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mercoledì 3 luglio 2013

Annick Goutal e Floris. Ma a cosa servono? Il vento "di boria" della profumeria "di nicchia" è diventato una scorreggia.

Vinta la malcelata BORIA del/la commerciante di profumi per minchia di nicchia, uno in questa e uno in quella andiamo a lavorare studiare, con pazienza e precisione questo e quel profumo, ed infine tutti.
Annientate le distrazioni, questi espositori dove si va e si ritorna solo per poter provare, e provare nuovamente, l'intera offerta di prodotti disponibili, ammettiamolo: sono un vero incubo.
Un poco alla volta gli appunti si infittiscono e vanno a quel paese anche centinaia di euro: perché per compassione alla fine alla stronza che si spazientisce al 10mo profumo che provi (sebbene suo pidocchioso negozio rimanga deserto per tutto il giorno), uno glielo compriamo...
Well?
Annick Goutal complessivamente è imbarazzante, come Creed e l'Artisan. Se un X negoziante volesse regalarci oggi un profumo a scelta di questi marchi, beh potremmo pensare ai tappeti di casa, allora chiederemmo un profumo dal colore molto chiaro o trasparente, nella speranza che un Creed, Floris, Goutal (noi lo storpiano in Gouttalax) chiaro non macchi il tappeto, se si evita il sole diretto e si vaporizza a distanza non c'è pericolo di solito.
Ma da "indossare" no eh, è tutta robetta.
Floris, che non è il conduttore di Ballarò, è un altro marchio anemico, non ha niente da dire quello che vendono oggi...


Penhaligon's che attualmente se la tira così tanto da fare il 50% di sconto online, per la serie non comprare in negozio perché ti costa il doppio, ma meglio è se non lo compri affatto...
Penahligon's OGGI non "vale" niente. Un flacone di 50 anni fa beh, allora ci ragioneremmo su, ma oggi è un parlare di fantasmi e di sterilità.
Non parliamo dei tanti marchi recenti e stitici come Bond N°9, l'Hugo Boss della Nicchia (che è a volte peggio del vero Hugo Boss del mainstream).
Insomma, non capiamo chi li fa e chi li vende, soprattutto perché non abbiamo mai avuto la percezione della cosa più importante di tutte: bimbiminchianicchia a parte, ma chi ***** li compra?

Se questa è profumeria artistica, allora la masturbazione deve diventare disciplina olimpica!

15 commenti:

  1. Carissimi... purtroppo è vero, che tristezza... per Penhaligon's ad esempio, ho avuto un affetto particolare in passato... nella mia collezione ho le versioni 50ml e 100ml dei "quattro moschettieri": Hammam, Blenheim, Fern e Lord (ora Douro, credo - ex Portugal ). Acquistati tra il 1985 e 1998: forse, dico forse, sono riuscito a "cogliere" gli ultimi raggi appena appena onesti di un raccapricciante tramonto...

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    1. Bel commento, sì alcuni di questi marchi ERANO facitori di grandi profumi. Purtroppo ERANO :(
      GraSSie!
      J!

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  2. Ciao oramai ti seguo giornalmente e mi ammazzo dal ridere, e sai xchè? Xche non fai altro che dire la verità?
    sono una massa di psicopatici....
    Ciao e grazie

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    1. Halo!
      Beh, vero: la nicchia ne è un trionfo. Di psicopatici.
      J!

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  3. Concordo, eppure al netto di Floris, in passato ne ho acquistato uno per ogni marchio citato: Chinatown di Bond n.9, e non lo rifarei; Victorian Posy di Penhaligon's, e lo trovai abbastanza grato alle mie nari, almeno "emotivamente"; Mon parfum chéri par Camille (sic e sigh!) di Goutal: be', questo mi piace, mi piace il patchouli "candito".
    xoxoxo Tatiana

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  4. Bene quando si trova del buono.
    Sai se... beh se tra tantissime proposte non ne avessero imbroccata nemmeno una allora avremmo detto "ma che sfiga"!
    Ciao Tatiana!

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  5. La forza della Verità. Sono davvero pochi i profumi di nicchia che valgono il prezzo che costano, e in tanti negozi non ce n'è nemmeno uno.
    Questa profumeria snob di nicchia (che poi sembra Avon) ha rotto i coXXXXni.
    L'Arte lasciamola a Picasso.
    Jicky 2.0, miglior blog sulla terra!

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  6. Io non mi accanirei solo con la nicchia.
    Se i vari Guerlain, Dior e compagnia bella non avessero iniziato a tagliare drasticamente sulla qualità e sull'originalità dei loro profumi la nicchia in questo momento sarebbe un qualcosa di cui nessuno di noi parlerebbe perché non sarebbe nemmeno esistita...

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    1. Anche Penhaligon's, Floris, Knize hanno riformulato degradando i propri prodotti in chimicume, altri come Max "Brutton" hanno invece esordito con profumini nati da idee scartate 10 anni fa da Donna Karan o Escada. E poi la stranezza non è originalità, come negli ultimi 12 mesi... birch leaf.

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  7. Domanda...
    Trovare roba buona in giro come si usava 30 anni fa è impossibile? (A parte ovviamente i vintage)

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    1. E' impossibile se nuova perché tutti si uniformano alle regole IFRA, quelli che anche non volessero non troverebbero in giro gli aromachemicals di 30 anni fa, ma anche di 12 mesi fa.
      Muschi molto belli xilene ketone, proibiti, hanno visto stop produzione. 12 mesi fa l'eliotropina è stata interdetta alla vendita.
      Non potevi usarla secondo l'IFRA ma metti caso tu voglia usarla, non la vende più nessuno perché i grandi hanno aderito allo stop, e i produttori si sono anzitempo fermati per non avere giacenze o per non dovere svendere il prodotto.
      I naturali oggi non vengono più prodotti, in egitto il gelsomino non lo coltivano più, 20 anni fa si vedeva arrivare l'emissario Guerlain, o Givaudan, poi niente, e i coltivatori hanno buttato tutto e si sono messi a pannocchie.
      Oggi la roba buona è incidentale, oppure capita il sultanato dell'Oman che va di Oud fino a quando tocca usare il replacer, perché l'Oud è finito e anche per loro il mondo si fa paese.
      Amouage oggi è occidentalizzato, e allora fa i profumi con roba inventata nei laboratori svizzeri.
      Il vero problema però è il 2008, dopo la crisi tutti hanno scelta la merda tra le materie prime. Tanto per non dover soffrire dopo, con gli insuccessi, prevedibili, di vendita.

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    2. Che tristezza...
      Un amante di profumi, oggi a parte i vintage, si deve accontentare.....
      Ma Ifra è vincolante? Tutti ne parlano come qualcosa su cui attenersi ma da quello che ho capito non è una legge... Giusto?

      Ps voi ragazzi siete sempre er mejo!

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    3. IFRA non è legge ma è interpretato come uno standard di affidabilità, nel senso dei timori (infondati) di allergie, tossicità, etc.
      Anche i peggiori materiali del passato dimostratisi cancerogeni per ingestione erano meno pericolosi per la salute umana del soffritto di cipolle (che è cancerogeno di sicuro) base per sughi, ragù, frittate, salse, etc.
      Però l'IFRA è voluta dai produttori di aromachem. che sono quelli che impongono i profumieri di successo (costruito a tavolino), profumieri che nello stesso anno producono, 20 profumi per la nicchia, 20 per la grande distribuzione e pure 20 detergenti per la persona. Con un filo rosso, il materiale di costruzione spinto dai produttori.
      Quindi i materiali impiegati in grande quantità sono comuni a tutte le categorie merceologiche, nei periodi in cui vengono offerti/imposti ai brand di profumi.
      In teoria potrebbe venire pure un decennio migliore del precedente, se i produttori ottenessero un buon materiale dal costo ragionevole di produzione, la cui vendita potesse non scontentare gli altri produttori, che solitamente lavorano in parallelo e non in concorrenza.
      Solo che al momento vanno avanti a molecole di vomitino, la roba buona come la molecola Javanol costa quanto il vero Sandalo indiano (che non ha limiti IFRA ma costa troppo per le esigenze di chi li fa e li vende i profumi), ma allora tanto valeva pagare gli odiati coltivatori/distillatori di quel legno come si faceva una volta.
      Il desiderio di chi vende i materiali al mondo è vendere roba a loro conveniente, che poi sappia di mela verde e debba piacerci beh, pagano E(*), M(*), etc proprio per questo.
      Corruttori e corrotti sono d'accordo.
      E' questo il guaio.

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  8. la nicchia non eslste, esistono solo buoni profumi e cattivi profumi! !! ma finché qualcuno spenderà 200 euri x un'illusione di unicità, continueremo a distinguere tra commerciale e nicchia! !!



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    1. Vero, la nicchia è una illusione ottica. 200 euro è poco, Mona di Orrido, Amouage, Clive Christian, Sergioff, etc viaggiano per molti loro pezzi sopra i 300-400 euro.
      A 400 a volte compri roba buona, ma altre volte compri roba che allontana la gente, allora era meglio il Raid mosche e zanzare...
      Di sicuro, come hai capito, ci sono i babbei della nicchia, che tra di loro parlano il nicchiese, e in verità devono inventarsi una ragione per spiegare "perché lo fanno", artisticità (ma dove?), unicità (ma se è tutta roba che imita il commerciale), qualità (questa è comica), sono parole che usano per consolarsi: a livello inconscio si sentono fottuti quando tornano a casa delusi perché il loro profumo costato mezzo stipendio operaio non solo non piace alla gente che frequentano ma non piace nemmeno a loro.

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