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lunedì 9 settembre 2013

DUDA di DADODADDO.


2010

E' il tipo di gelsomino* che fa uno che il gelsomino l'ha imparato a conoscere non nei giardini, non negli orti botanici, non sulle colline toscane, non a Disney-Grasse ma sul banchetto degli indiani con l'olietto per ambienti made in china o ad un corso di profumeria tecnica, dove chi sceglie l'olio ha così tanta competenza da far preferire agli allievi il replacer chimico.
A Nasomatto piace chimico, piace statico, piace facile.
E questo è il suo profumo al gelsomino che sa di sampaquita e muschi bianchi.


Volete dire che non ha usato gelsomino vero con tutto quello che costa questo coso?
Wait, no... lui ha usato gelsomino vero, poco ma l'ha usato, 1% scarso? 
Tanto per sentirsi la coscienza a posto?
Il profumo "nuda" non fa schifo.
Ma come mai ci ricorda tra tanti gelsomini... Yves Ferrero Rocher?
Gli aromachemiclas sono gli stessi, la tecnica e le frequentazioni anche.
Perché quella è la forma della loro mente, track/track dammi tot euro.
Metti una donna mezza ignuda e fai track/track alè, ciàpa! SSSenti che bòn!

FFF(u)fff(a)!

Lineare, dura molto a lungo, e per forza è chimico!

Rating: 1-2/5

Altre somiglianze sono Lush Lust (Gorilla etc) MA per favore Lush no-no e poi no!

*Sai cos'è un gelsomino?



giovedì 29 agosto 2013

Il caffè di zibetto.

Sarebbe mica ora che parlassimo un poco del caffè di zibetto, visto che lo beviamo tutti i giorni*?
Va bene, scrivi un post.



La storia di questo caffè inizia durante il periodo coloniale (XIX secolo), in Indonesia gli olandesi coltivavano caffè e ne proibivano il consumo agli indigeni. Ben presto si accorsero che questi animali andavano matti per i chicchi migliori di caffè e che li digerivano e cagavano** lontano dalle piantagioni e dai guardiani. 
Si potevano raccogliere, pulire e quindi tostare (piuttosto di niente, avranno pensato, e invece)...
Quel caffè raro era straordinariamente buono, quando arrivò alla prova del gusto degli olandesi ci si accorse della strana e inusitata dolcezza (e così sparì presto anche quello). Schiavi e padroni, tutti volevano questo caffè da rinvenire qua e là e nella sterpaglia: ma non c'era abbastanza materiale digerito ed espulso per far contenti tutti (allora come oggi). Il suo prezzo era molto alto ed impegnava continuativamente le donne nella raccolta, specialmente quelle meno adatte alla fatica fisica di altri lavori.


Il caffè di zibetto è descritto erroneamente persino in Wikipedia. Ne scrivono come di una modifica del profilo proteico dovuto alla digestione all'interno dell'animale. Non parlano della azione dei succhi gastrici sui tannini: il vero motivo per cui questo caffè è alla fine più dolce e rotondo di quello non elaborato dagli zibetti.
I tannini sono amaricanti ed astringenti.
A ciò si aggiunga che quello che questo animale fa all'interno del suo corpo e fuori dal suo corpo è quasi alieno. Lo zibetto appartiene alla famiglia dei viverridi ma per noi potrebbe essere pure marziano...
Il muschio di zibetto non è fecale, non gli esce dal culo infatti.
Il caffè di zibetto non è fecale, anche se gli esce dal culo.


Noi allo zibetto non ci arriviamo per via cinematografica, niente Hollywood per noi, niente Fiere della Polenta, poche storie, è tutta sostanza...
Amore per quella volpe di super-gatto, quello sì.
Vai avanti (non sarebbe il caso di una foto "domestica")? Va bene.
Indonesia, non c'è spazio per i mediatori nostrani.
6 mesi prima di accordarsi per l'acquisto di uno stock, e noi s'acquista anche la prova del 9: un identico lotto ma da altro fornitore a 350 Km dal precedente.
Idem per il terzo giro, Sumatra.
Una gara di resistenza alla rottura degli zebedei durante i soliti 40 giorni di tedio doganale e poi finalmente si può preparare la moka...
Il tostato da macinare sul momento è migliore.
La varietà di caffé coltivata in Asia è la "arabica".

I chicchi di caffè vengono ingoiati dagli zibetti e defecati qua e là. In natura gli animali si nutrono in modo naturale e spontaneo, in allevamento vengono invece nutriti anche a forza...
La differenza c'è spesso, perché il processo digestivo dell'animale in natura è regolare, invece in allevamento non sa mai chi trova e non gli si lascia proprio il tempo di diventare stitico...
Lo scandalo è recente, gli allevatori asiatici si fanno ormai una concorrenza folle, e appena vedono uno zibetto libero cercano la via di catturarlo per metterlo a caffè crudo a oltranza. E lo zibetto si mette giù a pannellare gandhianamente, e allora l'allevatore che vuole comprarsi il mercedez e il rolez va giù di schiaffoni: makan karena aku akan mematahkan kepala anda! (è un invito cordiale in indonesiano a consumare rapidamente il contenuto della vasca del caffé crudo).

Lo zibetto non è scemo, ha una mira per scegliere, quando può (come quando è libero di prendere i chicchi dalla pianta), i chicchi migliori, i più sani e solitamente i più grossi.
Chicchi molto grossi e non intaccati da parassiti. I caffè migliori sono quelli raccolti nella giungla, quelli che abbiamo cercato e acquistato. Quelli che beviamo.
I prezzi sono alti, e vari. Dai 50 ai 120 dollari l'etto. Ma per esperienza quelli migliori sono sui 100 all'etto.
Sotto i 70 dollari fioccano i falsi. 


Il caffè di zibetto crudo essiccato si può tostare anche in casa dopo opportuno lavaggio.
Batte tutte le prove di gusto, è davvero il migliore dei caffè sul mercato (è una varietà arabica i cui chicchi sono selezionati dall'animale e detanninizzati dallo stesso).
Le prove sono tutte a suo favore, persino quella recente con un blind-panel di studenti dell'Huffington Post.
Ma ai produttori dà fastidio, non si può imbrigliare perché se la gente in occidente vede gli zibetti in gabbia boicotta il marchio, ma nel frattempo ruba fette di mercato quello prodotto dai contadini di Indonesia, Bali, Sumatra...
Quindi minimizzano, beh sì... Ma non è tanto meglio, ma gli animali soffrono, ma (e fa effetto soprattutto agli americani di Bucket List 2007) "esce dal culo deve essere merda".
Vallo a dire agli olandesi che tenevano quelle colonie! Già loro ti avrebbero risposto che no, non solo non sa di merda, ma è migliore del tuo caffè raccolto meccanicamente e irrorato di pesticidi.
A noi piace perché noi si va da Guerlain al muschio di zibetto, e dallo zibetto in profumeria al caffè di zibetto.
Anche se gli allevamenti non sono per i nostri gusti gli stessi, in quanto il nostro muschio è etiope, sempre e solo africano quindi. 
Mentre per il caffè ci sono poche alternative (in Asia).

Oggi i prezzi sono scesi in modo assurdo, ormai quasi tutto il Kopi Luwak venduto oggi sui mercati è falso e creato in modi scorretti o fantasiosi. I produttori onesti sono in difficoltà, il risultato di distruggere il mercato di questo caffè è quasi raggiunto.
Noi razioniamo, perché quello trovato alla esclusiva caffetteria ******** a 12 euro la tazzina quest'anno non era quello trovato due anni fa o quello che abbiamo acquistato direttamente là e che possiamo ancora prepararci a casa, insciallah.





Ma quante "belle" anteprime!

Ecco il nuovo rutto di fiori bianchi di Lutens, provato a Parigi per voi e per tutti (per la review clicca sulla carriola):













L'incensone di Tom Ford è invece qui:















* quasi tutti i giorni, cmq spesso en lieu du café normal.
**chiediamo vènia per l'uso del "francesismo"...

mercoledì 12 giugno 2013

L'ARTE in profumeria oggi è lo spazio che intercorre tra la fine del budello e il fondo del pitale.


Quando leggiamo le interviste ai sedicenti profumieri di oggi ci prende qualcosa allo stomaco, non sanno di cosa parlano, straparlano. 



Infine usano termini come "armonia" o "equilibrio" ma a sproposito.
Sono molto st*****.
Parlano di bellezza ma hanno facce come il ****, culi come ippopotami e cervelli così piccoli che potrebbero perderli con uno starnuto.
Le interviste che rilasciano servono a noi solo a confermare quanto sosteniamo da tempo, se la maggior parte dei profumi è uno s*****, la colpa è anche di chi li fa e non solo di chi mette loro in mano gli ingredienti da assemblare (con rif. alle COLPE del CARTELLO)
Poi ci sono IDIOTI il cui mestiere è cercare l'ARTE da mattina a sera nei profumi.
La profumeria migliore è arte minore di qualità, quella peggiore invece è...
E' come se noi cercassimo da mattina a sera l'ORO nella M****.
Ecco cos'è l'ARTE in profumeria.
Non ne troveranno mai, ma il loro autoinganno li porta a invertire i nomi, a svuotare le parole di significato e a creare termini all'uopo il cui unico scopo è stordire, creare fumo.
Il caos è propedeutico al successo della frode che si esaurisce con la vendita di un profumo di merda all'utilizzatore finale.
Jean-Paul Guerlain dista anni luce dai sedicenti profumieri di oggi.
Le sue parole sono semplici e chiare, sincere. Quando invece parla uno di quei c******* della NICCHIA VUOTA allora lo sproloquio è assicurato.
Robe da vomitargli addosso l'anima.
Poi ci sono le bestie che sanno di chimica e provengono dalle case del CARTELLO, gli addetti ai brevetti di aromachemicals, che ormai hanno fiutato il business e integrano offrendo le loro perle alla profumeria contemporanea sotto forma di libri o di interviste o di collaborazioni.
I risultati sono RIDICOLI e PENOSI.
Prendono a prestito quel che non è loro, e quel che non conoscono, la musica o la pittura e se in vena citano pure un paio di filosofi digeriti malissimo al liceo...
Il risultato inganna i BIMBI-NICCHIA, non noi!
La sedicente profumeria di "NICCHIA" ha il diritto di esistere ma, ha il dovere se vuole vivere per prosperare, di TACERE: perché prima o poi la cortina di fumo si disperde, il consumatore fornito di mezzi conoscitivi vede chiaro all'essenza di ogni cosa e il facitore di cose da minchia di nicchia (o il commerciante di fumo) chiude tra onta e vituperio.
Ancora un fungo di nicchia, e per dire le solite stronzate.
Perché lo fai?
Se vuoi fare profumi per sentirti speciale, quello è un problema tuo: se la psicologa a suo tempo avesse lavorato bene oggi lavoreresti con onestà in supermercato, e invece sei lì indebitato con la banca a stampare cazzate da incollare su vetracci il cui contenuto è peggio della m****.
E per quel peggio che la m**** vorresti centinaia di euro e non paga/o di questa richiesta vorresti pure titoli superbi di sconfinata grandezza, millantando qualità e doti artistiche che non hai.
Ci si ricordi che con la metà dell'intelligenza di un intestino sano, oggi non si produrrebbero la maggior parte dei profumi in commercio e di recente lancio.


Ormai non si dovrebbe più dire "non è la mia tazza di té" bensì "non è il mio pitale"!
Cari nasi  lasciate perdere ogni rifermento all'orinatoio di Duchamp (non può essere la ciambella di salvataggio di ogni fallimento creativo): perché la vostra materia è posteriore e non anteriore.

domenica 8 luglio 2012

SCOOP: ACQUA DI GIO' è stato riformulato e alleggerito. ACQUA DI GIO' ESSENZA è in realtà la formula originale rattoppata!

Ebbene sì, Acqua di Giò PH è trapassato.
Non esiste più, e L'Oreal non ha lasciato tanti sistemi per identificare le versioni esistenti, le versioni vintage si riconosceranno perciò unicamente dal codice del lotto di produzione.
Abbiamo scorte di Acqua di Giò per gli anni 3000, sappiamo perciò valutare bene il profumo in questione, che rimane tra i nostri preferiti di ogni tempo, PARLIAMO DELLA PRIMA VERSIONE!
ACQUA DI GIO' POUR HOMME è attualmente una diluizione impoverita dell'originale.
Minore sillage, minore evoluzione, drydown che ricorda le imitazioni dei cinesi, le Aqua di Ciòper capirci...


Ecco svelato il trucchetto del nuovo Acqua di Giò Pour Homme ESSENZA:
Le note centrali fiorite e legnose, speziate e complesse spariscono come più volte detto nei precedenti post sul caso.
Il calone cascalone è in overdose e gli fa da contraltare la testa agrumata. C'è più hedione (per quello che costa....) e più iso e super (idem).
Ambrox? Mah, Versace ne mette di più nei suoi maschili!
Qui siamo sicuri di un fatto, si è cercato il risparmio a tutti i costi sulla formula.
E sul flacone che liscio costa di sicuro men che satinato.
Oh, poveri. Il tappo è l'unica cosa migliorata: è magnetico.
Non che sia una novità per la profumeria, ma in effetti la chiusura del classico Acqua di Giò PH era spartana.
Prezzo sparato alle stelle. E' il trucco per evitare che la gente dica ah, che robetta...
E' il sistema che usa la nicchia, se costa molto varrà molto...
E' un BLUFF in cui cadono gli inesperti, cioè voi consumatori e pure i blogger la cui massima fatica mentale è tenere i muscoli facciali tesi da mattina a sera in posa gaudente, sorriso tipico dei sodomiti passivi...




Quindi, se avete un Acqua di Giò in casa che abbia almeno 5-10 anni e sia stato conservato bene, ecco, in profumeria niente vale come quel pezzo.
Dimenticate la qualità della prima formula anni '90.
Per noi flaconi di quell'epoca dovrebbero andare su ebay al triplo del prezzo attuale.
Allora L'Oreal?
Noi ci si inc*zza e voi s'incassa a quanto pare...
E pensare che Giorgio Armani è così bello...
Stravediamo per LUI!
Anzi, gli scriveremo per chiedergli di intercedere per noi alla L'Oreal.



PS
Simon Nessman
Simon Nessman...
Ma con la bocca... è bravo?
Se sì, avremmo qualcuno interessato a scriverne la... recensione

venerdì 22 giugno 2012

YSL M7 (Vintage) SUPERSTAR!


TOP
BERGAMOTTO
MANDARINO
ROSMARINO
TRANSMIDDLE NOTES:
VETIVER
LEGNO DI OUD (AGARWOOD)
BOTTOM:
AMBRA
MUSCHIO
RADICE DI MANDRAGORA

Questo profumo favoloso è oggi interrotto. 

Sostituito da Oud Absolu M7, il nano nel cubetto nero... 

In tutto il mondo allo sconcerto per la sua scomparsa
 è seguita una ricerca forsennata al pezzo originale, 
cioè al profumo in oggetto prodotto fino al 2007 da YSL Parfums.
Le nostre ricerche portano a ritenere che
 dietro l'affermazione della celebre Maison
 circa la reale presenza di un alto dosaggio di reale Oud (aquilaria malaccensis) 
ci fosse la verità. 
Come spiegare altrimenti alcune microparticelle in sospensione nei flaconi V1? 
Non è cosa comune nemmeno in profumi ottimamente conservati di 15 o 20 anni, 
quindi non si tratta di separazione di materiali peraltro disomogenei nella soluzione.
Se l'Oud impiegato era reale, e la formula era ed è la BOMBA 
che ha sedotto e persuaso centinaia di migliaia di profumisti nel mondo, beh, 
l'invito è andate e compratene tutti, se e fin quando ne troverete.
Il flacone deve essere come da foto.
Non ambrato su un solo lato come nell'M7 fresh,
versione troppo fresca e non emozionante come l'Originale, 
e la V2 ovvero la versione riformulata che confuse il mercato 
prima della interruzione del profumo, 
oggi sostituito da una robetta meno intensa e dalla formula piatta detta M7 Oud Absolu,
in miserrimo flacone cubico very cheap, non vale quel che costa: 
è da rifuggire come la peste...

QUELLO ORIGINALE E' QUESTO:



 E PER CHI CE L'HA, E' FESTA:






















YEAH!


In sintesi, LO TROVATE? Accattatev'illo! 
FARETE UN AFFARE...

PS (VI-2013):

Questo post ha 3 anni, viene da un vecchio nostro proto-blog che è stato inglobato dal nostro Blog Jicky piattaforma libero, dal quale è migrato qui senza correzioni. E' tra i pezzi più easy, chiari e apprezzati del nostro Jicky 2.0: presto torneremo a scrivere di M7 così come da più parti richiesto, per intanto lasciamo questi appunti come sono, esatti e spartani come il giorno in cui furono scritti. 
Kisses. 
J!


Gli STUPIDI giudicano un profumo in base al prezzo. Se costa poco vale poco, se costa molto DEVE valere molto. MA NON E' COSI'!


Gran parte di chi acquista profumi di nicchia non sa niente di profumi, niente di materie prime, niente di niente. Gran parte di chi acquista profumi di nicchia vuole spendere molto, avere la sensazione dell'esclusività, sentirsi dire cose suggestive dal negoziante.
La profumeria di nicchia campa di snobismo e polli, da spennare.
 Anzi, tacchini.
Il commerciante di profumi costosi lo sa, se qualche negoziante mi sta leggendo se la riderà sotto i baffi che non ha, vero? VOLPONE!
Il nostro assioma è che la profumeria di nicchia campa di snobismo e di grassi"tacchini".
Non puoi dire che un profumo da meno di 20 euro è buono, non puoi. Deve fare schifo, deve capisci? DEVE!
Il 90% delle persone è così. Il 99% delle persone non sa cosa sia il liquido che chiama profumo però.
In verità ci sono profumi che costano meno di 10 euro, avete capito bene, pochi ma ci sono, dei quali non scriveremo i nomi, perchè perle ai porci oggi no, gratis no.
Se vi dicessimo che ci sono sosia di questi pochi ma buoni profumi da meno di 10 euro venduti a oltre 200 euro come profumi di nicchia?? Se vi dicessimo che alcuni arrivano a 400 euro circa con succo da meno di 10 euro!?!?
Eppure è così, le prove ci sono.
Vi vogliamo scaltri, attivi e critici.
Andate e non credete più a niente e a nessuno, educate il vostro naso, usate la memoria, zittite chi vi parla nelle orecchie mentre valutate un profumo, concentratevi e un poco alla volta, ci darete tutta la ragione e non solo una parte di quella che abbiamo.
(Nella foto il visagista e profumiere S. Lutens).
© Monsieur Jicky. All Rights Reserved.

Profumi NATURALI e "ANOSMIE". Ambra Grigia, Rosa, etc. PRETENDETE DI CONOSCERE LA PERCENTUALE IMPIEGATA!


La profumeria 100% naturale è insidiosa. Può essere vero che non si impieghino molecole chimiche, ma ci sono ALTRI trucchi, altri modi di ingannare il cliente.
Ad esempio, abbiamo avuto esperienza di profumi naturali prodotti in Italia e all'estero. E abbiamo rilevato come facilmente un sistema per massimizzare i guadagni sia quello di diluire, in modo assurdo, quasi spingendo la profumeria nell'ambito della omeopatia!
E poi dire: "non è il mio profumo leggero, sei tu che sei anosmico!". Anosmia è uno stato di ridotta percezione degli odori. Solitamente si potrebbe rispondere a una simile affermazione così: "tu profumiere sei un omeopata e un furbone"!
E' chiaro che una tintura di ambra grigia all'1% di qualità non eccelsa, cioè poco invecchiata, odorerà di qualcosa, ma flebilmente.
Una tintura di ambra grigia white (massimo grado di invecchiamento, o golden-white, all'1% non la sentiresti neppure.
Profumiere! Tintore! Perchè non la fai al 3%? O al 5%?
Per nostra esperienza al 5% è l'ideale, per reggere con sublime qualità il confronto con la profumeria chimica contemporanea.
L'ambra grigia costa...
E' vero.
Ma non è una soluzione vendere riduzioni omeopatiche e persuadere la gente di essere anosmica!
Olio essenziale di rosa. Stesso discorso, se ti fermi appena sul percettibile, stai facendo della omeopatia! Mettine il doppio!
Che eau de toilette fai a meno del 5%? Vai al 10% almeno e vedrai sparie gli anosmici!

Creed Royal Oud.


Creed invented the first perfume based on stuck-Oud, that does not smell of OUD!
Creed has built a myth of naturalness, exclusivity. But it is false. Creed use ambroxan and not ambergris. And synthetic molecules to cover flowers and woods. Only for a small part Creed uses natural raw materials. The bluff is now obvious to a discerning Europeans. Not so for the gullible american consumers, who seem to have blinders on. Royal Oud has nothing of regal. It 'a pity fragrance. And unnecessarily expensive.


Creed ha inventato il primo profumo borioso basato su Oud, che però non odora di OUD!
Creed si è costruito un mito di naturalità, esclusività. Ma è falso. Usa ambroxan e non ambra grigia. E molecole sintetiche per coprire fiori e legni. Solo in minima parte usa materie prime naturali. Il bluff è ormai evidente agli intenditori europei. Non così per i consumatori creduloni americani, che paiono avere il paraocchi. Royal Oud non ha niente di regale. E' in conclusione un profumo pietoso. E inutilmente costoso.



Voto: 1/5

giovedì 21 giugno 2012

FRACAS VS BLONDE (Versace).


Tuberosa. Mumble mumble...
Fracas di Piguet è un profumo del 1948. Riattato però nel 1998.
Blonde è stato creato nel 1995 durante la reggenza Gianni Versace, come omaggio alla sorella Donatella.
Sono da subito molto simili.
Blonde si ispira a Fracas, che era il profumo preferito da Donatella. Fracas viene ristrutturato nel 1998, di certo i proprietari del marchio Piguet si sono svegliati dal torpore dei decenni grazie al primo successo di questa fragranza Versace tuberosica, tanto simile alla loro celebre fragranza costruita intorno al bianco fiore ipnotico.
Le note non sono tuttavia identiche, Blonde ha qualcosa in più dove serve: benzoino dolce e zibetto zibettoso...
Per fortuna non ha di Fracas (del Fracas riformulato) la confusione di fiori, ammettiamolo: c'è un incidente automobilistico di fiori strani sotto la magnifica tuberosa di Fracas, un fracasso insomma.
E la disgrazia dove la mettiamo?
Fracas ingloba il concetto di un celebre profumo Guerlain, Mitsouko.
Accordando muschio di quercia e pesca.
Ma la tuberosa che sovrasta la caricatura di Mistouko è opprimente e quella pesca diventa davvero ingombrante.
Blonde imita per superare. E ci riesce!
La tuberosa di Blonde è bella come quella di Fracas, è morbida ma vitale, meno afflosciata. Alla pesca fastidiosa di Fracas oppone un pittosforo che si appoggia a narcisi animalici, tra i quali la puzzola del paradiso (lo zibetto) gioca a pik-a-boo.
La tuberosa di Blonde è lutensiana, manca del pepe della sua criminelle, ma che fragranza sontuosa!
La tuberosa di Blonde è arrivata dal fioraio oggi, quella di Fracas dal fioraio ha messo radici, è quasi sfiorita, ancorchè profumatissima.
Il GUAIO GRANDE? Blonde è stato interrotto ormai da anni.
PAZZESCO.
COME Heaven di Chopard, 
COME M7 di YSL.
BLONDE è un capolavoro.
Lo trovi in giro ancora, ti chiedano quello che vogliono. Compralo
Anche perchè rifletti: Fracas 100 ml costa 150 euro...
Ma se decidessimo che vale tanto, quando dovremmo dare a 100 ml di Blonde?
Quasi il doppio.
Perchè Blonde è Fracas due volte bello.
Se poi dovessimo parlare di packaging... beh, Versace qui ha realizzato qualcosa degno di Lalique.
Piguet è rimasto a orizzontali e ortogonali.

Voto Fracas (riformulato): 3,5/5
Voto Blonde. 4,5/5