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domenica 29 novembre 2015

Must de Cartier Gold... on.


Must non è mai stato la cima di un monte o quella di una collina. Se lo scartavetri e lo pitturi come una pallina natalizia, o un Ferrero Rocher, non è che cambi molto la faccenda. Questo disgr**** "Gold" (ara el goldòn zio là), è un 3 gesti, mouillette, naso, lancio nel cestino. Ma il tutto con garbo, per non offendere la commessa, che è già offesa dal parto infelice di sua madre... 
E' una porc**** chimica, tutte basi messe giù alla **** di segugio... Il profumiere immagine di Cartier, che farebbe bene a tornare a fare solo buoni orologi, è una stronzetta, che non sa fare profumi, Matilde Lauretta. Una delle disgrazie che affliggono la profumeria sono questi pagliaccetti senza idee, Cecilia Snarokian, Gerardo Sciò, Pelatami la Pupazza, massa di cialtroni da posa, con fotografo più cialtrone del fotografato, telecomandi rotti, televisioni senza canali. Un unico programma di merda. Ecco perché ci fa bene in fondo andare in profumeria oggi, lo schifo ci fa sentire divinità in terra, perché quello che facciamo rispetto a questa roba è la resurrezione del Cristo, un evento prodigioso.

Vogliamo la Stella Cometa. 

Che cazzo di profumo era quello recensito?


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