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giovedì 16 maggio 2013

L'atomica di Jicky. ATTO SECONDO. Moschus Moschiferus, chiusura del cerchio.


V° secolo a.c., già il Talmud ne va cantando le glorie. Ma è forse il Monaco Cosma, mercante alessandrino e poi eremita, che ce ne parla in modo più dettagliato e affascinante, e siamo nel VI° secolo: la rivelazione coranica apre altre dimensioni dello scibile alla maggior comprensione dell'oggetto della nostra trattazione, il muschio di cervo, nota che a ben vedere non è mai stata ritenuta "solamente" un ingrediente per profumi, bensì qualcosa di celestiale e misterioso, di prezioso e molto spesso persino indispensabile.

Sir Charles Bell Collection, 1920-1921, Lhasa

Come già spiegato nella prima parte al presente Dossier la secrezione ghiandolare odorosa tratta dal muschio di cervo  (moschus moschiferus) maschio, non è solamente uno straordinario ingrediente della profumeria terrena e di quella religiosa o mistico-trascendentale.



Questo materiale preziosissimo, ottenuto da una (e non due, come già gridato nel PRIMO ATTO) ghiandola del cervo muschiato,  ha odore penetrante e ipnotico quando il materiale è genuino, di qualità e "puro".


La sostanza è stata utilizzata fin dai tempi antichi come ingrediente dei profumi di Re, Sovrani e Alti Sacerdoti.

The musk deer is itself a Supreme Sovereign, Sovereign and King of pheromone perfumes. A proven power over the millennia.



Il muschio di cervo è esso stesso un Sovrano Supremo, Sovrano dei profumi ai feromoni. Una potenza collaudata nei millenni.


Nessun profumo prodotto negli ultimi 100 anni anche da marchi prestigiosi o di nicchia l'ha più impiegato, a fandonie son bravi tutti ma il loro muschio di tonkino ad es., un cervo muschiato non l'ha mai visto: nemmeno in fotografia.
Farselo in casa per chi può, è un altro discorso, ma per ciò che commercialmente si intende per profumo fatto e finito, il muschio di cervo non si usa più da oltre un secolo, per questioni di prezzo. E non crediate che a rebours nel XIX° secolo, il suo utilizzo, dato il suo eternamente enorme prezzo, fosse poi così diffuso.

Nel tentativo di imitarlo l'industria dei profumi ha prodotto centinaia di molecole chimiche e di miscele delle stesse, fino a decidersi di abbandonare il progetto puntando su muschi di fantasia, gradevoli, ma tanto più imprevedibili quanto più nuovi (con riferimento a tossicità varie ed eventuali).
La Polarome ha esibito un blend definito il più realistico etc, ma il paragone con diversi muschi siberiani o mongolici, evidenzia quanto segue:
il Polarome incontra circa la metà delle note del muschio di cervo percepibili al naso umano, e le imita con esiti non sempre felici, ma queste sono frammischiate all'onnipresente effetto detersivo al muschio, coccolino-simile. Il Polarome è più rotondo e semplice, e come tutti i muschi sintetici ha un cuore che batte tra ammorbidenti e detergenti: rimane per queste ragioni un tentativo goffo di imitare il materiale vero di alta qualità da animali RAW non allevati.
A livello sottile il migliore dei sintetici non ha tridimensionalità e per es. non ha effetti sul sistema limbico, non arriva a toccarti l'anima: non appare in grado di sconvolgere esseri umani e animali come il vero materiale che è efficace anche in forti diluizioni.
Il Moschus Moschiferus invece è potente e psichedelico (dose/dipendente), oltre la tridimensionalità, è sconvolgentemente bello e vivo, e non ricorda nessun detergente, e alla fine nessun profumo in commercio, nemmeno quelli da 1000 e passa euro pieni di millanterie. 



La percentuale di somiglianza con alcuni dei migliori muschi non supera il 30-40%. E cercare di ridurre i grani di muschio al "solo" Muscone è patetico.
E qui cascano di faccia Givaudan, IFF, Firmenich, etc.
Deve essere frustrante per loro non riuscire a cavare un ragno dal buco dopo oltre 120 anni di ricerche partite per caso da scarti di lavorazione del TNT.
Non tutto viene captato e decodificato dal gascromatografo.
Alla fine tu trovi quel che ti aspetti di trovare, ma se non sai cosa stai cercando, o sottovaluti il materiale, quello alla fine... ti fotte.
Sarà la frustrazione che spinge questi colossi della chimica sotto le vesti dell'IFRA o di altre Big-Gang, a osteggiare molti naturali innocui, ma paradigmatici della loro impotenza e perciò da interdire.
Abbiamo provato a schematizzare i vari campioni di materiale recuperati durante i 3 viaggi all'estero che si sono resi necessari negli ultimi 12 mesi (e non tutto il materiale studiato era alla portata delle nostre tasche): ghiandole (pods) intere e loro sezioni, grani, tinture d'epoca, tinture recenti, ma anche roba per boccaloni: materiali di imitazione o falsi demenziali, roba in vendita anche  su Ebay per capirci.
Lo schema del materiale vero, che in Italia in "discrete" quantità a parte noi ha forse solo Dubry, non lo possiamo riportare qui perché è frutto di ricerche costosissime e senza remunerazione alcuna e potrebbe essere usato per aumentare i falsi. E di altre falsificazioni non abbiamo certo il bisogno, in un modo ormai svuotato e del tutto artificiale.
Non va dimenticato il fatto che è vietata la vendita di questo materiale grezzo, che si rischiano ai controlli doganali confisca del bene, e una lista di reati da far impallidire i mafiosi, ed è anche dubbia la liceità della vendita di tinture o essenze prodotte oggi. Sono escluse con certezza dai divieti le preparazioni antecedenti i divieti internazionali vigenti dal 1979 (data della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche (CITES).
Cosa vorresti, allevare questi particolari tipi di cervidi in casa? Si sono impegnate fior di università nell'impresa dell'allevamento, con enormi capitali, ma gli americani si sono arresi da 50 anni, e i cinesi cazzeggiano con cervi catturati allo stato brado e lasciati morire in modo francamente stupido, cocciuto ed iniquo.
L'animale (non il cinese, il cervo!) è in via di estinzione, non è solo una specie protetta così per simpatia...
Ma la Scienza non ha tempo per stronzatelle. Infatti a noi risulta che in Italia siano almeno due le Aziende (una è farmaceutica, l'altra "insomma" dipende da cosa si intende per "farmaceutico") che in perfetta regola, e con gli appositi permessi sanitari(?), acquistino alcuni grammi di questo materiale all'estero, ovviamente senza problemi.
Noi abbiamo per lo scambio tra Noi, anche XXX ml di tintura farmaceutica certificata svizzera, del 1920-25, acquistata da persone di fiducia a Basil solo dopo analisi da campione (perché le falsificazioni erano frequenti anche un secolo fa ovvero da sempre), ma anche quella BIO di quel vecchio profumiere inglese del '78: a noi chi ci ammazza?
Proseguendo: e la faccenda del "muschio come fissativo"? 
E' un poco una stronzata: nei manuali di profumeria antecedenti il XIX secolo si legge che il M. serve a esaltare, potenziare, rendere più bello, non a "fissare"!!
La cazzata appare solo nel XX secolo e crediamo di capire il perché: chi utilizzava muschio creato da artigiani della truffa  (si denunciavano le frodi cinesi già oltre un secolo fa), o tagliato con nitromuschi o altri muschi chimici, si accorgeva della straordinaria loro durata, probabilmente la leggenda parte da episodi di contraffazione come questi.
Impropriamente vengono definiti fissativi Muschio di Cervo, ma anche Zibetto, Ambra Grigia, Castoreum, etc. 
Fissare che? Per fissare un profumo basta e bastava un grasso, un olio, non serve mandare gente a morire tra le vette del Tibet, o i deserti di gelo della Siberia. 




La Verità era (ed è) che questi materiali erano (e sono) indispensabili perché POTENTI, non è un caso se i maghi nel passato hanno cercato di impossessarsene per i loro incensi rituali ed i loro filtri.
Ma ciò vale anche per l'ambito religioso. Pensiamo al Tibet e a Lhasa (in tibetano "trono di Dio"), pensiamo al mondo islamico.

Il Profeta (Pace e Benedizioni su di Lui) lo alternava allo zibetto, al sandalo e alla rosa (!). Dai suoi viaggi estatici presso le corti di Allah riporta la presenza di queste note olfattive come caratterizzanti l'Aldilà. Quando incontra una resistenza nel varcare dimensioni altre della realtà viene soccorso da un Angelo, dalla contemplazione della Gloria che Allah concede agli uomini il Profeta (PEBSDL) ritorna all'esistenza terrena con il grato ricordo del Profumo dei Profumi: il VERO Muschio.
Sarà stato davvero impiegato come additivo nella malta delle moschee andaluse assicurando a quei luoghi santi una millenaria presenza olfattiva? Perché dubitarlo? Quando questo viene da più parti affermato? E poi i carbonati, le soluzioni alcaline, la soda, non hanno forse un rapporto di compliance nella pratica antica della manipolazione e lavorazione di questo prezioso materiale?
La potassa ha una lunga storia che si intreccia con la estrazione dei pricipali componenti odorosi di questo incredibile dono di Dio ai suoi prediletti.
Processi chimici.
Ma a quelli chimici si assommano i processi alchemici: è un magico concentrato di vita, un "vitalizzante" ed un "esaltatore di vitalità".
Anche nell'esoterismo occidentale ed orientale abbiamo chiara menzione di queste funzioni sin da tempi assai remoti.
Oggi è un ingrediente confuso; persino a Medina: è ormai oltre un secolo che i muschi sintetici hanno preso il posto sul pianeta del vero muschio. 

Ma, nel Paradiso, di cui ci riferisce il Profeta (PEBSDL) non ci sono muschi bianchi, né panni stesi ad asciugare con quell'odore di illusione che oggi contraddistingue ogni livello della consapevolezza umana.
In Paradiso agli eletti sarà dato modo di sciogliere sigilli di vero muschio, e di goderne.
Il vero muschio è VIVO, è vicino ad un unico tipo di sandalo, il Mysore, il cui olio essenziale odora di pelle umana al sole e di fresco "su/odor-e" di santità. 
A nostro avviso il vero muschio (moschus moschiferus) non è sporco né pulito, ed è minimamente floreale e sì, minimamente animalico.
OK, è magico.
E' magico?
Oh SSSì, ceeerto che lo è...

Ed è ANCHE un pharmakòn arrivato sino a noi da tempi vedici (ind. VEDA), efficace secondo la medicina orientale.



Vediamone alcune indicazioni:
effetto sul sistema nervoso centrale: piccola quantità stimola, grande quantità inibisce.
azione di tipo erotizzante e feromonale.

stimolare la respirazione.
aumenta la frequenza cardiaca.
innalza la pressione sanguigna.
stimola e rinforza la funzione cardiaca.
effetto degli steroidi sui muscoli striati e muscoli lisci dei bronchioli.
stimola muscoli della cervice (sconsigliato in gravidanza).
effetto antibiotico: inibisce Staphylococcus aureus ed Escherichia coli.
impiego omeopatico (cura della ejaculazione precoce e dell'impotenza).
attività antitumorale (pubblicazione del 2012: Osaka Butsuryo College, Nishi-ku, Sakai 593-8328, Japan).
Che dire dei cervi allevati in Cina?
Il muschio prodotto dai cervi in cattività è un materiale di scarsissima qualità ed anzi distonico, il cervo muschiato ha necessità di spazi ben precisi, di interagire in modo ancora sconosciuto con l'ambiente e la vegetazione, con la terra e l'aria.
L'interazione con i propri simili in gabbie ristrette, e la presenza degli allevatori, questa stressante interazione fisica ed emotiva, si traduce poi in alterazioni comportamentali che potremmo dire di impazzimento.
Il Moschus M. non è una docile capretta, non ha l'indole di pecora, ha una potenza inaudita: se ti avvicini digrigna i denti come un lupo esibendo le sue zanne, e poi volteggia sulle pareti delle stanze destinate alla sua cattività come ignorasse i princìpi gravitazionali elementari.
Il TILT olfattivo forzato e di alterazione plastica in cui si viene a trovare negli spazi contenitivi in cui viene posto a vivere, alterano il delicato equilibrio di produzione ed espulsione del muschio dalla ghiandola addominale presente nel maschio.
I medici olistici cinesi ritengono che il prodotto ottenuto in virtù o vizio della alterazione da stress, cortisolemica ma non solo, sia addirittura controproducente o dannoso specialmente nell'impiego a  cura di patologie cardiache e cardiocircolatorie basate sui preziosi neri grani di muschio.
Analogo discorso riguarda cure circa il potenziamento fisico, psichico e psico-sessuale, queste appaiono di dubbia efficacia o persino di peggioramento quando si preveda l'impiego del muschio di cervo prodotto da animali allevati secondo gli odierni standards adottati nei grandi allevamenti cinesi e nei meno diffusi omotetici allevamenti in Russia.
Gli allevamenti (ove sono impiegati i migliori zoologi delle università cinesi) sono frustranti anche per gli allevatori: come già spigato nel precedente post sul Moschus M., il problema non è solo di qualità: la produzione per animale adulto in allevamento é dimezzata rispetto ad analogo tempo trascorso libero nel suo ambiente naturale.
Il moschus migliore va catturato nel suo ambiente naturale, poche storie. Se voi sapeste, dei grandiosi cacciatori di questi cervidi
Well, alla sostanza: mentre apparentemente tutto sembra un discorrere al passato, con il termine muschio applicato ormai da un secolo ai precursori chimici della nitroglicerina e l'ambientalismo abietto imperante, con la psicosi degli animalisti e il loro riflesso sulle scelte legislative a tutela ormai persino di topi e scarafaggi...
Beh, vero? Sembrerebbe tutto giuocoforza superato.
E invece no. Studi scientifici di altissimo livello vengono condotti ancora e ancora. 
Siamo nel 2013, ma il muschio di cervo non è stato ancora imbrigliato dai calcolatori elettronici di combinazioni molecolari della Givaudan. O almeno questo a noi risulta, se è vero come è vero, che nel Sancta Sanctorum di ogni grande profumiere vi sia questo materiale naturale, sì anche mentre scriviamo.
Costerebbe così tanto produrne un grammo in laboratorio, ancorché ciò fosse possibile, che conviene davvero per i grandi profumieri francesi (fatti due conti) prendere e contattare il bracconiere, per ottenere ad ogni prezzo, per vie traverse ed a patto che tutto sia autentico in modo documentabile, il materiale raw.
Oggi è praticamente impossibile importarlo per vie tradizionali.
In tutta Europa i frammenti o materiali di origine animale devono viaggiare accompagnati da costose perizie sanitarie, ma nel caso del Cervo in questione non si trova nessun ente disposto a fornire detta documentazione ed anche trovandolo, sarebbe del tutto inutile, essendo vietato il commercio di questo materiale grezzo.
Lo ripetiamo si rischiano multe incendiarie, seccature e perdite di denaro enormi. 


Fino al 1979 era diverso. Noi abbiamo, come accennato, anche una costosissima tintura Made in England anni '70, per queste ragioni lecita, e per di più certificata. Solo nei paesi arabi infatti (Arabia Saudita, Iran e Afghanistan) abbiamo potuto studiare, de visu, i materiali grezzi di diversa qualità, ma anche e soprattutto gli innumerevoli "falsi" che sono la maggior parte dei materiali esistenti ed offerti alla vendita nell'epoca di Internet che, ha aumentato la richiesta di un materiale irreperibile e abilmente falsificabile. 
Eh, una volta per sentire una fiala sporca di Moschus diluito allo 0,001% dovevamo metterci in ginocchio con una candela nel c***, per supplicare "that dude there", perché in un ordine da 500 euro ci mettesse la fialina inumidita, quello che fa il finto tonto neo animalista che fa no, no, no, no no...
e poi al solito, omeopatica in alcool, la vende ancora ad americani e giapponesi...
Ma ormai siamo mille miglia oltre le sue cose (e competenze), e abbiamo la roba "first choice" persino al 10% , al 5% ed al 2%. Vecchia in alcool e più pura che mai, in quanto non prodotta con ausilio di sode caustiche o potassiche, come detto trattandosi di materiale farmaceutico, e solo secondariamente pro-profumeria.
La ricerca costa un pacco di soldi, anche quando non è tesa a nessun fine commerciale. Potevamo girare col Maserati, e invece...



"Pippiamo" di Cervo Muschiato. Ma è il nostro Stargate, e ne è valsa la pena. Che sarebbe costato fino a dieci volte a parità di peso l'oro, lo sapevamo dal principio. Ma nessuno di noi si è mai lamentato, tutto è stato fatto in modo perfettissimamente giusto, sono quelle scelte meditate, delle quali sai che godrai per sempre.


STUDI:

Mol Med Rep. 2012 Jan;5(1):148-52. doi: 10.3892/mmr.2011.585. Epub 2011 Sep 13.

Antitumor and anti-invasive effects of diverse musk-fragrant macrocyclic ketones and their enhancement by hyperthermia.

Asada R, Kageyama K, Tanaka H, Saitoh Y, Miwa N.

Source

Osaka Butsuryo College, Nishi-ku, Sakai 593-8328, Japan.

Abstract


The antitumor and anti-invasive activities of the low-molecular-weight macrocyclic ketones (MCKs), such as musk secreted from the mammalian genital glands and musk released from relatively unkown plants, were investigated comparatively together with the enhancement of the effects in combination with hyperthermia. Ehrlich ascites tumor cells were treated with each MCK and cultured, followed by evaluation of the cell viability using the mitochondrial dehydrogenase-based WST-8 assay. The number of HT-1080 human fibrosarcoma cells cultured with the MCKs or invading through a reconstituted basement membrane was measured using microscopy. The order of the efficiency was as follows: (Z)-g-cycloheptadecen-1-one (Hp) (17:1, musk rats), 8-cyclohexadecen-1-one (16:1, musk ferns), cyclopentadecanone (15:0, musk rats) and 3-methylcyclopentadecanone (16:0, musk deer), having 15-17 carbon atoms with and without a double bond, which exhibited a carcinostatic effect either at 100 µM for 20-h culture or at 50 µM for 72-h culture. The effects were markedly enhanced by heat treatment at 42˚C. MCKs were not found in the cells by gas-liquid chromatographic determination, indicating that the carcinostatic effects were attributed to their surface activity on the cell membrane. Invasion of HT-1080 cells was inhibited by MCKs at doses scarcely diminishing the cell viability, indicating that the suppression of invasiveness did not ensue from the secondary action due to carcinostasis. The order of invasion-inhibitory efficacy of the MCKs was, however, similar to that of their carcinostatic effects. Hp17:1 also exhibited the highest anti-invasive activity in addition to the highest carcinostatic activity. The two inhibitory effects were promoted by combination with hyperthermia. MCKs with a double bond, particularly Hp17:1 rather than 8-Hx16:1, but not saturated-aliphatic MCKs, may be potent multi-applicable antitumor agents due to their dual inhibitory activities against tumor progression and invasion and in hyperthermia-combined therapy.
PMID: 21922139 [PubMed - indexed for MEDLINE]


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3-methylcyclopentadecanone or Muscone is an organic compound that is the primary contributor to the odor of musk.

The chemical structure of muscone was first elucidated by Lavoslav Ružička. It consists of a 15-membered ring ketone with one methyl substituent in the 3-position. It is an oily liquid that is found naturally as the (−)-enantiomer, but synthetic material is typically a racemate. It is very slightly soluble in water and miscible with alcohol.


Natural muscone is obtained from musk, a glandular secretion of the musk deer, which has been used in perfumery and medicine for thousands of years. Since obtaining natural musk requires killing the endangered animal, nearly all muscone used in perfumery today is synthetic. It has the characteristic smell of being "Musky". One asymmetric synthesis of (−)-muscone begins with commercially available (+)-citronellal, and forms the 15-membered ring via ring-closing metathesis:









Muscone is now produced synthetically for use in perfumes and for scenting consumer products.

Civetone is a cyclic ketone and one of the oldest perfume ingredients known. It is a pheromone sourced from the African Civet. It has a strong musky odor that becomes pleasant at extreme dilutions.Civetone is closely related to muscone, the principal odiferous compound found in musk, because both compounds are macrocyclic ketones. Today, civetone can be synthesized from precursor chemicals found in palm oil.


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Journal of Animal and Veterinary Advances
Year: 2011 | Volume: 10 | Issue: 6 | Page No.: 733-737
DOI: 10.3923/javaa.2011.733.737

Behavioral Differences Between Captive Female Alpine Musk Deer with Different Reproduction Success in Previous Year

Luan Xiaofeng, Zhao Changjie and Meng Xiuxiang


Abstract: Against a background of poor breeding success in captive alpine musk deer, an understanding of the behavioral differences between captive female alpine musk deer with and without reproduction success in previous year may yield useful information for musk deer farming practice. This study was conducted in the musk deer farm of Xinglongshan National Nature Reserve, Gansu province of China from June 2004 to January 2005. The focal sampling and all occurrence recording was used to observe the behaviors of 38 female alpine musk deer (Moschus sifanicus) in which 5 were barren in previous year and 33 females were bred in previous year. The durations of 12 behaviors such as environment-sniffing, etc. were recorded and the behavioral patterns were compared to explore the differences. The results showed that compared to females barren in previous year, the females bred in previous year was more active, pugnacious and explorative in mating season and expressed less self-directed behavior during non-mating season. The data from the present study should contribute to a better understanding of behavioral differences between females with different reproduction success.


INTRODUCTION

Musk deer (Moschus sp.) is well known for the production of musk, a highly valued ingredient of perfumes and some Chinese traditional medicines which is secreted only by the adult male. Musk deer occurs in at least 13 countries in South Asia, East Asia and eastern Russia with populations currently in decline as a result of habitat loss and intensive illegal hunting for musk (Homes, 1999). The Alpine musk deer is a species of the genus Moschus and endemic to the Tibet plateau of China, mainly scattered on the plateau and in adjacent mountainous regions of western China.

Now this species is endangered and threatened with extinction (Yang et al., 2003) and is listed into Appendix II of the Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (CITES) and World Conservation Union IUCN Red list (near-threatened, last assessed in 1996) moreover, protected under the Wild Animal Protection Law 1988 as a category I key species in China. Since 1958, captive farming has been employed in China to conserve and sustainably utilize musk deer resources (Homes, 1999; Parry-Jones and Wu, 2001) from then on, efforts have been made to expand musk deer farming and many farms have been established but raising musk deer has been mostly unsuccessful due to the difficulties of breeding under captive conditions and the low rate of reproduction (Zhang, 1979; Homes, 1999). To preserve alpine musk deer population and extract musk from live animal, the Xinglongshan Musk Deer Farm (XMDF) was established in the Xinglongshan National Nature Reserve of China in 1990 however, many problems have been existing in alpine musk deer farming for example, some female alpine musk deer have been raised for years but did not breed successfully which directly reduce the reproduction rate of alpine musk deer farming and increases the cost of maintenance (Parry-Jones and Wu, 2001; Meng et al., 2006).

Behavior is one of the most important aspects of reproduction and an understanding of characteristics of behavior can lead to management applications that can improve reproductive success. However, the behavior of alpine musk deer has received little study because of its solitary and closed habitat which is one of the important factors to influence the musk deer breeding in captivity. Now, the limited knowledge on the behavior of alpine musk deer was attained mainly through descriptive observation (Zhang, 1979; Wu and Wang, 2006) but more detailed behavioral characteristics of captive musk deer remain poorly understood and studies of behavioral differences are sparse. To develop farming of this species of musk deer, a comparative study on the behavioral differences between females with different reproduction success is of importance. Here, researchers quantified the behavioral patterns of female musk deer and examined the differences between females barren and bred in previous year on the basis of which potential suggestion was given to improve the musk deer farming.

MATERIALS AND METHODS

Animals, housing and managing: This study was conducted at Xinglongshan Musk Deer Farm (XMDF), Xinglongshan National Nature Reserve, Gansu province in northwestern China. Located at an elevation of 2000~2100 m, the reserve has a continental mountain climate with short, cool summers and long, harsh winters. Average temperatures are coldest in January (9°C) and warmest in July (14°C) with annual precipitation of 48~62.2 mm. About 38 adult female alpine musk deer including 5 female Barren in Previous year (BP) and 33 female Fawning in Previous year (FP), all of which were born and raised in captivity at XMDF were observed over a 6 month period from June 2004 to January 2005. Groups of up to seven, individuals were housed in outdoor exercise area (100 m2) with unrestricted access provided to 6 adjoining indoor brick cells (4 m2).

Neighboring enclosures were separated by wire mesh, enabling olfactory and auditory communication between individuals but prevented physical contact. Animals were fed twice daily, at dawn and dusk, on a diet of fresh leaves (May-November) or dried leaves (December-April). Leaves of the preferred forage species; Crataegus kansuensis and Acer tetramerum were collected from the Xinglongshan National Nature Reserve, a habitat for wild musk deer. This diet was supplemented with artificial feed containing approximately 40% corn, 25% wheat and 25% beans which was mixed onsite.

Seasonal vegetables were also provided opportunistically and water was provided ad libitum. Diet manipulation was not possible in this study as all experiments were conducted at a commercially operating musk deer farm however, food provisions were consistent throughout the study. Males and females musk deer were housed separately from March-October during non-mating season. In line with commercial breeding practices at the commencement of rut season (November-March), 1 male was introduced into each of the female enclosure and then taken back to its original enclosure after the female ended estrus. All animals were individually identified by numbered plastic ear tag.

Ethogram and the behavior sampling: On the bases of previous behavioral studies (Zhang, 1979; Sheng and Ohtaishi, 1993;Green, 1987) and preliminary observations from June 2004 to July 2005, the ethogram was established for captive female alpine musk deer (Table 1).

Data collection and statistical analysis: At XMDF, alpine musk deer fawning occurs from June-July, mating occurs from November-February and weaning of calves is conducted in October (Meng et al., 2003a, b).

Henceforth, during this study the observation period was defined as non-mating season (August-October) and mating season. Due to lighting restrictions, behavioral observations were recorded during daylight hours with the assistance of binoculars (10x42°) to confirm individual ear tag numbers. The focal sampling and occurrence was utilized to observe and record behavior (Altmann, 1974).

To measure behavioral patterns, a focal female musk deer was selected randomly from a group and its behaviors recorded continuously for 5 min before observing the next randomly selected deer until all musk deer had been observed. A single researcher conducted these observations 4 times a day, 3 times a week, over a period of 6 months for each animal with a total of 175 h of observations.

Table 1: The ethogram and the behavior definition of captive alpine female musk deer





The duration of each behavior was calculated in seconds with seasonal averages (±SE) compared for each animals and BP and FP females. Behaviors were standardized by individual and number of samples, respectively. Due to the infrequency and variable nature, Miscellaneous Behaviors (MB) were excluded from analysis. As females were housed together during whole study period and thus behavioral data were not independent therefore, the Wilcoxon Signed Rank test was utilized to explore behavioral differences BP and FP females. Statistic analysis was conducted with the SPSS 11.0 (SPSS Inc., Chicago, Illinois), using 2 tailed probability with a significance level of p = 0.05.

RESULTS AND DISCUSSION

Behavioral comparison between BP and FP female musk deer during non-mating season: As showed in Fig. 1, FP females demonstrated more resting behavior (54.70±19.59 sec) than BF musk deer (28.67±28.67 sec) and the latter showed more vigilance (132.78±51.41 sec) and locomotor behavior (36.92±21.57 sec) than the former (SA, 84.28±19.13 sec; LO, 21.76±4.89 sec) all these differences however were not significant (p>0.05). The duration of self-directed behavior (17.82±16.74 sec) in BP was high significantly more than that of FP (0.98±0.35 sec) (p<0.01). Both BP and FP females did not perform the tail-pasting behavior during non-mating season. The differences of the rest of behaviors were not significant (p>0.05).

Behavioral comparison between BP and FP female musk deer during mating season: The behavioral differences between BP and FP females during mating season showed in Fig. 2. FP musk deer expressed locomotor behavior (32.07±6.44 sec) environmental sniffing (31.89±11.75 sec) and agonistic interaction (1.52±0.63 sec) significantly more than BP deer (LO, 18.30±9.36 sec, p<0.05; ES, 3.41±1.14 sec, p<0.05; CI, 0.99±0.26 sec, p<0.05). The rest of behavioral differences was insignificant (p>0.05).

In this study, BP female demonstrated more self-directed behavior such as self-grooming, self-scratching, yawning and body stretching, etc. than FP females during non-mating season. Stolba et al. (1983) suggested that to certain extent, the self-directed behaviors of captive animal could be considered as abnormal in behavioral analyzing as these behaviors does not direct other individuals but to itself. The data showed that FP females expressed less abnormal behavior than BP female which was agreement with Mallapur et al. (2006) findings namely the levels of abnormal behavior exhibited by captive lion-tailed macaques (Macaca silenus) was found to be related to their ability to breed and proven breeders exhibits significantly less abnormal behavior.



Fig. 1: Behavioral comparison between BP and FP female musk deer during non-mating season; BP: Females barren in previous year; FP: BP: Females fawning in previous year, behaviors include: Resting (RE), Vigilance (SA), Locomotion (LO), Feeding (FD), Ruminating (RU), Tail-Pasting (TP), Urinating-Defecating (UD), Self-Directed behavior (SD), Environmental Sniffing (ES), Ano-genital Sniffing (AS), Affinitive Interaction (AI), Agonistic Interaction (CI)






Fig. 2: Behavioral comparison between BP and FP female musk deer during mating season; BP: Females barren in previous year; FP: BP: Females fawning in previous year, behaviors include: Resting (RE), Vigilance (SA), Locomotion (LO), Feeding (FD), Ruminating (RU), Tail-Pasting (TP), Urinating-Defecating (UD), Self-Directed behavior (SD), Environmental Sniffing (ES), Ano-genital Sniffing (AS), Affinitive Interaction (AI), Agonistic Interaction (CI)



Zhang (1979) and Meng et al. (2003a, b) reported that when the mating season progresses, captive musk deer including females may become more active in its general behavior and females may actively moving and attempt to stay in the vicinity of the males. Generally, animal in rut shows increased activity and movement in open areas which associates with higher reproductive effort (Cushing, 1985). The current study showed that FP females expressed more loocomotor behavior in mating season which indicated that FP female was more active than BP females at least during mating season. The data thereby suggested that FP females demonstrated more natural active pattern of normal female musk deer namely, FP female increased reproductive effort in rut season, BP female however was more sedentary. Musk deer is solitary and territorial and inhabits shrub-covered slopes in the sub-alpine zones of mountain regions thus the olfactory signaling between individuals is highly developed and scent is the musk deer’s key means of communication and the dropping and urine are used as important scent marks (Sokolov, 1984; Green, 1987).

Wild musk deer may be moving about and depositing scent to advertise their reproductive status and attract a mate as has been observed in alpine musk deer and forest musk deer (Moschus bererovzkii) (Sheng and Ohtaishi, 1993; Green, 1987). In captivity, musk deer repeatedly defecate at special sites or latrines in enclosure meanwhile, cover its pellets with hooves which have interdigital glands (Sokolov, 1984).

The scent marking and information collecting are seasonal and the peaks distribute at the height of the mating season (Green, 1987;Zhang, 1979). Therefore, the captive environment abound in scent cues which could be detected by musk deer through environment sniffing to collect information on the identification whereabouts and the reproductive condition of musk deer.

Wu and Wang (2006) reported that the information collecting behaviors such as environment sniffing and ano-genital sniffing are common in captive musk deer especially during mating season. At XMDF, captive musk deer mark scent at special sites through urination, defecation, tail-pasting and pellet-covering and captive female musk deer constantly moves about to collect information about environment and other individuals, especially in mating season (Meng, 2002). Sheng and Ohtaishi (1993) also reported that captive forest musk deer increases the information collection in mating season which was supported by present results which showed that compared to BP female, FP female musk deer increased the environment sniffing to strengthen the information collection. Just like wild counterpart, captive alpine musk deer at XMDF remain territorial and build up their own preferred location in enclosure which does not overlap with each other (Sheng and Ohtaishi, 1993). Therefore, musk deer more often compete for preferred location and food resources moreover, musk deer will respond to the grooming, licking and even ano-genital sniffing from other individuals.

These factors could function as behavior releaser and result in that female musk deer demonstrate agonistic interaction. The present data showed that the FP female musk deer demonstrated more agonistic behavior than BP female during mating season which indicated that female bred in previous year was more pugnacious and budget more time in agonistic interactions with other individuals.

CONCLUSION

This study supports the various musk deer studies that compared to female barren in previous year, female bred in previous year was more active, pugnacious, explorative in mating season and expressed less self-directed behavior in non-mating season, the undertaken mechanisms however should be studied more in detail. In musk deer farming practice, the behavioral differences between FP and BP female musk deer should be taken into account when enclosure population is built up and breeding plan is designed and females should be differentiated by its reproduction history and the females fawning in previous year should be separated from those barren in previous year.

ACKNOWLEDGEMENTS

This research was supported by Nature Science Foundation of China (30970374, 30770286, 30811120554), Program for New Century Excellent Talents in University (NCET-08-0596) and National Key Technology R and D Program in the 11th 5 year Plan of china (2008BADB0B06). Researchers are especially grateful to Ms. Genevieve C. Perkins who helped to correct the English.

_________________________________________________________________


Chem Pharm Bull (Tokyo). 2002 May;50(5):663-4.

Androstane alkaloids from musk of Moschus moschiferus.

Oh SR, Lee JP, Chang SY, Shin DH, Ahn KS, Min BS, Lee HK.
Source
Immunomodulator Research Laboratory, Korea Research Institute of Bioscience and Biotechnology, Taejon.
Abstract
Two androstane alkaloids were isolated from the musk of Moschus moschiferus. The structures were elucidated to be 3alpha-ureido-androst-4-en-17-one (1) and 3alpha-ureido-androst-4-en-17beta-ol (2) by two-dimensional NMR analysis (HMQC, 1H-1H COSY, HMBC, and NOESY).




(Continua)

nella prossima puntata pubblicheremo gli appunti afghani 2012-13, perché Jicky era anche là...







Text by Jicky 2.0




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6 commenti:

  1. Chapeau.... come al solito! Ciao

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  2. Letto tutto d'un fiato... eppoi un'altra volta "sorseggiando" ogni sillaba... grandioso momento per il sito... Che meraviglia! Mi sembrava di leggere "A rebours" di Huysmans... autore che mi ha insegnato ad amare "il profumo"... Grazie di cuore, davvero...

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  3. Gran articolo.
    Non sono un intenditore ma un semplice amateur della profumeria, ma trovo grande verità in queste parole. D'altronde l'indirizzo della società contemporane è orchestrato alla completa artificialità perché c'è da mantenere il bestiame umano come tale. Non mi sorprende che il lavoro di inquinamento olfattivo sia alacremente seguito ogni singolo giorno.

    Essendo l'olfatto il contatto con noi più immune al discernimento personale, odori mistici ed ipnotici potrebberlo spalancare certe porte con molta più facilità che attraverso la sola meditazione o l'esoterismo vario.
    Immagino che l'uso sacro di muschio fosse quello di ungersi completamente di quetso aroma. Posso solo immaginare cosa volesse significare trovarsi in quelle stanze fra persone così adornate; un'atmosfera ieratica.
    L'ambra grigia era anche un pasto estremamente ambito e riservato ai re. Re Carlo II, ghiotto di uova all'ambregris, fu avvelenato con questo piatto data l'intensità di sapore ed odore della materia.

    Se posso permettermi, anche gli incensi stanno subendo questo tipo di volgarizzazione. A sentire gli incensati di giro, sembra che queste resine abbiano un odore legnoso e di fumo... quando nella complessità del loro odore ci sono componenti fredde, balsamiche, che arrivano direttamente al cervello; diversamente dalle colle mielose/vanigliose che ci stanno rifilando.

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  4. Questo sito mi piace un sacco, è tutto uno spasso, colto e con molto gusto per le cose belle, molto artistico, molto tecnico, divertente e istruttivo, siete grandi! :*

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