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martedì 24 giugno 2014

Com'è nata la profumeria di nicchia? Ma soprattutto "perché" è nata?

Oggi la sedicente profumeria "di nicchia" è su un binario morto, ma da dove è partito il bizzarro convoglio?
La grande distribuzione nel settore degli alimenti ha portato alla chiusura di moltissime piccole botteghe, di molti forni artigiani. Alcuni di questi erano ricordi familiari, con persone simpatiche, ma se qualcuno ha pianto l'amicalità vera o fittizia del panettiere sotto casa, qualcuno di più avveduto avrà fatto di conto e verificato che il pane nella grande distribuzione ha lo stesso sapore (usano le stesse farine e gli stessi additivi) ma costa la metà, e che il corollario al pane costa pure... la metà: ed è lo stesso tonno, lo stesso prosciutto.
Quanto all'amicalità sanno tutti la regola numero uno del commercio, sorriso davanti e vaf******* di dietro.
E gli amici veri non condividono una farcitura di interessi economici: non sono legati dalla crema collosa dei macarons. Crema collosa, o crema collusa... 
Collusione? OPS! Il blogger che parla bene del profumiere o di chi vende corsi di profumeria non deve andarci a cena, o riceverne regali o addirittura soldi, pena la FINE della sua credibilità. 
Quando la grande distribuzione avanza nel settore profumeria le piccole botteghe vedono ridursi i guadagni, sono costrette a fare sconti che prima non avrebbero nemmeno voluto sentire nominare. Prima: quando portavano a casa soldi col secchio...
Molte piccole profumerie chiudono. E' un male o è un bene? Se pensiamo al pane di cui sopra, è (per i consumatori) per forza un bene.
Se pensiamo invece alla calma di alcune profumerie, al garbo e alla familiarità che si stabiliva con alcuni commercianti, qualcosa ci viene giocoforza a mancare.
Il commerciante però ci dava dei consigli interessati, doveva venderci i suoi prodotti, e per farlo fiorivano complimenti e campioncini, in un rapporto di acquisto e vendita, anche dei sentimenti provati e/o simulati.
Oggi i consigli ce li prendiamo dalla rete, riusciamo a intendere per sommi capi i profumi a distanza: se chi ce li spiega sa di cosa parla e sa tradurre, all'occorrenza, le cose complesse in cose semplici...
Oggi i consigli ce li danno alcuni giornalistucci, tanti blogger, i fastidiosi banner pubblicitari o le interruzioni dei video con veri spot che si aprono di colpo non per sorprenderci, ma per venderci qualcosa sequestrando non solo la nostra attenzione ripetute volte durante le nostre giornate.
Ma che cos'è mai questa profumeria di nicchia? 
La nicchia è una invenzione databile anni '90, sorta per fornire prodotti alternativi, strampalati ma sempre molto remunerativi, ai commercianti in affanno perché refrattari all'idea di fare gruppo oppure perché osteggiati dalle grandi catene di vendita di cosmetica e profumeria. Ricordiamo alcuni gruppi? Limoni, Douglas, Acqua e Sapone, CAD; gruppi consortili come Ethos, etc.
Mentre questi si riunivano per comprimere i prezzi e razionalizzare l'offerta altri ricercavano vie di profitto differenti, per non usare aggettivi molto critici diremo che le loro vie alternative erano "alquanto discutibili", nella forma e nella sostanza...
L'idea era vendere profumi "altri", inventati e prodotti non importa in verità da chi e come, che però promettessero un alto margine di guadagno ed un'aura di esclusività che nei fatti era ed è solo una ridicola "posa".
Così si cominciarono a raccogliere in alcuni negozi, marchi di profumeria a volte altamente improbabili e nati il giorno prima, che però vantavano storie secolari... 
Iniziava l'epoca d'oro dei profumi per polli e pollastre.
Le difficoltà incontrate non erano poche, i prodotti erano ignoti e spesso decisamente anonimi nonostante l'impegno grafico. Venne in aiuto il web: internet.
Siti, blogger, commercianti e produttori di piccola profumeria (altezzosamente autoproclamatasi "di nicchia" o "artistica", LOL) giungono in alcune occasioni (verso il 2005) a vere e proprie orge di malaffare: pur di attribuire "valore" a profumi banali o del nulla, inventano spaventose panzane, e vere e proprie sponsorizzazioni diventano il materiale propulsivo di articoli e post, ad esclusivo vantaggio loro, non certo dei consumatori, che comprano a caro prezzo prodotti pompati che non hanno né passato né futuro, né (mediamente) merito.
Nei tempi recenti anche le grandi case si sono allungate sui vari sistemi di propaganda: non che i blogger cambino di molto le vendite, ma perché non regalare una batteria di mignon una volta l'anno al termine di una festicciola con 4 salatini e foto di gruppo, in cambio di riverenza eterna? In fondo la maggior parte dei blogger scrive per solitudine, vuole tanti amici... se poi ci guadagna qualcosa...
A noi gli amiconi, le feste ed i regalini non interessano, tutti hanno un prezzo e lo abbiamo anche noi (aspiranti santi ma non ancora tali), ma nessuno pensi di comprarci con una scatola di profumini ripesati... Se è un cadeau poi, non deve aspirare a creare vincoli, siamo anche spudoratamente sinceri: se doveva essere cristallo ed è vetraccio lo diciamo, va che è vetro...
A noi non vanno giù menzogne, e critici più o meno in-competenti che collaborano all'allegro puttanificio delle balle in profumeria. Concettualmente la profumeria di nicchia non è di nicchia, perché non è quello che dicono o vorrebbero fosse. E in coscienza lo sanno benissimo.
Quanto a Noi, non amiamo le stronzate. E in questo senso, noi non siamo di nicchia.




Ci si deve avvedere che quando un ciclo è concluso è concluso. Che, se per strada non ci sono più gli arrotini, perché oggi riparare un ombrello costa più che comprarne uno nuovo, vuol dire che quell'arrotino dovrà essere mantenuto in altro modo. Noi siamo a favore di un minimo di sussistenza perché riteniamo che il futuro sia in mano agli Stati che dovranno riorganizzare l'assenza di lavoro, non inventare il lavoro che non c'è. Non si dia retta alle stoltezze del PD renziano (o alle scemenze coibentate grilline), pronto a dare lavoro nel seguente modo: mettere dei disoccupati a rompere i marciapiedi oggi, per mettere dei disoccupati a ricostruirli domani: lasciali a casa e pagali quel minimo che è giusto che sia per la sussistenza minima, che ci evitiamo lo spettacolo pietoso di simili pagliacciate e pure disagi e rumore...
E non è ammissibile che si mandi la gente per le case a rifilare contratti truffa, o a spacciare droga, o a vendere porc***** per "vivere", siamo a favore di una redistribuzione del reddito ragionata e basata su principi di maggiore equità e giustizia sociale. La tecnologia produttiva esclude, e va per questo responsabilizzata, cioè tassata.
I profumi sono lusso, e vanno tassati. Anzi secondo noi il tassarli di più (es. IVA sui beni di lusso al 25-30% da applicarsi anche ai beni di lusso in entrata dall'estero) in favore di migliori condizioni sociali per i meno abbienti o al miglioramento delle cure e delle condizioni di vita negli ospedali e negli ospizi, li renderebbe più esclusivi e permetterebbe a noi tutti di partecipare con maggiore coscienza alle sorti di chi è meno fortunato di noi. 
Hanno dato 80 euro a chi ne aveva leggerissimo bisogno (avendo già un lavoro) e hanno dato 80 euro a chi non ne aveva bisogno (avendo un lavoro ben retribuito e poche spese, magari non avendo familiari a carico), ci è sembrato un modo meschino per comprare i voti della gente che per questo, e non per altri motivi, alla fine l'ha votato.


Uno spettacolo rivoltante. Quei soldi andavano destinati ai disoccupati! Ai quali non è stato dato nulla, quei soldi si dovevano al sostegno a quanti sono in estrema difficoltà o nella malattia, e non hanno mezzi per farvi fronte!

Matteo Renzi è uno di quei profumi di nicchia con la scatola istoriata di fanfaronate, la boccetta luccicante e il succo pessimo che, vorremmo tanto fosse presto interrotto.


13 commenti:

  1. Grande Jicky, mi trovo in Monaco, Allemandia e i miei occh si posano su un Ysatis EDT100 ML . Non so di che anno sia, è in vendita a 55 euri in negozio. il mio phone poco smart non mi visualizza il campo "cerca" sul blog...Che faccio, compro o tanto vale investirli in wurst e bier?

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    1. H@!o Barbara
      fondo nero compra, altri colori no.
      ;)

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  2. Grande Jicky, mi trovo in Monaco, Allemandia e i miei occh si posano su un Ysatis EDT100 ML . Non so di che anno sia, è in vendita a 55 euri in negozio. il mio phone poco smart non mi visualizza il campo "cerca" sul blog...Che faccio, compro o tanto vale investirli in wurst e bier?

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  3. Complimenti, direi che più o meno è andata come dite... uso una forma dubitativa perchè nella sedicente "nicchia" confluirono anche marchi come Geo Trumper's, Dr Harris, Truefitt & Hill ecc.. che non avevano altra ambizione che d'esser dei piacevoli accessori di toeletta e rasatura. Ecco, penso che a quei marchi che si trovavano nei negozi di articoli per fumatori, coltellerie, aggeggi da barba assortiti, vada riservato un distinguo ed il rispetto. Non fosse altro perché senza velleità ed a costi ragionevoli ci hanno accompagnato (a noi ed ai nostri padri), per decenni con un tocco di sobria eleganza. Grazie e buon lavoro!

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    1. H@!o Andrea

      Grazie delle parole di apprezzamento.

      Geo Trumper's non è nicchia nel senso attribuito alla profumeria, o lo dovrebbe essere anche l'Erbolario. Fascia di prezzo bassa (in Inghilterra costano meno di 25 euro a boccetta i loro "profumetti"), spessore inconsistente (zero, copiano spudoratamente come col Sandalwood, un Egoiste dei poveri, ricalcato ed edito a 12 anni di distanza dall'originale). I boccettoni di Truefitt & Hill di dopobarba da 100 ml costano 32-35 euro. Dr. Harris è in giro nel nostro paese per lo stesso motivo per cui è in giro Truefitt & Hill.
      Non discutiamo la qualità di prodotti per la rasatura che non abbiamo provato, ma una cosa va chiarita, quei prodotti sono oggetto di un rilancio recente. I prodotti a marchio citati non hanno accompagnato i nostri padri o i nostri nonni, a meno di non essere figli di qualche militare inglese. In Italia la penetrazione di quei marchi è vicina allo zero. Facendo ricerca di archivio in profumeria da molti anni ormai possiamo dirlo con estrema sicurezza: mai visto uno solo di quei marchi.
      Zero, inesistenti. Non vorremmo anche nel caso sollevato ci si trovasse davanti ad una copia carbone dei tanti casi di profumi dalla storia scintillante... ancorchè inventata di sana pianta. Tra saponi, lozioni per la rasatura, apres rasage, schiume, etc, abbiamo trovato Yardley che sembrava più caro dei concorrenti e si presentava con dettagli di vera classe, Old Spice, Tabac, tanti Palmolive, e poi Proraso etc, ma MAI visto nessuno dei nomi da te indicati negli assortimenti a catalogo o nei casi rari e fortunati ancora a polveroso scaffale, dei negozi studiati tra Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli nel periodo compreso tra il primo dopoguerra e gli anni '80.
      Ma questo è più probabilmente un problema terminologico, dove la parola "nicchia" si sposta dal prodotto alla diversa prassi.
      E' un discorso molto complicato paragonare la profumeria di nicchia a quella maistream e paragonare sapone, pennello e rasoio manuale al rasoio elettrico.
      Nel caso della profumeria c'è esatta sovrapponibilità, in quello dei sistemi di rasatura evidentemente no.

      Jicky 2.0

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  4. Ciao Jicky!
    vorrei chiedervi un consiglio, c'è una ragazza che fa parte di un forum che si è convinta a comprare una cosa di un blogger che piace tanto a quelli che tengono quel forum che si chiama "Eau de Merzhin", costa 90 euro per 50 ml. Io l'ho sentito e mi pare una XXXXXta ma non so spiegarmi per dire che non vale nemmeno l'attenzione. Sbaglio? Lo conoscete?
    Grazie :-)

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    1. H@!o Mattia
      Anche tu con questo lebretel :( che tristezza, fanno tanto casino per un niente di profumo, fatto col c*** da uno che era meglio se continuava a leggere le puttanate di Castaneda...
      Ricordano i bambini piccoli: quando hanno fatto la cacca chiamano la mamma pieni di entusiasmo...
      Se ti pare una cosa che non vale niente ci siamo, hai dalla tua un buon fiuto. Quanto al consiglio che hai dato a quella ragazza ci sentiamo di sottoscriverlo, le hai fatto risparmiare soldi diversamente buttati in un niente. Un nulla che va da destra a sinistra nella zucca vuota di chi lo promuove per fini di puro divertimento (il gioco del sentirsi talent scout, loro che dovrebbero comprendere i loro evidenti limiti cognitivi! loro che dovrebbero scoprire non già letteratura e arte... ma almeno una grammatica, e un negozio di abbigliamento meno ridicolo di quello che frequentano abitualmente).
      Noi la chiamiamo eau de merdin, perché quella è.
      Galbex 183 (FIR), iononi alfa e beta (di analfa e beta invece c'è il profumiere), anisaldeide, ambrettolide, cumarina, muschio di quercia "ndocojocojo" comprato al 90% in Olanda come ogni bricoleur della profumeria da due centesimi.
      Fatti del bene: compra e fai comprare roba che VALE, non capricci mefitici distillati dal club degli gnomi ignoranti (e degli sfigati)...

      J.

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  5. ..e qual'è stato il primo parassita di nicchia? Pur sempre un vanto tra i nati ieri, un giorno avremo la nicchia vintage tra i sopravvissuti (sempre che qualcuno effettivamente sopravviva)
    I blogger, esatto, danno l'idea di essere persone sole in cerca di consensi e amici (teneri..) Peccato la maggior parte sia palesemente ignorante sui profumi quanto lo sono io, e io non scrivo di profumi, al massimo leggo. Non fanno niente di più che esprimere opinioni personali(solitamente baggianate generiche infiorettate col nulla e col niente), che interessano ed hanno peso, quanto quelle dalla mia vicina di casa. Non che a priori non voglia sapere ciò che pensa la mia vicina di casa di Calandre, ma una volta che l'ho scoperto, dove vado nella vita?
    Di dare un contributo che sia di utilità anche minima non se ne parla insomma, e la consapevolezza della propria incompetenza, gli impedisce anche il più semplice appunto nei confronti di chicchessia; il massimo del dissenso che riescono a infliggere ad un profumo, fosse anche una macedonia di banane è un "not my cup of tea", per il resto è la sagra della leccata di kiul. E scopro ora, non per polite-ismo o classica ipocrisia all'italiana, ma per vero e proprio "tornaconto": salatino e campioncino??!! Ma provengono tutti da Libreville, montati in corsa sul convoglio della speranza?? E' vero che si citano pure l'uno con l'altro per paura di rimanere isolati, da tanto sono complessati, e l'ultima frontiera della miseria, è il cadeau estratto a sorte fra chi si degna di commentare un loro post. La guerra dei poveri.
    E per fortuna invece poi, c'è chi la stima e l'affetto non ha bisogno di comprarseli.

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    1. H@!o peocionoir
      Per come si sono mossi negli anni, la nicchia non lascia dietro di sé ricordi così felici da giustificare competizioni o condivisioni tra quelli che saranno i superstiti dei 4 gatti (o polli) che se li pippano oggi. Probabilmente di Amouage si dirà che era "intenso" e a volte molto speciale, ma di tutti gli altri profumi di nicchia si dirà che erano 4 flaconi buoni in un mare di stronzate. Gli psicodrammi di poche persone confuse anche se danarose appresso a prodotti la cui genesi ed il cui sviluppo sono... come dire... piene di macchie e poco o per niente nobili, non avranno la forza di tradursi in qualcosa di storicamente e culturalmente rilevante.

      VERO, si citano l'un coll'altro per esistere nel reciproco leccamento di c***.

      VERO, regalare merdine per avere seguaci o comprare gli "amici" pagando da bere alle fiere, è squallido e triste. Com'è triste chi si mette in fila per ricevere la stronzata del giorno. Li chiamano giveaway give away (dare via), ti sa come nialtri se dixe, dare via... ma va dar vie el cueo...

      Nialtri ne intaressa cusì tanto verghe follower(z) che femo el... "dar via el cueo" (give away in cueo de so màre) al primo che non ghe piaxe le arenghe (un post)... Ghe voemo ben a tuti, xe vero... ma el primo che fiata màe... eo versemo cofà na canòcia...

      J. :)

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  6. Solo una precisazione: Geo Trumper e altri marchi sono presenti in Italia da tempo, ma non nelle profumerie, bensì in coltellerie e barberie, altro settore, altro mercato, altre logiche e altre esigenze. Non sono pistola come Creed che si inventano heritage inesistenti, hanno storie reali. E sono quasi tutti marchi onesti (Trumper, Taylors of Old Bond Street) o quasi, con qualcosa di anche notevole nelle loro offerte, molte cacate annacquate ma cose anche buone, perlomeno per il prezzo e le pretese. In verità non sono ancora arrivati sotto al naso degli stronzi di nicchia, perché costano troppo poco, sono troppo poco disonesti, e troppo apertamente tradizionali, i nicchiardi vogliono il vecchio rifatto col culo e venduto con uno zero dopo.

    P.S. Lebretel, ahahaha! Fallimentare, sì. Purtroppo in quel forum si tira avanti a entusiasmi pilotati, prima era Antonio Alessandria (pupillo di tutti, dimenticato da tutti in tempo zero, a proposito, l'avete testato?), ora tocca a lui.

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    1. H@!o Colin

      Geo Trumper in più salse è Creed. In verità Creed stesso non è Creed. Non possiamo essere meno ermetici, ma quante ne sappiamo! Ti basti sapere che il produttore (la mente) non è nemmeno europeo... Geo Trumper ha una sede a Londra davanti alla quale ammiriamo due cassonetti verdi incatenati di monnezza pubblica, sarà 20 metri quadri, e non sembra aperto al pubblico. I profili su Wikipedia sono sfacciatamente pubblicitari, e concorrono a creare false credenze nelle persone meno smaliziate.
      Esistono i vintage di Geo Trumper? No.
      Qualche Geo Trumper è esistito, potrebbe esistere una merdina di bottiglia di 80 anni fa, ma evidentemente già temporibus illis si preferiva disfarsene.
      Certo, la magia di questi marchi è tutta nelle balle che sanno raccontare OGGI.
      Nelle barbierie una volta si vendevano i soliti Palmolive, Tabac, Yardley. Se per "sono presenti da tempo" intenti gli anni '90 invece siamo d'accordo, ma non prima.

      All'Osmo hanno di tutto, c'è Lady Gaga e un solo Floris, del 2013...
      Nessuno Geo Trumper, nessun Taylor etc, imbarazzo sulla data di nascita dei Creed, che vengono datati tutti come creazioni degli ultimi 35 anni. Prima non risultano profumi Creed.
      Non sono "troppo poco disonesti" sono le stesse persone che vendono i Creed quel che fanno è dovuto al fatto che nessuno, a parte qualche suggestionato, vuole i Geo Trumper (e fa bene). Anche Creed aveva prezzi bassi e svendite al CAD 10 anni fa...
      Sinceramente Creed era al CAD (reparto profumeria) anche nel 2012 in provincia di Vicenza sotto Natale, ma è un altro discorso...
      I profumi in difficoltà tengono prezzi bassi, marchi come Parfum d'Empire non sono gentili, modesti, senza pretese. Semplicemente, e lo ha detto Corticchiato, tengono prezzi bassi come prezzo lancio, che è un modo diverso per dire cerchiamo di limitare l'invenduto in un periodo di crisi generale nel settore (la nicchia).
      Lebreton non è un profumiere, è un fan di Castaneda. Può uno che ha la cultura di Peppa Pig e la furbizia di una quaglia impagliata fare profumi? E' un suo diritto fare deodoranti per il cesso liquidi. Il torto ce l'ha chi scambia porcheria per men che olio di fragranza per la detergenza...
      Antonio Alessandria è amico di Ermanno. Gente che con la profumeria c'entra come i cavoli a merenda.
      Se in famiglia si dimenticano di apparecchiare per loro è perché... ci siano o non ci siano, come si fa a notare la differenza?

      Jicky 2.0

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