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giovedì 8 settembre 2016

I profumieri che contano.


La ricerca scientifica ufficiale si fa, ma non su quello che non va investigato. "Scienziati" e "ricercatori", sanno che i finanziamenti si tagliano se qualcosa urta il sistema. I metodi oggi utilizzati per dimostrare "scientificamente" alcune realtà inconsistenti, fittizie, non sono affatto diversi da quelli usati dagli scienziati nazisti per dimostrare tesi che oggi riteniamo assurde o aberranti. Semaforo: luce verde va sui giornali tipo Focus, luce gialla rimane seminascosto, luce rossa si deve tacere.

Per fortuna, nelle aziende private esistono degli spazi di azione diversi e liberi, che vincolano solo al rigore ed al segreto (spesso nella forma di "segreto industriale"). Questi studi, non vengono condivisi con il mondo esterno, con università, enti di ricerca, governi. E all'interno delle stesse realtà si tende a dividerle, perché non si concentrino troppi dati strategici nelle stesse persone. La conoscenza è potere, e oggi la conoscenza scientifica, non si concentra nelle comodissime e sonnecchianti università del mondo; superate, in serietà e risorse, dall'iniziativa brillante di alcune grandi realtà industriali.

Alcune delle scoperte di 40 anni fa si spendono solo oggi. Altre di oggi, si spenderanno non si sa se e non si sa quando. Perché chi possiede e può vendere il gioiello più prezioso del mondo, o l'arma più potente, può decidere che le offerte ricevute siano sempre troppo basse. E' per questo che alcune molecole aromatiche vengono nascoste, sepolte e per motivi diversi ed inquietanti, a volte, persino distrutte (anche nella forma mentale di chi le aveva concepite)...

Quello che si può apprendere in aziende di grosso calibro, nell'ambito di questa ricerca scientifica "non condivisa", è tremendo e gigantesco, anche nel campo della produzione di profumi, aromi alimentari, cosmetici e detergenti. Lo scambio di informazioni con altre realtà aziendali, come quella farmaceutica ad esempio, che condivide strettissimi interessi con quella che ci compete, può avvenire e dimostra, come pochissime altre realtà cogeneri, che alcuni tipi di conoscenza valgono moltissimo denaro e si traducono in potere enorme.


Siamo abituati di già alle telecamere in ogni luogo e a contratti vincolanti che sembrano stipulati davanti ad un messo di regni altri e superiori. Comprendiamo che parte del valore che colà ci attribuiscono viene non solo dalle generiche nostre doti, ma anche dalle nostra capacità di mantenere il segreto su quanto non ha da essere rivelato.

Tutti possono tracciare un segno o due. disegnare un cerchio, a mano libera o con un compasso per tutore. Ma l'apparente somiglianza tra segni identici è ingannevole. Un cerchio di bambino non è un cerchio di robot. E non è un cerchio di Picasso... il cerchio di una persona che ha da dire poco o niente, e che pensa ancora meno di poco e meno di niente.

Estremo ma tremendamente reale: in Profumeria (in quella maiuscola, elitaria perché preziosa, e non il contrario), anche una sola goccia di sciocco iso e super, dello stesso tenore in gamma isomeri, ha valore molto diverso a seconda di CHI, la deposita nella formula.

Anche se in quella formula non vi fosse altro che quella singola goccia.

Non è solo chimica e non è solo fisica...

Se poi, il quadro si complica in complessità, per stratificazione di conoscenza, o per gli apporti successivi, la distanza tra profumo d'impotenza e profumo di potere diventa enorme, profonda ed incolmabile.

Nel puttanificio della (moribonda) profumeria da fiera, o da mercato, mercatino, loculo... Boutique! di specchietti per allodole (e risate grasse dalle fondamenta e dal cielo), ci sono un sacco di imbecilli che fanno e/o propongono profumi imbecilli. Chi metterebbe mai un profumo imbecille fatto da un/a imbecille? Un imbecille.

I profumieri che contano, quelli che decidono il futuro delle aziende che controllano la profumeria sul globo terrestre, non rilasciano interviste praticamente mai, non si fanno ritrarre in posa come gli ebeti fotomodelli, non insistono perché il loro nome venga associato a creazioni che hanno diretto, sapete il perché? Non vogliono mescolarsi con gli imbecilli.

E quella saetta tra i denti del Maestro dei Maestri, in francese, letta la richiesta del committente ed indossando il camice dal monogramma ricamato, è sommamente educativa, perché stigmatizza l'errore e l'orrore: "imbécile".



3 commenti:

  1. Avevo una profumeria cosidetta di nicchia seguento J!cky da un paio di anni ho fatto in tempo a lasciare questo finto mondo e riportare il negozio alle sue origini solo ed esclusivamente " Sartoria Napoletana ". Ho venduto tutta la profumeria di merda possibile dal santone di Salsomaggiore che prima faceva l' erborista e cercava di curare le vecchie con le sue tisane, fino alla goccia che ha fatto traboccare il vaso quando nel giugno scorso si è presentato in negozio l' ennesimo furbo, il venditore di paramenti sacri con i suoi 5 profumi dal nome latino, passando per il chimico svizzero al francese con i suoi profumi numerati (ne ha più lui che la tavola periodica). In 15 anni ho visto solo pochi profumi che meritassero l' appellativo di nicchia gli Attar di Amouage e Lyric del 2008, tutti gli altri " MERDA " prodotti a 9 euro più iva e rivenduti a cifre esorbitanti a quelle persone che come gli chiami tu sono I FESSI DELLA NICCHIA. Grazie J!cky

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  2. Ciao J!cky!!
    non avevo letto questo post prima, mia svista. Illumina i miei pensieri, che sono già di ammirazione grandissima per la vostra creazione che apprezzo da oltre un anno, cioè "God" (due 01 e una 02).
    Apprezzo è dire poco, perché senza perderei i miei poteri speciali!
    Vostro, Mattia!!

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