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sabato 5 dicembre 2015

Guerlain Habit Rouge Dress Code.

2015, X or someone else in Switzerland ?
Il nuovo Habit Rouge è, rispetto al modello stra-mal-riformulato, un errore che parte dal nome. Sbagliato sin dall'epigrafe sul flacone, sulla scatola (crea inevitabili cortocircuiti con precedenti e più celebri profumi Armani), è un profumo tragicomico, non raffinato. Tragico perché il combo sandalo sintetico e note citriche saponate odiose (aggressive come il detersivo in polvere) ha raggiunto ormai livelli insopportabili, comico perché avere messo altra vanillina e una ca*** di pralina dimetilpirazinica, a fare sia da cioccolatino che da cuoio (quando in verità il "cuoio" di Guerlain qui è solo odore di gomma abbrustolita) ha sortito solo l'effetto di rendere gourmand quello che oggi non è niente più che un profumo perduto. Chiaro che anche una porzione delle basi utilizzate per il flop e disastro noto come "l'homme ideal" (brrr) hanno trovato la via per riciclarsi qui per rimanere nel clima non troppo velato di risparmio (austerity) che regna nella profumeria di oggi. Con Habit Rouge Dress Code siamo oltre Rio Casamia, oltre Mastro Lindo. Questa profumazione andava bene per una cera del tipo "al limone" per lucidare i mobili... Qualche genio (non è detto che sia Wasser) ha pensato di produrre in serie questa roba.
Non ha evoluzione, è persistente ma rigido come un morto nella cassa.
Il brand Guerlain appare sempre più svuotato in capacità creative e in qualità dei materiali.
Una zattera alla deriva. La delusione è molto forte.

Rating: 1/5

4 commenti:

  1. Guerlain... che peccato: che il canto del cigno siano stati eau boisee e L'istante?!?
    Ma secondo voi perche' farsi male cosi?
    Infondo sia boisee che istante non e' che fossero pregiatissimi quanto a materiali, ma lameno la chimica era buona. O sbaglio? Come dire: anche con costi contenuti hanno dimostrato di poter portare a casa qualcosa che sta in piedi

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    1. H! Jeriko. Guerlain è morto da tanto tempo, non sappiamo esattamente quando ha cantato l'ultima volta il cigno, potrebbe averlo fatto di notte, mentre tutti erano nel sonno più profondo. Di certo molti decenni fa. Quando Guerlain era ancora dei Guerlain, cioè prima che la passione ed il mestiere diventassero business (pessimo dato che si sono trovati sull'orlo del *****mento negli anni '80) con Jean Paul Guerlain... NOTA: JPG was "mainly" a front man.

      Il giudizio che abbiamo dato alcuni anni fa dei profumi Guerlain recenti era viziato da conoscenze parziali ed errate, che oggi abbiamo superato ed emendato laddove l'errore era totale. Abbiamo dato tanta fiducia ad un marchio che aveva i mezzi per prenderci in giro. Ma il sorcio è preso, il gatto l'ha divorato.

      Quanto alla chimica, presto scriveremo degli esiti di molte analisi svolte su molti diversi profumi di molti marchi, non solo Guerlain.

      In sintesi anticipiamo come segue: tutti usano roba che costa poco o niente. La vera ricerca e progettazione (che vale) la fanno in 4 in tutto il mondo, per tutto il resto del mondo (che conta qualcosa).
      Mediamente Guerlain (che è Dior) usa materiali economici che seguono una precisa filiera, ovviamente soprattutto sintetici. La nicchia usa materiali solitamente ancora più economici o fondi di magazzino, perché ha meno risorse ed è consapevole dell'azzardo di ogni lancio, che avviene ormai nella certezza di rimetterci anche spendendo poco o pochissimo (per quanto poi la menino con l'arte, la qualità e le palle del 1700 o del secolo prima o di quello prima ancora).

      La sfida aperta ormai un secolo fa dalla Profumeria, era fare qualità con roba che di qualità non è.

      Ci sono tubetti di colore ad olio di varia qualità... una buona mano ottiene sicuramente ottimi risultati con la peggiore delle marche, mentre una pessima mano non va oltre lo schifo usano la roba migliore.

      Fare profumi una volta era un mestiere serio, oggi è solo una posa. Più foto di un profumiere ci sono in giro e meno vale. E più si sa che quello è un cretino.

      Guerlain ha, come Chanel, un privilegio, quello di "esistere" senza gravi interruzioni "come marchio". Scrive e riscrive la sua storia alla maniera dei vincitori, anche quando basta alzare un telo per vedere che sotto non c'è un prato ma cemento; o quando basta spostare una tenda per vedere che dietro non c'è una finestra ma un muro.

      "perché farsi così male"? Dress Code è un profumo prodotto secondo precisi parametri, figlio del calcolo combinatorio di una macchina in Svizzera e di alcune signorotte "creative" dietro a una scrivania che fanno gli stessi danni che fa uno psicologo in una scuola. Dress Code è nato morto. Non ha futuro, non ha presente, non serve a niente.

      Come mai si producono profumi che non si vendono? Ci sono precisi contratti commerciali che vanno rispettati, i "prodotti" sono molto meno importanti di quegli accordi. Tutto qui.

      Ciao! J.

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  2. Forte disaccordo. I tempi non sono maturi... :D

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