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mercoledì 12 giugno 2013

L'ARTE in profumeria oggi è lo spazio che intercorre tra la fine del budello e il fondo del pitale.


Quando leggiamo le interviste ai sedicenti profumieri di oggi ci prende qualcosa allo stomaco, non sanno di cosa parlano, straparlano. 



Infine usano termini come "armonia" o "equilibrio" ma a sproposito.
Sono molto st*****.
Parlano di bellezza ma hanno facce come il ****, culi come ippopotami e cervelli così piccoli che potrebbero perderli con uno starnuto.
Le interviste che rilasciano servono a noi solo a confermare quanto sosteniamo da tempo, se la maggior parte dei profumi è uno s*****, la colpa è anche di chi li fa e non solo di chi mette loro in mano gli ingredienti da assemblare (con rif. alle COLPE del CARTELLO)
Poi ci sono IDIOTI il cui mestiere è cercare l'ARTE da mattina a sera nei profumi.
La profumeria migliore è arte minore di qualità, quella peggiore invece è...
E' come se noi cercassimo da mattina a sera l'ORO nella M****.
Ecco cos'è l'ARTE in profumeria.
Non ne troveranno mai, ma il loro autoinganno li porta a invertire i nomi, a svuotare le parole di significato e a creare termini all'uopo il cui unico scopo è stordire, creare fumo.
Il caos è propedeutico al successo della frode che si esaurisce con la vendita di un profumo di merda all'utilizzatore finale.
Jean-Paul Guerlain dista anni luce dai sedicenti profumieri di oggi.
Le sue parole sono semplici e chiare, sincere. Quando invece parla uno di quei c******* della NICCHIA VUOTA allora lo sproloquio è assicurato.
Robe da vomitargli addosso l'anima.
Poi ci sono le bestie che sanno di chimica e provengono dalle case del CARTELLO, gli addetti ai brevetti di aromachemicals, che ormai hanno fiutato il business e integrano offrendo le loro perle alla profumeria contemporanea sotto forma di libri o di interviste o di collaborazioni.
I risultati sono RIDICOLI e PENOSI.
Prendono a prestito quel che non è loro, e quel che non conoscono, la musica o la pittura e se in vena citano pure un paio di filosofi digeriti malissimo al liceo...
Il risultato inganna i BIMBI-NICCHIA, non noi!
La sedicente profumeria di "NICCHIA" ha il diritto di esistere ma, ha il dovere se vuole vivere per prosperare, di TACERE: perché prima o poi la cortina di fumo si disperde, il consumatore fornito di mezzi conoscitivi vede chiaro all'essenza di ogni cosa e il facitore di cose da minchia di nicchia (o il commerciante di fumo) chiude tra onta e vituperio.
Ancora un fungo di nicchia, e per dire le solite stronzate.
Perché lo fai?
Se vuoi fare profumi per sentirti speciale, quello è un problema tuo: se la psicologa a suo tempo avesse lavorato bene oggi lavoreresti con onestà in supermercato, e invece sei lì indebitato con la banca a stampare cazzate da incollare su vetracci il cui contenuto è peggio della m****.
E per quel peggio che la m**** vorresti centinaia di euro e non paga/o di questa richiesta vorresti pure titoli superbi di sconfinata grandezza, millantando qualità e doti artistiche che non hai.
Ci si ricordi che con la metà dell'intelligenza di un intestino sano, oggi non si produrrebbero la maggior parte dei profumi in commercio e di recente lancio.


Ormai non si dovrebbe più dire "non è la mia tazza di té" bensì "non è il mio pitale"!
Cari nasi  lasciate perdere ogni rifermento all'orinatoio di Duchamp (non può essere la ciambella di salvataggio di ogni fallimento creativo): perché la vostra materia è posteriore e non anteriore.

giovedì 21 giugno 2012

La nicchia sul tetto che scotta.


Al termine di un tour de force tra profumerie di nicchia, due giri alla Rinascente e quattro salti da Sephora...
Stanchi a nord e a sud, ci messaggiamo.
Non basta, ci telefoniamo.
Jicky è nervoso qui e là, da est arriva la conferma di seccanti scoperte...
Ad ovest si dorme.
A sera si va in due dai cinesi.
A sentire profumi venduti... dai cinesi!
Ci sono imitazioni Made in Casoria (Napoli) che appaiono sconvolgenti.
Anche i cinesi però se la cavano, e tra gli ingredienti c'è persino il coraggio di mettere evernia furfuracea, quando ormai tutti i grandi nomi mettono l'evernyl (che costa meno)...
Abbiamo comprato per gioco molte patacche di imitazione dei grandi profumi, ma questa volta sgraniamo gli occhi.
Ci sono profumi perfetti, sillage e durata ottime. 
In un caso c'è del particellato, per il resto tutto OK.
Sono identici agli originali.
Due Hermes in particolare, riuscitissimi.
Hanno persino la scatola e vengono venduti a 3,90 euro.
Persino i profumi di nicchia vengono brutalmente imitati,
con risultati simili agli orginali in qualche caso persino migliore!
Trovare profumi Montale dai cinesi ci ha sconvolto!
Perchè erano imitazioni di un marchio poco conosciuto,
ma soprattutto perchè erano ottimi, sono ottimi profumi.
Stiamo ancora ridendo.
La domanda è di nuovo: quanto costa un profumo a chi lo fa?
Al di là dell'ideazione, che per un profumo di benzoino o muschio non può nemmeno dirsi tale, davvero: quanta gente dobbiamo pagare quando compriamo un profumo?
Regalini ai blogger-prostituti inclusi nel prezzo? 
Spendere più di 100-120 euro per un profumo di minchia di quelli là fuori dovrebbe lasciare quel certo bruciore da in****** in ogni sprovveduto acquirente e non solo nel retrobottega dei blogger alla ********, italiani e stranieri (rumeni inclusi).