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lunedì 2 settembre 2013

I profumi di massa e le crisi economiche. Reissue.

Post n°125 pubblicato il 19 Febbraio 2012 da Monsieur_Jicky
Tag: 1929 
La crisi del '29 produsse l'elitario JOY, la gente non poteva più comprare gli abiti di Jean Patou (lo Chanel dell'epoca) e così Patou creò un profumo, così lo volle, che fosse il migliore dei profumi, il più pregiato, perché un profumo avrebbe dovuto incarnare il suo stile e consolare chi da quella crisi avrebbe potuto indossare solo l'odore del suo stile.
La crisi attuale è molto simile a quella, ci siamo ancora dentro. E' cominciata sottovoce con il post 11 settembre e si è acuita dal 2008 con il crack Lehmann. Qualcuno può comprare tutto come niente fosse, ma la massa taglia ogni anni di più i consumi. La valuta si svaluta. Le grandi case tremano, di moda, di cosmetica.
Intanto i paesi di produzione delle materie prime pretendono sempre di più, così i sintetici diventano le soluzioni migliori, per rimanere sul mercato senza perdere posizioni di privilegio.
La gente vuole il marchio, e lo vuole pagare una certa cifra, il marchio l'asseconda e taglia il profumo: dimezza note costose o le rimpiazza con note meno costose, allunga le fragranze con l'acqua, avete capito bene, e tiene uniti i profumi acquosi e meno alcolici con emulsionanti. Guerlain ad es. smette le boccette di Vetiver di vetro satin per sostituirle con vetracci più economici. YSL fa lo stesso e comprime i propri gioielli (flaconi da 100 ml diventano 80 ml), etc.
Quindi, un profumo nato oggi e destinato alla gente comune, fatica molto a essere un buon profumo.
Si mettono davanti ai grandi nasi sempre meno note, e sempre meno costose. E si pretende: fammi qualcosa di buono con questo! E' un esercizio di fatica, una prova di genio a cui non tutti sono portati, molti celebri profumieri traggono la loro forza non da particolari competenze ma dalla disponibilità degli ingredienti. E dei mezzi.
Notate l'odore onnipresente: muschio sintetico.
E per i naturali? Ah beh, patchouli!
Quindi per fare un profumo eco-nomico prendo patchouli e metto muschio?
Infatti! E cosa viene fuori? Con un pe** di rosa Narciso Rodriguez! Con un pe** di linalolo Jean Paul Gaultier! Ma c'è chi fa di peggio e risparmia anche sul patchouli come D&G (che appartiene ormai a L'Oreal)! Come Hugo Boss che tutto spende in pubblicità, per forza devono scendere ancora coi costi! A volte spieghiamo il colore di The One Sport con la volontà di risparmiare anche sui coloranti chimici!
Sembra VUOTO. E in certo senso lo è.
Il nulla.
Concettualmente è una *****! Sembra la diluizione dell'altra ***** recente, D&G Light Blue Homme, ma qui si risparmia di più, 100 ml non 125, e via anche il colorante!
Fra poco i profumi ve li venderanno nel brick... FIRMATO.
Sai che consolazione!
Il consiglio del giorno è:

NON COMPRATE PROFUMI NATI DOPO IL 2009, O PRESTATE MOLTA ATTENZIONE AL VALORE DELLA LORO "STRUTTURA" IN RAPPORTO ALLE FRAGRANZE GIA' ESISTENTI E AL PREZZO .
IN PROFUMERIA ******* VUOL DIRE BUONO. 
QUESTA ME LA SCRIVO...

giovedì 20 dicembre 2012

Momotaro, la storia dei magnifici profumi del ragazzo pesca.

Oggi vi raccontiamo una favola, su due profumi "da favola":

C’era una volta...

Due anziani. Un vecchio e una vecchietta.
Il vecchio andava in montagna a far legna la vecchietta al fiume a lavare i panni.
Un giorno la vecchietta, mentre lavava grigi mutandoni, vide galleggiare trascinata dalla corrente una grossa pesca.
La vecchia incuriosita scese a valle e presa la pesca se la portò a casa.
Il vecchio ritornò dalla montagna e rimase meravigliato: un pesca?
Accarezzando il frutto profumatissimo diceva: "Ma che bella pesca!". "Proviamo a tagliarla!", e la pose sul tagliere.
La vecchina stava per tagliare la pesca con un coltellone, quand'ecco, la pesca si mise a roteare sul tavolo.
"La pesca! La pesca è viva!", strillavano così quando la pesca si ruppe e dal suo interno tra effluvio di fiori dolci uscì un bambino.

Il vecchio e la vecchina si meravigliarono, ma ancor più si meravigliarono della sua vivacità.

Il bambino era bello e profumato. Senza tanti complimenti cominciò a divorare scodelle di riso, una dopo l’altra, e rideva.




I due anziani erano felici di quel ragazzo e con grande felicità chiamarono il bambino nato dalla pesca "Momotaro", che in giapponese significa ragazzo pesca.

Momotaro cresceva a vista d’occhio e con una grande forza, 
tanto che sollevava con facilità anche cose pesantissime.
Così facendo Momotaro cresceva e diventava grande e forte.
Ma un fatto li affliggeva: anche se la vecchia lo cullava o se il vecchio gli sorrideva dolcemente, Momotaro sorrideva ma non emetteva suoni. I vecchi erano preoccupati: il ragazzo pesca non parlava affatto.
"Perché questo bambino non dice una parola?", si dicevano i due vecchi guardandosi l’un l’altro.
Poi in un rush:
"Vado!", esclamò improvvisamente Momotaro a gran voce.
E di nuovo:
"Vecchio, vecchia, vado a combattere i demoni!".
Al grido di Momotaro la vecchina sobbalzò: "A combattere i demoni?!".
Gli dissero che era molto pericoloso, ma lui andò.

Gucci Rush è un grande profumo, è consapevole di essere una pesca alla lacca per capelli, una pesca inventata, e lo rimarca la confezione e il flacone voluto da Tom Ford.
Gucci Rush II fu invece un vero fallimento, già dimenticato dalla storia.
Ma rimaniamo sul nostro vero RUSH:




Gucci Rush "donna" infatti... E' un capolavoro di Almairac il grande, ormai consegnato al mito.
Ma cosa vuol dire da donna?




Mitsouko è un "femminile", o meglio ERA nato per un pubblico femminile, ma lo indossavano molti uomini senza problemi sin dagli inizi, lo indossava regolarmente Charlie Chaplin, che (per dire) gay di sicuro non era, anzi...
Ma la sorpresa attualissima viene dagli States, dalla Germania e dalla Francia dove molti ragazzi dopo avere collaudato con successo il fantastico Mitsouko (per i gusti di oggi un profumo definitivamente neutro o unisex) provano la pesca gelsomino patchoulosa hair-spray di Gucci Rush, e si divertono, perché non si tratta di profumi troppo fioriti, semmai resinofruttati. 
E il più funny è lui, il profumo del Momotaro.
Gucci Rush è un profumo futurista.
E' divertente, specialmente nel drydown incanta tutti e seduce con il sorriso.
A noi piace abbinarlo a un buon profumo a base di oud, o ad un Attar Amouage con prevalenza di Agarwood.
E avrete una pesca virile (anche senza muscoli addosso).
Alle volte uno cerca il perfetto profumo giapponese, o Zen e scopre che Shiseido non ne sa un ***** di profumeria (chi capisce Shiseido se ne frega di Nombre Noir & Co.): e che i migliori profumi in grado di interpretare in qualità l'animus nipponico sono ancora e sempre parto della mente di grandi profumieri francesi.

Guerlain Mitsouko: 5/5

Gucci Rush 4/5


GHIRIGORIGHIRIGORI.


Gucci RUSH.

Post n°384 pubblicato il 16 Agosto 2012 da Monsieur_Jicky

mercoledì 31 ottobre 2012

Perché il profumo dei fiori di Osmanthus mi fa stare così bene? Della vita e della morte nei profumi.

Perchè è vivo.
E' un profumo VIVO.
Non esiste un profumo che ne ricrei la fedele bellezza, le assolute prodotte [...] sono tanto belle quanto costose, sono però solo momenti di consolazione
Osmanthus Yunnan di Hermes è il profumo finito, in commercio, più simile all'effetto felice della irradiazione dei fiori di questo meraviglioso albero.
Ma niente è come i veri fiori tra le dita, niente dà la stessa sorprendente euforia del vento che porta l'intenso profumo dei minuscoli boccioli dischiusi, o dell'insufflata semplicissima di un rametto di questa varietà di olea.
Molte assolute sono belle ma non sono quasi mai da sballo.
La estrazione CO2 è tecnicamente interessante ma praticamente sempre una polaroid della migliore realtà.
Givaudan può andare a provare a rompersi il ****, non ha imbrigliato la vita dello zibetto, non quella del castoro, non quella del muschio di cervo, forse gli è andata meglio con l'ambra perchè trattasi di decomposizione della decomposizione di un materiale escreto e corrotto da mare ed intemperie (così ci dicono)...
Stando ai cataloghi della aziende di aroma chemicals:
Ha realizzato (Givaudan) solo un buon gelsomino di sintesi che si possa dire quasi vitale.
Firmenich ha realizzato una rosa sola di eccellente vitalità.
Per il resto c'è tanta fantasia affaticata. Spesso costosa, che non finisce nemmeno nei profumi commerciali o "in commercio" (e lo sono anche quelli di nicchia e quelli "naturali"), dove si mettono solo fiori di plastica e carne di gomma.


La profumeria è una sommatoria di odori, ma quanti di questi sono vita e quanti di questi sono... morte?

martedì 31 luglio 2012

Tawaf, l'unione fa la noia.



Tawaf è il rito deambulatorio attorno alla Kaaba, invece il profumin Tawaf di Salame-Attar è il rito avvitatorio di poche note che non decollano mai.

Se il motto è l'unione fa la forza, qui l'unione fa la noia.
Gelsomino sporchetto, indolico, può essere sambac. C'è forse della rosa grassa, che serve probabilmente ad arrotondare. In apertura c'è una notarella citrica, può essere...

Pesantissimo l'opoponax molto animalico che quasi divora tutto.
Di certo la mirra se c'è è nascosta bene dall'opoponax.
Il gelsomino è più benzyl acetato del normale il che spiegherebbe l'eventuale nota narciso.
E' molto facile. Secondo alcuni di noi è una idea come dire... ingenua.
Se poi 50 ml te lo vendono a 125 euro, beh non si capisce perchè dovresti comprarlo...





Prenditi due assolute discrete e fattelo in casa.
5 ml di sambac costano 25-30 euro.
10 ml di opoponax costano circa 15 euro.
5 ml di assoluta di rosa centifolia 25-30 euro.
Mischiando tutto ana parti puoi andare diluendo tra il 5 e l'8%.
Ne fai 200 ml con meno di 70 euro, l'opoponax 10 ml lo avanzi.
Vuoi migliorarlo, mettici dello zibetto naturale, una diluizione molto leggera, tipo quelle che sa fare Dubrana, ma si trovano ormai anche altrove più concentrate e a prezzi inferiori a parità di quantità.
Ma poi che profumo hai? 
Un profumo semplicissimo, purtroppo difficile da indossare. 
Se Dubrana vuole sa fare dei buoni profumi, poi che siano poco concentrati/diluiti e troppo costosi è un discorso lungo che esula dalla presente recensione, ma questo Tawaf è uno dei suoi profumi certamente meno riusciti.

Voto: 2/5 (le assolute separatamente avrebbero meritato voti un poco più alti).

sabato 7 luglio 2012


Ci sono grandi manuali del XIX secolo e a noi contemporanei che ci illustrano i tipi e i modi per ottenere tinture aromatiche partendo da materiali naturali.
Ma di nuovo ci si è ri-presentato un problema assai frequente. Mezze frasi e non detto.
Ad esempio l'Arctander, tralasciamo il pessimo Fenaroli a tal proposito, si estrae, si ottiene, somiglia a... Non è proprio niente, ma è molto molto poco Steffen!
Oggi ci sono anche dei mega pirla che tengono corsi, avete capito bene, CORSI!
CORSI di profumeria o cultura della profumeria (SIC!)cultura che non hanno...
In Italia c'è un profumiere con buone capacità frammiste a confusione e pretenziosità (superiore alla nostra), e presso il quale abbiamo acquistato molto troppo materiale.
Ma si è sempre guardato bene dallo specificare le percentuali, i tempi, i modi, e si capisce:
deve sembrare generoso, deve sembrare sia pronto a illustrarti tutto.
La profumeria è ruffiana, pensate al vostro venditore di fiducia, a come sorride quando vi saluta consegnandovi lo scontrino fiscale... o pagate anche voi in nero*?
Dicevamo il profumiere non ti dice un ca**o alla fine.
Ma devi capire che quel che sa, che alla fine non è nemmeno molto, è il SUO vero tesoro.
Perchè dovrebbe regalartelo? (E forse non c'è prezzo per certe scoperte).
A parte questo caso, gli altri loschi figuri e docenti del nulla in cui ci siamo imbattuti sono dei millantatori e venali facitori di minestroni e bambinate. 
A parte le precisazioni.
Allora come fare una tintura aromatica?


Il bourgeon de cassis ad esempio. Prova a fare l'assoluta di ribes nero, celebre in molte fragranze Dior, Guerlain, Givenchy, etc.
Prova.
Se, trovato il materiale giusto, sbaglierai i tempi ti ritroverai con odore di nulla, o all'opposto odore di verdure fracassate.
La temperatura conta? 
Alcune tinture vanno scaldate.
Altre addizionate di reagenti.
Noi abbiamo disboscato cespugli di ribes, siepi di gelsomini, di rosa centifolia, di solanacee misteriose e di artemisie d'ogni sfumatura del grigio e del verde.
Abbiamo fallito finchè siamo riusciti.
E francamente la voglia di raccontare la prassi esatta dopo la teoria, in un mondo di ingrati e di all free senza minimo rispetto, la stiamo perdendo.
Ci sono progetti su queste e su nostre scoperte di altro ordine che deo concedente
saranno visibili su questi schermi o

* Se pagate in nero pretendete il 20% di sconto, poche palle! Il profumiere in negozio arriva a guadagnare il 50% sul profumo che vi vende... Dipende dalla cioféca, ehm... dalla delizia che acquistate.

lunedì 25 giugno 2012

DIVENTARE PROFUMIERE. Altri corsi di profumeria? Ma allora i ********** stanno aumentando! VERSIONE RIVEDUTA E CORRETTA.


Ci siamo accorti dell'esistenza di una banda di organizzatori di corsi di profumeria (ancooora?), marketing olfattivo, bufale e balle varie.


Non facciamo il nome della banda perché ci sono sempre di mezzo arcigne donne in menopausa con la psiche di un pitbull, una delle categorie di persone più instabili psichicamente sulla terra, irragionevoli alla vista dei soldi, come i tori alla vista del colore rosso...
Abbiamo già avuto esperienza di queste ringhianti scarampane arterosclerotiche.
L'ultima a Parigi.
Ragazzi (che in italiano sta per ragazze/i), o ragazzi di mezza età... PLEASE: credete a noi, non servono a niente quei corsi!
Lo sappiamo che fate fatica ad aprire un libro, a cliccare il mouse per scorrerlo se è digitale,
ma allora sapete in partenza che il profumiere non lo farete mai!
Fare profumi è faticoso sapete? E' frustrante anche, a meno che non vi interessino dei profumi ready made.
Ready made: comprate olio essenziale di limone, alcool e ciao. Se passa la G. vi dirà che le avete "rubato" l'idea...

Gente, poniamo siano i profumi come i quadri.
Poniamo (metafora ed ipotesi) i grandi profumi siano come "arte".
Nelle accademie di belle arti non si formano artisti, ma discreti tecnici della matita e illustratori e copisti.
Ecco, nelle scuole, anche nelle "migliori" del mondo, di profumeria, non si forma molto di buono sapete?
Si insegnano quelle 4 s***nz*** di base. 

E poi? 

E poi: io mi inchino a te, tu ti inchini a me.

O come sei brava o come sei bella...

E' tutta una lavata di c***.



Basta! Il fine della maggior parte di questi corsi, tenuti da maestri di ************, è far cassa sulle illusioni di persone ignoranti e fragili!

Vuoi diventare un GRANDE PROFUMIERE?


1) COMPRA I LIBRI GIUSTI.
2) COMPRA L'ATTREZZATURA GIUSTA.
3) COMPRA IL MATERIALE GIUSTO.


Questi 3 punti arrivano a valere come l'intera ISIPCA, professori, magazzinieri, giardini perimetrali e laboratori compresi!


Ed ora viene il bello, se nella tua anima c'è del genio, diventerai un grande profumiere.
Se invece sei un (o una) povero mentecatto (o una povera mentecatta)...
Non ti devi deprimere, puoi sempre diventare un profumiere di nicchia, magari ti riempi di debiti ma, vuoi mettere la soddisfazione! Quando nel tuo condominio tutti sapranno che oltre a non pagare la retta regolarmente, sei un... "Gran Maestro Profumiere dell'Ordine di Antani come se fosse Antani, della Cinciarabattola"! Sai che soddisfazione!
Quando ti pignoreranno i mobili dopo un decennio di quasi successi, potrai gridare al tuo genio incompreso!
Ah! Dirai, vissi d'arte e vissi di panini con la mortadella.
per la mona di orio, quando inciamperai sull'ultimo scalino tra il dileggio dei tuoi vicini, cadendo come un crocifisso ricorderai le parole della mamma: "trovati un lavoro al supermercato o alle pompe funebri, quelli non conoscono crisi"!


PS
Ricordatevi che caldo e umidità alterano fortemente la percezione degli odori.
Non fidatevi dell'impressione di un odore giunta ai vostri sensi in condizioni di forte caldo e umidità o in presenza di impianti di condizionamento d'aria in funzione.
La vostra fisiologia deve inoltre porgersi all'esperienza in modo adamantino.


Ovviamente riniti, allergie e terapie a base di cortisonici, giorni X del ciclo mestruale, sono da considerare come dei seri impedimenti.


Il post è del 2010 ed è stato qua e là corretto nel 2013.
 

venerdì 22 giugno 2012

Chanel N°5 Eau Premiere. Post Fata Resurgo! Il Migliore Chanel dell'ultimo decennio.


Dobbiamo alla Maison Chanel alcuni dei migliori profumi da uomo e da donna sul mercato.
Eppure in tempi recenti ed in particolare dalla fine degli anni 90 abbiamo assistito a molti deragliamenti, a profumi davvero miserrimi. Forse Allure pour Homme è stato l'ultimo vero High Quality. Chance, Cristalle Eau Verte, Allure Sport,Allure Blanche... Bleu! sono profumi fallimento, costruiti al risparmio e con pochissime idee.
L'Elixir Sensuel del N°5 era riuscito a rendere grazia al Grande Brand.
Negli ultimi tempi le grandi profumerie di classe ci propongono l'Eau Premiere del
N°5...
e questa volta è un lavoro perfetto!
E' proprio lui, è il N°5, non è un altro profumo! Lo senti, è LUI! Ma è come ribassata la sua voce, sussurrata. Ed è un sussurro sensuale e bellissimo, tra rose, gelsomini e ylang, così freschi e cremosi... Le aldeidi del classico N°5 ci sono tutte al completo. Però è più fresco, il neroli è in quantità e copre l'assenza dei soliti agrumi col suo indiscutibile lusso.
Fondo vaniglia, sandalo, vetiver.
E' il N°5 più vicino ad un uso maschile che ci sia! E' il più lussuoso, storico e moderno profumo unisex tra in contemporanei.
Buonissimo il sillage.
Persistenza ottima su note ovattate, morbide e frizzanti.
Voto: 5/5

Profumi e stagioni. Temperatura, umidità e olfatto.



La temperatura influenza lo stile alimentare di ogni essere vivente.
Così l'olfatto, che partecipa fortemente alle funzioni di assimilazione dei cibi (ricordiamo che cellule olfattive sono costantemente disperse nel cavo orale per partecipare alla funzione gustativa), cambia, in funzione delle condizioni ambientali e fisiologiche in cui il corpo si viene a trovare.
Premessa che potrebbe essere assai più complessa, ma che si chiude per aprire al discorso dei profumi per la "bella stagione".
Arriva il caldo e gli ambrati, dolci, e legnosi, si vedono costretti a lasciare piano piano il passo ad agrumati e ozonati.
Siamo nell'epoca dei condizionatori, e dei gelati caldi, tutto è possibile o quasi.
Ma di fatto il caldo modifica le esigenze dei consumatori, anche di profumi.
Le soluzioni sono le eau de cologne, le molecole "detergenti"... vedasi l'ultimo Lutens, pare che sia Eau Froide, 
E' il periodo più triste per chi ama la complessità, tutto si diluisce e si altera quando umidità e calore aumentano.
Può capitare di non sopportare il proprio profumo preferito di pochi mesi prima nella stagione più calda.
Altro discorso ancora è la necessità da noi non condivisa, di esporsi al sole per ore.
E di essere parimenti profumati/e.
Allora ecco i "sans-alcool".
Quest'anno tornano le colonie classiche agrumate.
Perfavore, se potete, evitate la serie "Acqua di Parma", non amiamo Montezemolo nè Diego Della Valle... Sono già immeritatamente ricchi, non comprare i loro profumi è un imperativo etico. Ma anche un fatto di umana antipatia. E poi c'è un sacco di roba simile, migliore, e a prezzi più convenienti.

Scegliere il Profumo GIUSTO.

Ci sono profumi in commercio. Facciamo tabula rasa dei concetti ridicoli e senza fondamento dei generi; non esistono profumi da uomo e profumi da donna.
I profumi sono modaioli dai tempi in cui le sfilate e la sartoria ancora eran pelli cucite con corda e ossa. Ci sono mode, odori che s'impongono.

Attualmente siamo nella fase gourmand/legno.
I fruttati sono nell'angolino.
Agrumi strizzapalle "sport" sempre pronti.
Ma cosa funziona e cosa no?

Lo sportivo usa profumi "sport"? Profumi freschi?
E perchè mai?
Dopo la doccia e cessato l'allenamento ha ancora bisogno di fresco addosso?
O i freschi servono tra la sudata e la doccia? I profumi "sport" sono profumi de*ic*en*i.
Ti può piacere ma non c'entra niente con lo sport. E' una associazione sciocca.
Un pò come i gran fioriti dolci erano detti profumo da "troione".
Vuoi essere notato/a? Se sei un troione metti un profumo sport.
Se sei uno sportivo metti un fiorito.
Un fisico costruito in palestra per diciamo  1 metro e 85 o 1 metro e 90, che se ne fa di un profumo agrumato, fa già paura di suo, si metta un profumo morbido.
Dirò di meglio, si metta un "femminile"!
Io consiglio a tutti i palestrati Miss Dior, oppure Coco Mademoiselle.
NESSUNO, nessuno capirà, tutti/e gradiranno. 

Una donna bella può mettere benissimo M7 di YSL: un profumo dall'Oud deciso.
I suoi seni acquisteranno una magnetica carica erotica.
Due tette di fiori o due tette di legno?
E quali fiori e quali legni? Ci sono fiori taglienti come rasoi, disdicevoli per chi vuol sedurre ad esempio (D&G Light Blue, orrendo), ci sono legni morbidi come il sandalo (Habit Rouge Guerlain) oppure l'Oud (M7 Yves Saint-Laurent, Pure Oud di Kilian o Epic di Amouage).
Se una donna non ha seni, ed è frequente tristezza in Italia del nord, allora siano fiori, niente agrumi per carità, gli agrumi sono severi, dovunque vi giriate troverete associazioni maschili, quindi?
Rosa, Iris, Magnolia, Gelsomino. Quindi Paris di YSL, oppure Villoresi Teint de Neige.
Ma ancora; la nostra epoca è l'epoca della noia.
Tutto è macinato dal meccanismo consumistico, allora dovete decidere: o state con gli altri e cambiate. O state da soli e vi mettete quello che vi pare, anche solo il sudore del giorno prima (potrebbe non essere una cattiva idea)...
Evitate i "profumi firma". Altresì detti "profumi noia".
E' come mangiare sempre pasta. Poi vi va in disgrazia.
Chi in gioventù va a donne a tamburo battente, in tarda età ne ha una tale nausea che, non è raro vada poi a ragazzi...
Tutto porta a noia. Il mondo dei profumi è vasto quanto le profumerie e molto di più.
Non limitatevi, consiglio agli adolescenti di mettersi i profumi del nonno o della nonna, maschi o femmine secondo forma, e coscienza.
Ma ricordate l'ultima ratio, potete puzzare.
Ci sono ascelle che non andrebbero deodorate.
Ci sono persone pulite che nessun trucco sartoriale renderà mai men che disgraziate.
Ci sono madri, nelle cui profondità uterine, sembrano avere lavorato i migliori designer del mondo. 
Gli assennati ringraziano Dio.

giovedì 21 giugno 2012

La nicchia dello snobismo. Cosmetici olfattivi (profumi) e disturbi della personalità.


Quando il tuo profumo può essere acquistato da altri, indossato da altri, se sei uno ******* lo sai: non lo sopporti, se sei un maniaco o uno snob, non lo ammetti. Non vai dallo psicologo, cerchi qualcosa di "più raro". E un metodo per restringere la competizione è salire coi prezzi, spendere di più, così per lo snobismo maschi e femmine, soprattutto femmine (giovani squilibrate o isteriche menopausali), si fiondano sul delirio di profumi costosissimi e perciò rari, poco comuni.
Ma sai che il tuo snobismo ti costa caro (leggi i tuoi estratti conto bancari).
Come per i vini RITENUTI preziosi, e per altre umane fissazioni...
Snob Perfumista
La profumeria di nicchia oggi è al 95% snobismo.
In verità è paccottiglia, molti ciarlano (in modo autoassolutorio), di naturale e di prezioso, ma non è vera una cippa di niente, sono "preziosità" di pochi euro! Non è mai oro zecchino, è tutta roba placcata.
E' apparenza, al punto che spesso il profumo nicchioso sta in piedi per il flacone strano, l'etichetta rococò e il marketing fumoso. Non già per il juice, che alla fine realmente è ciò che costa di meno...
Molti facitori di profumi sono senza dubbio a loro volta personalità seriamente instabili, e non è detto agiscano per forza per ingannare, specie quando sono a loro volta ingannati. Ma questo è l'ambito dell'ampiezza della portante cognitiva di ognuno (e della psichiatria), e non più della critica alla produzione e fruizione dei cosmetici olfattivi altrimenti detti "profumi"*.
La profumeria oggi detta di nicchia è poi seriale, e ciò che è seriale non è mai naturale, MAI. Non può esserlo se non in un senso molto molto "lato".
Quando per garantire la riproducibilità di una formula ti appoggi a elaborazioni chimiche delle materie prime naturali, elaborazioni di tipo chimico che non puoi conoscere perchè tutelate da segreti e brevetti, che diavolo stai facendo? Dell'illusionismo, ti muovi nell'oscurità e nell'ambito dell'inganno.
Ma infine, a chi compra non interessa niente, a chi compra interessa l'esclusività e l'inganno. In questo senso la nicchia non è forse mai stata qualità.
C'è in giro? No? Allora è nicchia...
L'innovazione nella nicchia ci appare, dopo tanto attento esaminare, un fenomeno occasionale e involontario.
E infatti la grande ispirazione della nicchia è ciò che è obsoleto e fuori commercio, la nicchia copia profumi interrotti, o dimenticati, perchè nessuno vuole osare troppo o rischiare di non vendere la propria robetta, e il modo per non allontanarsi troppo da ciò che piacerà alla gente è fargli entrare dalla porta quello che hanno gettato dalla finestra.
A parte la marea di imbrogli che è sottesa a tutta la profumeria, specialmente a quella più affamata di quattrini (la nicchia), la verità è che l'anima del profumista è un'anima in pena. Il vero rapporto nella nicchia è tra il profumiere e il "consumatore", che è spesso seriamente disturbato e vuole-pretende-supplica di... essere fottuto. 
Se si segue la demenziale affermazione di un poveretto che relativizza l'ovvio e il ragionevole al tronfio proclama che l'ottava arte sia la profumeria, omettendo la panetteria o il cartongesso, si capisce che si finisca giù di strada nel fosso. A delirar di profumi, senza equilibrio.
Una passione deve conoscere l'ambito oggettivo nel quale si muove, oppure è deragliamento cognitivo, e malattia.
Non è ammissibile spendere per dei profumi l'intero stipendio, sappiamo di gente che lo fa, magari in competizione, cosa ancor più assurda.
Avete per caso letto della recente dimostrazione dell'infondatezza della leggendaria qualità degli Stradivari e dei Guarnieri? I violini milionari, è scientificamente dimostrato, non hanno affatto un suono migliore di riproduzioni simili ma dal costo inferiore ai 1000 euro. Anzi, ci sono stati violini cinesi che hanno suonato nelle mani di famosi violinisti in modo così sublime da meritare voti superiori ai mitici strumenti da cassaforte! Queste prove sono state possibili solo bendando i violinisti.
Se voi poteste essere bendati, noi vi potremmo dimostrare che il 90-100% dei profumi di nicchia può essere sbaragliato dal confronto olfattivo con profumi sul mercato dal prezzo persino inferiore ai 10 euro, scatola inclusa. E non parliamo di imitazioni o cineserìe!
Coifan bendato non scriverebbe (dei profumi che recensisce) molte delle ******* che scrive, figuriamoci la restante marea di blogger da 4 soldi, spesso pittoreschi ruffiani o marchettari...

*Cosmetico deriva dal greco kosmeticòs, termine indicante ciò che è atto ad adornare o abbellire.

ASINUS ASINUM FRICAT. BLOG, BALLE, MARKETING & MARCHETTE...


WAW! Ci leggono anche i blogger francesi?
Il Blog Grain de Musc due settimane dopo il nostro post scrive questo, la versione francese è questa.
Dimostra di avere letto il nostro pezzo,
usa anche lo stesso soggetto grafico,
e altro che sappiamo noi...
Problemi zero.
Ce ne siamo accorti oggi (non leggendo mai i blog italiani di profumi e raramente quelli stranieri), e abbiamo apprezzato.
Ci hanno chiesto due parole sull'ISIPCA (scuoletta francese che insegna a miscelare gli ingredienti e niente di più).
Volentieri: è INUTILE, MEGLIO se CHIUDE.
Chi sa fa e chi non sa insegna, dice l'adagio.
Ora, secondo la nostra esperienza inossidabile, nessun profumiere capace andrebbe mai in giro a raccontare i propri segreti. Se non in cambio di fiumi di denaro, che ottiene infatti (se ha raro talento) da accordi con prestigiosi marchi.
Mai visto un profumiere capace disposto a dire più che monosillabi.
Quindi i corsi sono tenuti da? Tecnici dell'ABC, oppure incompetenti o fanfaroni.
L'ABC lo può imparare chiunque sappia leggere (e alzare il sedere dalla sedia per fare), comodamente a casa propria.
Chi va ai corsi cerca e trova solo l'asino che accarezza l'asino (a pagamento).
Asinus asinum fricat.

Trachelospermum in fiore. E smettetela di chiamarlo" GELSOMINO"...


Hai sentito che profumo, i gelsomini?
No.
Ma come? La città ne è piena.
Non sono gelsomini.
Ma sì, sono davvero gelsomini, me l'ha detto anche la signora Maria!
Va bene, chiedi alla Maria se te ne dà un poca.
Di Maria.
Le città non sono affatto invase di gelsomini, pur graziosi e gradevoli, 
questi fiori appartengono a una pianta che col gelsomino c'entra davvero poco.
Il vero nome di questo fiore è trachelospermum, o rincospermo/rincosperma (il prefisso rinco vale per tutti gli abbonati al rinco-glionimento)...
La variante trachelospermum jasminoide è detta falso gelsomino proprio per dirimere la questione subito. 
Questione che rimane invece aperta visto che la gente comune è già tanto se sa com'è fatto un rosmarino, che non sia già in porzioni al supermercato.
Noi l'abbiamo sempre sentito chiamare dagli esperti rincospermo, o trachelospermum, che fa meno truzzo...
Il rincospermo non ha la grazia e la delicatezza nè vegetativa nè odorifera del geslomino (jasminum officinalis). 
Due metri a rastrelliera di gelsomino in fiore sono ipnotici, euforizzanti.
Invece, metri di Trachelospermum sono gradevoli... ma niente di più, bei fiorellini, vegetazione infestante però.

FRACAS VS BLONDE (Versace).


Tuberosa. Mumble mumble...
Fracas di Piguet è un profumo del 1948. Riattato però nel 1998.
Blonde è stato creato nel 1995 durante la reggenza Gianni Versace, come omaggio alla sorella Donatella.
Sono da subito molto simili.
Blonde si ispira a Fracas, che era il profumo preferito da Donatella. Fracas viene ristrutturato nel 1998, di certo i proprietari del marchio Piguet si sono svegliati dal torpore dei decenni grazie al primo successo di questa fragranza Versace tuberosica, tanto simile alla loro celebre fragranza costruita intorno al bianco fiore ipnotico.
Le note non sono tuttavia identiche, Blonde ha qualcosa in più dove serve: benzoino dolce e zibetto zibettoso...
Per fortuna non ha di Fracas (del Fracas riformulato) la confusione di fiori, ammettiamolo: c'è un incidente automobilistico di fiori strani sotto la magnifica tuberosa di Fracas, un fracasso insomma.
E la disgrazia dove la mettiamo?
Fracas ingloba il concetto di un celebre profumo Guerlain, Mitsouko.
Accordando muschio di quercia e pesca.
Ma la tuberosa che sovrasta la caricatura di Mistouko è opprimente e quella pesca diventa davvero ingombrante.
Blonde imita per superare. E ci riesce!
La tuberosa di Blonde è bella come quella di Fracas, è morbida ma vitale, meno afflosciata. Alla pesca fastidiosa di Fracas oppone un pittosforo che si appoggia a narcisi animalici, tra i quali la puzzola del paradiso (lo zibetto) gioca a pik-a-boo.
La tuberosa di Blonde è lutensiana, manca del pepe della sua criminelle, ma che fragranza sontuosa!
La tuberosa di Blonde è arrivata dal fioraio oggi, quella di Fracas dal fioraio ha messo radici, è quasi sfiorita, ancorchè profumatissima.
Il GUAIO GRANDE? Blonde è stato interrotto ormai da anni.
PAZZESCO.
COME Heaven di Chopard, 
COME M7 di YSL.
BLONDE è un capolavoro.
Lo trovi in giro ancora, ti chiedano quello che vogliono. Compralo
Anche perchè rifletti: Fracas 100 ml costa 150 euro...
Ma se decidessimo che vale tanto, quando dovremmo dare a 100 ml di Blonde?
Quasi il doppio.
Perchè Blonde è Fracas due volte bello.
Se poi dovessimo parlare di packaging... beh, Versace qui ha realizzato qualcosa degno di Lalique.
Piguet è rimasto a orizzontali e ortogonali.

Voto Fracas (riformulato): 3,5/5
Voto Blonde. 4,5/5