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giovedì 7 novembre 2013

Come lavoriamo. Cosa precede un post su Jicky 2.0.



Visitare una profumeria è ormai per noi un lavoro. Mentalmente ci si prepara prima, si decide di visitarla mai più di 3, uno di noi spesso basta e avanza. Poi si riuniscono gli appunti e si cerca la quadra.

Si puntano i profumi, si osserva tutto. Occorre grande memoria visiva prima che olfattiva, perché ogni cosa ha forma e colori. Occorre orientamento e senso dello spazio. Si devono evitare perdite di tempo, promozioni di profumi che abbiamo già nel database mentale quando arrivano le promoter con tutto il kit promozionale. Schivare le distrazioni è importante, a volte dobbiamo viaggiare molte centinaia di chilometri le aperture dei negozi non sono illimitate e i profumi sono ormai una infinità. Saltiamo anche il pranzo o mangiamo come profughi, quel che si trova di rapido... A volte anche la cena perché siamo capaci di spendere in profumi anche l'ultimo cent arrivando a destinazione con l'ultimo litro di benzina...
Si va rapidi al sodo, ma senza dare l'idea di una imboscata delle teste di cuoio (con esito tragicomico-lessicale se ciò avviene tra teste di... nicchia).
Mai dire che si appartiene al Blog o che si ha un Blog, niente, sempre meglio il basso profilo, di solito andiamo via vestiti male per divertimento, e benché non sia nostro costume possiamo rispondere molto sgarbatamente a inviti insistenti a visite guidate dei tal profumi o dei talaltri, una tecnica efficace è mettere in difficoltà i commessi con trabocchetti che ne dimostrino la completa inadeguatezza, a quel punto o si chinano per sbocchinARTi, o se ne vanno via a leccare le ferite altrove...
E finalmente puoi provare i profumi su mouillette, quasi mai su pelle o tessuti. 
Non ci si può lavare due o tre volte al giorno, fa male alla pelle e fa girare le palle: 24 ore sono poche. E i vestiti vanno lavati da sporchi, se cominciamo a lavarli perché puzzano di Creed allora il lifetime di una camicia si accorcia, anche col giusto lavaggio.
Se si trova il profumo che piace si porta in cassa, se sono più di uno di solito in cassa buttano i coriandoli, perché spendiamo generosamente. 
Alcuni profumi vanno comprati a prescindere, altri rientrano nel campo opzionale.
Noi passiamo in rassegna tutti i profumi esistenti, da discount a pezzi in vetro di "murano" superminchia.
I negozi sono un mare se apri alla grande distribuzione e mantieni aperta la porta di piccole realtà nicchiose più o meno agonizzanti.
Tutto va analizzato. Si cerca sempre davanti all'espositore Montale di dire a se stessi ecco una serie di profumi X, sentiamo le ultime uscite o i pezzi che sono annotati con punto interrogativo.
Si riparte spesso da zero, cercando di evitare suggestioni o ricordi, se siamo in due di solito, uno a destra e uno a sinistra senza guardarsi, le mouillette vengono segnate come carte da gioco e poi si fanno test, domande e risposte, prove, esercizi di riconoscimento.
Si dice che si possano sentire fino a 3-4 profumi prima di mandare il naso in tilt.
Una persona che non sa niente di niente veramente va in tilt già al primo....
Noi arriviamo bene a 15-20. Ma uno di noi arriva con tecniche particolari di concentrazione anche a 30 in 15 minuti anche ripetute e alternate più volte senza confusione.
Se il negoziante si accorge che si conoscono i prodotti meglio di quanto li conosca lui stesso di fronte alla curiosità si tiene sempre un profilo basso: mai pavoneggiarsi, mai spiegare troppe cose; Jicky 2.0 occasionalmente viene citato da qualche addetto alla vendita, per spiegare il muschio di cervo o la storia di un profumo, noi si annuisce a volte, altre volte si finge di non sapere di che Blog si stia parlando (noi possiamo anche non averlo mai letto questo Blog): è noioso ma gratificante sentire la gente che a memoria ti spiega le cose che hai scritto un anno prima, anche se a volte fanno un grande minestrone di post nostri e di rilievi di altra provenienza.
Solo uno ha un Ipad gli altri usano penne o matite preferibilmente all'uscita, memorizzando tasca per tasca i luoghi di deposito dei campioni cartacei da studiare.

In generale facciamo del bene: aiutiamo le commesse con bassa autostima, mandiamo su di giri i commercianti depressi (non solo acquistando profumi), vendiamo alla vecchietta i profumi invendibili al primo turista di passaggio (è molto divertente perché alla fine sono tutti contenti). Bisogna sapere quello che si dice, capire l'interlocutore e saper parlare a tutti.
Ci vuole metodo, quello che gli altri non hanno, quello che i corsi non insegnano, in fondo gelosi delle nostre doti naturali e acquisite nemmeno noi spiattelleremo in giro les mystères de notre savoir-faire...
Tutto è molto faticoso, ci vogliono giorni per analizzare i profumi sentiti, ordinando appunti e confrontando diverse opinioni e giudizi, leggendo report di altri autori, libri, facendo prove con materiali grezzi e se dio vuole comparando le impressioni con dati gascromatografici.
Allora si può scrivere un post, ma non sempre è conveniente farlo. Possiamo non essere tutti d'accordo, e allora si rimanda una pubblicazione. Possiamo non desiderare di fare pubblicità a qualche tipo di oggetto, tenendo presente che anche la recensione negativa porta verso il soggetto recensito.
Il vintage è più faticoso della nicchia, non tutto è buono e i misteri abbondano quanto le sorprese, internet è avaro di notizie, spesso anzi è sordo, cieco e muto.
Altro giro altra fatica è infatti reperire testi di approfondimento che non siano presenti in rete, ovvero tutto (in rete ci sono 4 cazzate di un secolo fa e brandelli del volume dei naturali di Arctander, per fortuna avevamo già due anni fa l'opera omnia altrimenti avremmo faticato molto di più, quello rimane il libro migliore per capire la profumeria contemporanea, anche se è stato scritto oltre 30 anni fa, tutta la chimica è uguale al 95%, per non parlare dei naturali.
Ma di testi ce ne sono molti altri, niente in italiano. A parte una edizione del F*******, se trovate carta che abbia meno di 60 anni e tratti di profumeria in italiano gettatela nel caminetto o nella stufa.
In libreria poi, non c'è niente che meriti un centesimo scritto nella nostra lingua, evitatele quindi per questo tipo di ricerche.
Si vede che gli italiani e l'editoria avevano dal dopoguerra ad oggi altro da fare che occuparsi con competenza di profumeria, o materiali aromatici...

(to be continued)...



3 commenti:

  1. Io credo di aver visto uno di voi autori, e posso dire che, poi lo fosse o no, era bellissimo e molto ma molto forte e gentile, un ragazzo che se siete tutti così è una pena non conoscervi...
    :P

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    Risposte
    1. MMMMM, hai visto un satellite del Blog ;) Però sì dai ragazze ne cambia, è bello. Bella testa, naso fine, come ogni buon amico del Blog.
      Ciao Stella!
      J!

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