2002
Donna Karan non ha mai fatto niente che tra noi 4 metta l'accenno di un sorriso sul volto, niente di niente.
Brand talmente insignificante che pur essendo talvolta esposto in profumeria semplicemente non lo vediamo: il cervello i segnali di disturbo tende ad evitarli.
Black Cashmere deve il suo successo al nome, alla forma del flacone e al colore nero. Sono gli stessi giochetti a cui deve la sua popolarità Black Afgano, senza colorante e senza il mare di p**** raccontante da Nasomatto (cannabis non cannabis più la seconda che la prima, sintetik-oud-iechitemmuort') non staremmo oggi a parlarne, avrebbero già smesso di riempire 30 ml di inchiostro e paciùgo.
Donna Karan affida ad un profumiere che qualcuno lo possa benedire perché ne ha tanto bisogno... Rodrigo Flores-Roux per gli amici "cicciopanza", l'autore degli immondi Varvatos e tante altre corbellerie (dei 50 profumi che ha firmato dal 1998 ne salviamo uno solo, che gli sarà venuto discretamente per c***, che poi... di quello ne ha molto).
Black Cashmere è un profumo per bocche buone, a cui va bene tutto, basta che duri. Ed ecco allora: muschiata alla suina, con eugenolo, incenso e tanta etilvanillina. Quasi certo l'impiego del cashmeran.
Che cos'è questa m****? Spiegacelo! Cosa volevi anche la mela verde? Il Gentalyn Beta? La carta doppio velo? FINITA!
Non abbiamo capito! Riprova! Non fa male Rocky Balboa!
V********* Pancho! e portati via le tue befane con la Tonna Skarana n'goppa!
Il prodotto appare ancora in produzione, lo sono anche Salmonella e Tifo, ma agli estimatori pervicaci delle karanate di DKNY ad un certo punto consigliamo volentieri il Vaiolo.
Rating: ZERO-1/5

