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domenica 3 gennaio 2016

Il naso cieco e sordo.


Vogliamo fare un regaìn ai tanti butaschei (butta soldi) di tutto il mondo (Google Translator) che non si avvedono di una certa fisiologia dell'apprendimento olfattivo. Ai tanti che perdono tempo leggendo forum di asini internazionali che si prodigano nell'insegnare gli uni agli altri quello che non sanno, ospitando ogni tanto qualche speciale intervento di individui estromessi dal ciclo produttivo per raggiunti limiti di età ma soprattutto per acclarati limiti cognitivi. Come... come se dixe... "ti xe 'na testa de casso", en francais? L'esperienza ci conferma sempre di più nel facile ma più che mai veridico riferimento al "chi sa fa, chi non sa insegna".

C'è un piccolo business che si fonda su circa 3000 disadattati, digiuni di tutto o nutriti di m****, poggianti su "piccolo spaccio" di materie prime di qualità mediamente bassa o squallida, distribuiti un poco su tutto il pianeta, che "giocano" a fare il profumiere, incapaci di capire che la sagoma di cartone di un naso famoso non è tanto distante dalla realtà... I loro miti sono persone da "selfie" da fiera, la cui sostanza è non dissimile da quella delle sagome di cartone. E' un particolare caso di "do it yourself" (in italiano "spignattamento"). Fortunatamente è molto meno esteso di quanto immaginassimo qualche anno fa. Ma è un fenomeno inquinante e penoso, che conduce chi vi razzola dentro, a infelicità certa. Così, come siamo soliti fare per quei deficienti che si riempiono la casa di stronzate di nicchia, proveremo a salvarne qualcuno. Forse non si arriva nemmeno a 3000 persone, nel mondo. Questa soglia non viene superata perché mentre entrano illusi, altri illusi escono dal giro, per tornare alle normali occupazioni o per sputtanarsi gli ultimi soldi (anche indebitandosi) nella convinzione che ci sia un mercato per le loro stronzatine da mouillette & coccodé o ti attacco una cinquina (le dita della mano impresse dopo un sonoro ceffone). 

Chi compra olii essenziali e sintetici dai vari dettaglianti/spacciatori, si rende conto o no, che (ammesso che siano davvero ciò che si è creduto comprare e non siano già scaduti) dopo un paio di anni la roba si altera (perché si altera), si ossida, se può polimerizza (anche dal nervoso di trovarsi in mani cretine); insomma...  che scade!? Come spiegano i decani in azienda, se invecchi insieme al bussolotto ogni giorno non te ne accorgi... ma fidati, è così. Il frigo e ***** possono aiutare ma pochissimo, perché sintetici e naturali, puri, hanno un ciclo vitale breve a volte brevissimo, insomma vanno tutti a reméngo... Se il materiale polimerizza o scioglie i tappi è diverso, prova a dire che ti è arrivato così che  ha sempre avuto quell'aspetto! Si sa, anche mentire a se stessi è una via per per-se-ve-ra-re nell'errore. E che la profumeria di oggi sia più che mai menteuse, non ti giustifica. E' cosa schifosa cercare di imparare una disciplina cominciando dai vizi e dai difetti peggiori!

Jean Guichard, con lo sguardo perso nella disgrazia del figlio che per quanto lo spingi non avanza di un passo (papino, mi fai i compiti che devo andare in barca con gli amici?), ha detto che nella più prestigiosa scuola di profumeria al mondo, sono ben consapevoli di non creare profumieri ma solo tecnici di laboratorio. Che il talento non si insegna. Talento che molti loro "insegnanti" nemmeno hanno mai capito che consistenza abbia, o dove si nasconda.

Cosa fare per "diventare profumiere"? Esci dai forum! sono popolati da perditempo, sfigati e mitomani, uniti da un minimo comune denominatore, l'egoismo e l'esibizionismo. Praticamente se si dessero fuoco farebbero del bene al mondo. 
Non ti sognare nemmeno per un secondo di iscriverti a "corsi di profumeria"! è come chi vende i numeri del lotto... Se hanno i numeri buoni, perché non se li giocano e non se li sono mai giocati?
La maggior parte di chi tiene quei corsi è platealmente un'idiota, che i capelli siano pitturati o no. E se non ha i capelli? tranqui, si pitturerà i peli del muso... Lascia perdere Internet, è una fogna, ci trovi tutto quello che non serve. Il metodo Jean Carles? non serve a niente. 

E... L'Arctander? L'Arctander? Paura eh... Puoi leggerlo, sì. Non fa male, ma non fa nemmeno miracoli... Siamo certi si fosse già capito.

Non ti fare spiegare niente! La piramide olfattiva, uh... che grande cagata! Non esiste un profumiere serio, intelligente, dotato, che perda tempo con quella "espressione" grafica invertita! Noi a volte ci sentiamo chiedere questa schematizzazione, ma è peggio di una croce. Non ha senso. L'ambrocenide, le rose sintetiche, le vanilline, gli oud sintetici, alcuni muschi, ed un mare di altre molecole, sono e di testa e di cuore e di fondo. Quindi? Teste di cazzo! E non perdete tempo con le voci dichiarate su Fragranticazz (ricordatevi che è un business-site, non un sito "amichevole" o di carità, e che tutto è pilotato nel segno del "do ut des/dò purché tu dia": testi, commenti, voti). Quando anche un brand serio "elenca" le note con uno schema, si tratta sempre di traduzioni. "Legno di cedro" di solito sta per "cedramber", e/o iso e super. Se nella formula c'è acetato di geranile (geranyl acetate), in presenza di note citriche sarà facile chiamarlo petitgrain, lemongrass. In assenza... coriandolo. Ovvio che non c'è coriandolo né lemongrass né petitgrain... Come di solito col cazzo che in un profumo si usa neroli! Per i produttori di profumi standardizzati i naturali sono un costo ma soprattutto una rottura di coglioni. L'albero di agrumi per la profumeria di oggi potrebbero tagliarlo sotto. Sradicarlo e passare al mais... Chissà perché la profumeria moderna dipende (nel campo degli aromi cui ci riferiamo) più dagli scarti del mais che dagli agrumi... Jicky 2.0, accipicchia... Se non è cerume animato, mi hai proprio messo una pulce nell'orecchio...

Le famiglie olfattive, il gioco di società dell'insulso club della Société Française des Parfumeurs, è cosa buona per chi non ha passatempi, soldi per andare a comprare sesso, il cane da portare a pisciare, cazzate delle quali abbiamo già detto... Servono solo a chi tiene i corsi per intrattenerti ore e ore sul nulla (è un metodo che usano anche gli psicologi e altri menarrosti* che dipendono dal "gettone" o dalla "seduta")... Mentre provano a spiegartele, qualcuno ti entra in casa sfondando una finestra. Se ti portano via tutto, te lo sei meritato. 
Il metodo Jean Carles non serve a niente. Perché? Si dà per scontato che le persone abbiano un buon naso, buona memoria e magari un cervello creativo. Purtroppo non è affatto così. La maggior parte delle persone è cieca e sorda di naso. 


Open Space:

E se uno è sordo, dipende dalla sordità, a volte non basta alzare il volume della musica! Il sordo ti fa incazzare, poverino. Lui è il primo a essere incazzato col mondo, cazzo SONO SORDO! Non irridiamo nessuno, può capitare anche nel corso della vita. Una esplosione, un infezione virale, possono rendere sordi. Non lo sapevate? Una infezione con febbre altra, una influenza per dire... può togliere persino il senso dell'olfatto... o rovinarlo per sempre. Siamo fatti di ricotta... Come esseri umani siamo poi tutti votati alla deficienza etimologica, in quanto invecchiamo**. In corner c'è chi si libera, si smarca è grida, c'è anche l'alzheimer! Bravo! Chi è sano si goda la salute, i medici fanno quel poco che possono. E ricordate che di molte patologie che non occupano corsi universitari, niente sanno, quindi quando il medico non sa rispondere... O si arrampica sugli specchi... Ricordatevi la parabola di prima! che qualcuno potrebbe avervi visti uscire di casa! E che ormai se suona l'allarme, per il fastidio, i vicini di condominio chiamano l'amministratore per protestare, e non chi dovrebbe vigilare sui vostri beni ma ha ricevuto la Playstation proprio pochi giorni fa! Mannaggia! Correte a casa!

Ripresa:

Il naso sordo è quello di chi sente quel che sente; ma NON sente quel che veramente c'è, perché NON lo sente! Eppure io ci senti benissimo, dal naso! Dirà così la vanagloria di qualcuno di inutilmente sicuro di sé.
Rincariamo la dose. Non esiste solo l'anosmia, esistono LE ANOSMIE specifiche. E sono diffuse anche tra i profumieri. Che le vivono come giusto che sia come delle menomazioni. Ma anche chi ha il potenziale per decriptare ogni molecola con il naso (in sede "recettoriale") non è detto riesca ad orientarsi mentalmente. E qui arriviamo al nostro cadeau per gli amici, per i butaschei, e le genti tutte.

Il disegno dal vero. Il lobo occipitale.

Sebbene altre pratiche insegnino a "vedere" niente meglio del disegna dal vero si radica in modo tanto profondo nel cervello. In quanto il disegno costringe l'occhio a dimostrare al cervello di avere inteso ciò che gli sta davanti per la via del senso esteso che è il tatto. L'occhio dovrà dimostrare alla coscienza di avere realmente inteso tramite la traduzione "grafica"... Il disegno. Se riesci a disegnare la maniglia di una porta, stai imparando a vedere VERAMENTE, pretendendo dal tuo senso della vista molto di più quello che di solito gli si chiede (vederla per aprirla). Se dimostri a te stesso di saperla disegnare, comprendendone la forma, le ombre e le luci, allora sarai sulla buona strada per educare il tuo naso. Sarai sulla strada giusta per insegnare a vedere, a sentire, al tuo naso.
Se non sai disegnare, smetti di cercare critiche. Tieni solo gli olii essenziali utili per i suffimigi, tanto è tutta roba che scade presto, se vivi in luoghi caldi e assolati, anche prestissimo. Così come c'è chi non saprà mai disegnare bene, ci si deve rendere conto che non tutti possono capire i profumi e che non potrà una persona per l'altra, aspirare a fare profumi. 
Concludendo: non corsi di profumeria, ma corsi di disegno dal vero! Non aromachemicals ma lapis (e carta)! 

La medianità. Il lobo frontale e l'olfatto.

Questo testo lo pubblicheremo l'anno prossimo, 2017 aera vulgaris. Se Dio vuole. Ma se avete capito il titolo, avete già capito tantissimo, siete anche molto più colti della media, e saturno in congiunzione con urano, al vostro gomito gli fanno un baffo con l'indelebile...

Oggi, 33 dicembre 2015 aka 2 gennaio 2016.

*menarrosto= temporeggiatore
**l'invecchiamento inizia con la fine dello sviluppo

PS: bozzetto di ipotesi "scolastica": Primo anno matita e carta, modelli in gesso (ed escursioni nella natura con esercizi  negli spazi aperti). Secondo anno, i promossi passano ai pastelli colorati, acquerello per i più bravi, modelli viventi (ed esercizi yoga). Terzo anno, si inizia a disegnare con i naturali. Quarto anno, si inizia a disegnare con i sintetici. Quinto anno, come se non ci fosse... Nessuno può rifinire un profumiere, consegnare diplomi di quel tipo, diplomi di concorrenza. Quello incapace vi rivelerebbe stronzate, quello capace invece non vi rivelerebbe per nessuna ragione al mondo i suoi segreti, perché perderebbe se stesso. Tanto vale considerare quattro anni così e confidare che chi ha imparato finalmente a disegnare, maturando nei propri talenti, possa invocare su di sé la benignità dell'Altissimo.

1 commento:

  1. Sono abbastanza d'accordo sul parallelismo disegno-olfatto. Del resto anche la musica va a braccetto con la matematica (mirabile il lavoro di Hofstadter : goedel esher e bach in tal senso)
    Ma non sempre non saper far di conto significa non saper apprezzare la buona musica: con un po di impegno (forse è questo il problema) e umiltà (non parliamone) si può pensare di poter trarre piacere consapevole da queste arti

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