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giovedì 7 gennaio 2016

Limiti nella fruizione dei profumi legati alla genesi dei medesimi. Post contro chi non può capire i profumi, ma ne scrive lo stesso.

La composizione di materiali aromatici che chiamiamo profumo, viene concepita da una o più persone (in epoca moderna sempre da più persone, anche quando si parla di un solo "naso") che operano in precisi contesti ambientali e culturali. Quella composizione viene progettata in un luogo, a volte si cerca di dare respiro spaziale a una cazzata locale, con frasi come "viaggiato molto", "ispirato da un viaggio", "ispirato da un giardino orientale"... persiano, della zia che la dava via nei casini di Bangkok... etc. E' il tentativo di allargare il proprio spazio vitale con la panzana, nella evidente percezione della propria condizione di limitatezza o restrizione.

Chanel N°5. Questo profumo importante e celebre, ci aiuterà a rendere più semplice e chiaro questo post. 
Chi dice "il migliore profumo al mondo", chi dice "non mi piace (troppo qua o troppo là)", chi osa dire "che schifo" e sulle strisce pedonali nessuno l'investe! Chi dice "lo andrò a sentire"... chi dice "chissenefrega, ho le mie cose"... "hai salviettine"?
Chanel N°5 (un progetto che è mutato infinite volte sullo schema iniziale) non è un progetto originale del 1921. Beaux aveva lavorato in Russia, era già direttore tecnico per Rallet quando nel 1912 fu lanciato Le Bouquet de Napoleon e l'anno successivo il Bouquet de Catherine (1913) rilanciato in Francia fianco a fianco a Chanel N°5 come Rallet "Le N°1".
E' un profumo pensato per la corte dell'ultimo Zar, Nicola II, Per Grazia di Dio, Imperatore e Autocrate di tutte le Russie (Божию Милостию, Император и Самодержец Всероссийский).
Николай Александрович РомановNikolaj Aleksandrovič Romanov.
Quello di Catherine del 1913, per Rallet, era già Chanel N°5, e non è affatto una questione di "aldeidi"...
Rallet è una società fondata in Russia nel 1843 da due francesi, i fratelli Alphonse ed Eugenie, il secondo era un insegnante di letteratura francese. Candele, profumi, ciprie, saponi, Rallet diviene quasi subito fornitore per la corte dello Zar. La società vede l'ingresso di nuovi investitori e muta in A. Rallet & Co. Poi passa a Chiris nel 1897 (da cui emerserso Coty e Beaux), poi, ma solo per le attività ora ristabilite in Francia, allo stesso Coty (Francois) nel 1926. Controllo e proprietà degli stabilimenti in russia furono persi nel 1917 con l'avvento del Comunismo che confiscò tutto. Tagliamo qua e torniamo al tema.
Un profumo concepito da francesi in terra di Russia cosa può dire a un americano medio, magari di oggi? E' come una tartina di caviale pregiato in mano a un deficiente. Se la sede di Rallet fosse stata stabilita nel 1843 a Casablanca, o nella calda/torrida Catania (anche se il record italiano lo detiene Foggia, con picchi vicini ai 50 gradi registrati nell'estate del 2007). Certamente 3/4 dei profumi della Storia della Profumeria, non sarebbero mai venuti alla luce. Ma non è un discorso di esatte coincidenze, nemmeno avremmo avuto dei sosia! La distanza tra il CLIMA del Marocco e quello del cuore della Russia è abissale. E come non soppesare l'influenza enorme esercitata dalle distanti istanze CULTURALI?

I grandi profumi francesi sono nati tutti a PARIGI! Già solo il clima di Parigi, una città che può non conoscere i tepori estivi in taluni suoi anni più freddi, dovrebbe illuminare anche il più ottuso tra i lettori. Più si allontanano da quel clima e più si devono adattare... Più si allontanano da quel tipo di clima e più i profumi si espongono ai danni che luce e calore producono, è un altro discorso ma vale la pena ricordarlo. 

Quando un americano della Florida giudica un profumo francese... non giudica niente. Ammesso ch'egli stia giudicando un prodotto francese (o europeo) non prodotto negli States in sedi dove la formula viene adattata al mercato americano e ammesso che il prodotto non sia già alterato per cattiva conservazione, facile nel caso si tratti di prodotti sballottati qua e là, in saldo perché vecchi... La vita di un americano della Florida che volge sul Golfo del Messico, si svolge in un clima schifosamente caldo/caldissimo e umido, che rende la sua percezione alterata e squalifica il suo tentativo di argomentare di odori e profumi. Molti autori di stronzate in siti stranieri (come ad esempio un noto business site che tratta di profumi come di piastrelle per pavimenti, e che ha sede in America), non sono nemmeno legittimati a fare quello che fanno dalle più elementari premesse! MA Ricordiamolo, persino l'Europa centrale non è quella mediterranea o atlantica.
Chanel N°5 non è un profumo progettato per climi caldi. Nessuno aveva immaginato di commercializzare profumi pensati per il colbacco e una pelliccia sotto a una pelliccia più grossa, per una cazzo di isola soleggiata nel mediterraneo... Figurarsi per la Florida! Ma si godano i loro incendi, si godano i loro deodoranti per ascelle, ma si diano anche fuoco!
Le note come il "cuoio" (magari "di Russia") non sono pensate per il mondo intero. A un coglione americano o americanizzato della east coast, tiri addosso due litri di diidromircenolo e muschi bianchi, e si masturba il microfallo (gli americani di piccolo non hanno solo il cervello) dalla felicità! Quello che per noi è roba da pavimenti, per una bestia di quelle è un buon profumo. 

Capiamo che il mondo globalizzato è una grande merda. Capiamo che il mondo governato da una ancora più grande merda come la superpotenza americana è tremendo. Ci opponiamo alla loro stupidità da esportazione, alla potenza dei loro mezzi (e non delle loro idee), e alla loro arroganza smisurata, con tutte le nostre forze.
Anche per non assecondare lo strapotere linguistico di quelli che percepiamo come oppressori, cerchiamo di limitare l'uso della loro lingua, e non vogliamo convincerli di nulla, certi di parlare a degli stupidi... Certi che l'ora non sia venuta. E in fondo oggi vorremmo solo... prenderli a pugni. 

Ok. Controllo testo, aggiungere imago. 7 domani.

2 commenti:

  1. Post illuminante, non avevo mai pensato a questo aspetto che i profumi che usiamo sono ideati a Parigi e magari vengono poi spediti a Dubai! Io so quanto diventino quasi insopportabili in estate, alcune delle delizie che uso in inverno. E' giusto che dei puristi come voi spieghino fatti come questi. Il luogo di nascita di quasi tutti i profumi è Paris, quello che si indossa in Inverno a Paris mette in sauna chi vive a Ibizia! Non mi meraviglierei se il resto del mondo che condivide la vostra stessa passione non se ne fosse mai accorto. Lodi infinite, siete geniali! Bacio, Giovanna.

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  2. Post Magnifico, che imparino a scrivere così gli altri blogger! Siete il meglio nella rete.

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