iniziato a meditare sui profumi.
Non era da noi accontentarci della balanced formula, del buon utilizzo dei materiali (già un traguardo per pochi eletti vista la "competenza" di molti celebri profumieri là fuori, e non parliamo di quelli che sono sconosciuti persino al loro cane) noi abbiamo sempre puntato nella creazione e nell'analisi della creazione di una fragranza alla pleasure's formula: alla comprensione degli agenti di piacere nei profumi, quelli capaci di fare la differenza tra un profumo gradevole ed un profumo capace di migliorare non solo l'aspetto olfattivo di una persona ma anche il suo assetto psiconeuroIMMUNOendocrinologico.
DHM, Ambroxan, assoluta di rosa stabilizzata con BHT: è già un profumo, e magari di nicchia...
Per noi questo modo di ragionare in profumeria oggi è st***** (inter nos, anche tirando i dadi si fanno profumi migliori), ed è st***** anche fare del teatro attorno alle stupidaggini di alcuni ingredienti assemblati in dis-grazia divina
Nostro compito è riuscire a parlare con i profumi, non però come Virginia Wolf con i passeri del suo cortile...
Nostro obiettivo è capire il carattere ed il modus operandi di un profumo di 80 anni fa, di 30 anni fa, di ieri l'altro, oppure di un materiale aromatico naturale o chimico non ancora entrato in collisione o collusione con altri materiali. 
Spirito di osservazione, animo sperimentale e molto scrupolo nel leggere ogni cosa.
Con gli occhi o con il naso, senza lasciare nulla al caso.
Gli altri come dicono? Li indossano...
Noi parliamo con loro, li smontiamo, li sezioniamo, prendiamo le molecole e le mettiamo sui vetrini nude e alè sotto il microscopio. Poi li facciamo indossare da terzi, mica possiamo cospargerci di profumi e fare docce su docce (e cambiare e lavare gli abiti) per applicarne di nuovi, questo perché la mouillette non è la pelle, non è l'abbigliamento nel quale ci muoviamo e non è abitudine lasciarle nelle narici molte ore, giusto? Di solito la mouillette si passa e si ripone, ma il profumo non si capisce molto in quel modo.
Per comprare un profumo va bene, anzi si fa anche prima passando direttamente in cassa senza spruzzare niente...
Polemiche morte; e si capisca: che quando Jicky 2.0 dice qualcosa è per qualcosa, magari dopo un bisticcio (tra noi) ma mai per capriccio.


Psychedelic Effects generated by Antaeus Chanel VINTAGE FORMULA.


Complimenti per il pezzo. 

Senza falsa modestia... grazie.





Text by Jicky 2.0




6 commenti:

  1. Quando indosso profumi al muschio di quercia mi sento risorgere dai miei problemi, e oggi non lo usano più, ma io ho la lista di Jicky 2.0!
    Grazie! ;-)

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    1. Ciao C!
      Hai fatto bene a farti i migliori muschi di quercia, e pure l'account.
      H@lo!
      J!

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  2. Il pezzo è bello davvero, ragazzi. Amo questi vostri interventi esoterici, che in parte comprendo e in altre intuisco soltanto, e che mi confortano nel mio personale studio (non scientifico per mancanza di formazione in tal senso) delle fragranze che metto, delle mie reazioni ad esse e di quelle altrui... Dovendo soddisfare i miei diversi me, talvolta indosso fragranze, con leggerezza, in funzione mimetica... Siete una forza e mi auguro che cominciate a cambiare il mondo in sordina ;)
    T

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    Risposte
    1. Molto interessante la f(x) mimetica. Fingers Crossed per gli auguri. Grazie.
      J!

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  3. Solo una parola su questo pezzo: Meco... Ciao!

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