Dior Addict. Nell'idea originaria una costola di Shalimar che, non diventa una donna ma si ferma allo stadio della braciola, una composizione cheap (povera). Niente di realistico, di vitale, o di animalico. Vaniglia incerta (oddio sono una fragola!) e vanillina vanillina vanillina "liscia ed etilica", un sandalo sfacciatamente sintetico (un brutto "sandalo" secco da saponette), muschi, note floreali cheap (solo lo 0,2% di olio di rosa bulgara nella formula del 2002). E' un profumo che nasce male e prosegue peggio. A nulla aiuta la forma fallica nel vetro, in quella trasparenza trinket-blue che aveva stancato (in tant'altra vetreria) gli anni '90. Nasce con una "allure" di fastidio. A noi è sempre sembrato invisibile, un calcio al flacone, oh, ecco dov'era... Non è mai stato buono, non ha mai venduto bene, e oggi vedere le tre versioni dell'edp fa anche ridere, sembra o non sembra un dick measuring contest? Dobbiamo trovare le differenze e decidere il meno peggio-re? La qualità degli ingredienti è andata certamente deragliando, le ragioni sono ormai notissime. La vanillina è andata diminuendo e il profumo si è fatto più frescolino e fioritino...
Ma il progetto era e rimane insulso, è un profumo sbagliato. Non lo interrompono perché il ciclo produttivo è creato e basta un bottone per produrne un metro cubo. E poi, quando è nato costava poco ma oggi, riformulato più e più volte, costa nulla.
Non serve a molto pensare a chi firma il 2002 e a chi firma i 2012 e 2014, non è un profumo di Wasser né un profumo di Demachy. E' figlio di... una macchina della Firmenich.
Rating 2002: 1-2/5
Rating 2012: 0,5-1/5
Rating 2014: ZERO









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