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lunedì 29 febbraio 2016

Collezionare flaconi vuoti? Viaggio nelle forme degenerative del collezionismo, tra ignoranti e... mariuoli. + Riflessioni sulla corretta comprensione e fruizione del Profumo.

Posto che tu sia maschio ed etero. Hai sul letto una bella ragazza, una bella donna, che ti promette amore e vuole stare con te, per settimane. Lei si spoglia e ti invita a raggiungerla sul lettone. E tu che fai? Ti avvicini, nemmeno quel tanto per capire le sue forme, raccogli il suo giubbottino di plastica che vale niente, e scappi via, corri via... convinto di avere agito in modo astuto, e invece NO. Vivrai col giubbottino di nessun valore, di una gnocca da urlo... che non sarà mai tua. Assumiamo che tutto questo è assurdo...

mmmmmmm...
Eppure questo fanno i collezionisti di flaconi vuoti... di profumi. E' una moda vecchia (e che invecchia), abbastanza circoscritta (soprattutto francese), che ha un qualcosa di onesto quando parte dal presupposto che un profumo alterato va buttato (nel sud temperato della Francia soprattutto, il clima rovina i profumi come nel centro Italia, e in generale come i figli del calzolaio, i francesi non hanno mai amato quanto il resto del mondo i "loro" profumi). Ma si deve gettare anche il vetro! Signore! in particolare in Francia, c'è questa moda assurda, di collezionare i vetri! E' una cosa che abbiamo notato da eoni, e parlarne è tragicomico, soprattutto oggi che in quel sito di truffe facilissime che è la baia...
ci tocca di vedere apparire (ci sono amici che ci girano foto per chiarimenti, e ci trascinano nella consultazione del disarmante mondo truffaldino dei robivecchi del noto sito di annunci)... Capita di vedere... "apparire"... Coty e Guerlain di oltre 100 anni fa! Mon Dieu!
Centinaia di euro... Vetri a volte troppo nuovi... e per questo sporcati all'uopo... solitamente vuoti. MA...

FALSI. Vetri con belle placche dorate e tappazzi senza imperfezioni... FALSI! Verdammte Scheiße! Anche a 1000 euro eh... L'evoluzione del falso "napoletano" o "greco" o "cinese" del profumo "in commercio", è il vintage falso, che già abbonda e del quale abbiamo due casi segnalatici questa settimana (un altro "Fahrenheit"prima serie falso e un altro "Guy Laroche" falso. Ed omettiamo due altre email relative a Captain decisamente cotti e rabboccati con porcheria provenienti dalle solite regioni, chissà perché)...

Certamente la frode più ardita per i nuovi truffatori è quella d'alta epoca. I flaconi vecchissimi sono ancora più difficili da storicizzare dei flaconi vecchi sì, ma muniti di reperibilissimi cataloghi, etc. A noi la cosa interessa poco o niente (ma l'argomento va affrontato), cioè troviamo che il collezionismo dei flaconi sia mediamente un collezionismo feticista che non ha niente a che vedere con la profumeria. Anche i rari casi di collaborazioni con vetrerie come Baccarat e Lalique, non erano intesi per usurpare il posto del profumo nella centralità della creazione.
Ma se consideriamo la vetreria ordinaria, che da sempre è più comune, è tutta robetta, prassi industriale... viene davvero da pensare alla malattia mentale, alla barzelletta del matto che rapisce la donna (non quella di prima! LOL), la getta a terra e le strappa l'elastico delle mutande... perché vuole farsi una fionda!
Il flacone è un oggetto creato per contenere. Senza il profumo nessuno avrebbe pensato al contenitore. La Storia va così da quando uomini e donne si profumavano con unguentarii.
Nei flaconi vuoti, c'è il vuoto, o il pieno di grappa o liquori o profumi trovati a caso e andati a male per completare la truffa, il profumo anima la forma, senza il profumo la forma è gelida datità visiva, è emblema di qualcosa che è finito, è simbolo di morte. Sono incredibilmente depressivi. Sia i flaconi che chi li colleziona.
Ne abbiamo conosciuti in Francia, è gente che non sta bene... E' gente che avrebbe potuto collezionare tappi di plastica colorata o sorpresine kinder o altre stronzatine, e che invece ha deciso di riempire casa di vetracci. Molti costano poco, oggettivamente tutto lineare, perché a ben vedere è solo roba sopravvissuta al cassonetto...
Ora poi è la volta dei cloni. Clonare un flacone anche di fine fattura è una stronzata, è molto ma molto più facile che duplicare un profumo! Serve uno stampo, del vetro e un forno. E se ne possono fare a centinaia. Le etichette false. Una traccia di sporco colorato tipo liquido per pot-pourri, se è roba vecchissima lo sporco di una discarica, diversamente scatola fake e cellophane e alè, su ebay. O al mercatino! Prezzo non troppo basso per destare sospetti, furbi i maledetti...
Ma anche i furbacchioni tra i nostri lettori che credono ancora di fare affari su ebay, quando ottengono il rimborso... se ne fregano, non hanno pietà per il prossimo, che sarà truffato con lo stesso oggetto. Per una volta che si fa "l'affare" ci sono altre 10 volte nelle quali si prendono fregature, sono solo i coglioni che insistono. Se all'inizio ci fidavamo pochissimo, oggi non ci fidiamo per niente di questo tipo di acquisti ed altri su quella piattaforma, poi ovviamente buttate via i vostri soldi come vi pare... Ma non sommergeteci di piagnucolanti email dopo che vi hanno fatto O'pacc...

Che brutto mondo! Quanta gente brutta! E' questo tipo di bruttezza e di orrore (che induce diffidenza) che ci induce a chiuderci in noi stessi. 



A Noi interessa il SUCCO della BELLEZZA. A Noi interessano i Profumi BUONI e/o IMPORTANTI! A Noi interessa il contenuto... e NON il contenitore! La persona! e non il cappotto in cui è rinchiusa. Il prosciutto! e non la pellicola e in cui è avvolto. Ci siamo capiti, eh?
Il flacone bello, di una soggettiva bellezza, o segno di un particolare design, il ricordo; che è anche la scatola vuota dell'ultimo panino mangiato col nonno in un fast food prima che questi morissse, feticisticamente, come ninnoli di rimembranza... in angolo di mensola, ci può stare. Ma non si può pensare ad una raccolta di vetri come ad una esperienza importante od "esaltante". Il contenuto non c'è, rimane una traccia alterata a volte appositamente corrotta. Da un punto di vista simbolico e psicologico, il collezionismo di flaconi svuotati equivale alla morte, e alla conservazione del nulla e allo smarrimento del Sé.
I flaconi andati a male, praticamente tutti quelli che hanno oltre un decennio e dimorano in località mediterranee, pieni e soprattutto mezzi vuoi o vuoti, vanno conferiti in discarica, gettati via. Non vanno rabboccati (grappa, alcool) con li mortacci di chi li porta magari al nord da dove li spara tra annunci, forum sfigati e baia...
3/4 dei venditori di profumi vintage (e non) su ebay sono mariuoli e millantatori. E i feedback? sono tutti truccati!
E racconta di averli trovati durante un giro in bicicletta... in una tabaccheria sul Monte Rosa... Poco dopo avere visto il diavolo che intimava allo stesso mariuolo di allestire profili ebay e facebook plurimi per diffondere vintage merdosi (e con essi l'infelicità) stracotti, rabboccati male e/o raccattati nella munnezza, spacciandosi per esperto dopo un corso mimetico, tra copia e incolla e tanta mitomania. Bestie!

E' importante capire che cos'è un profumo, qual è il suo ciclo vitale. E' importante comprendere un profumo, e per farlo si rende necessaria la conoscenza dei materiali, perché non si può viaggiare nell'indistinto come fa il 95% delle persone che scrivono in rete, nei forum o nei siti di raccolta opinioni, "ben bilanciato" (cazzo vuol dire? niente!). Massa di idioti senza passatempi intelligenti.
Bisogna partire dal naso, dall'igiene del naso (ove l'igiene mentale non sia, ci si augura, argomento da porsi dal principio). Imparare a leggere gli odori che ci circondano. Conoscere i singoli materiali che compongono le fragranze. Altrimenti è bene comprare i profumi sani, usarli, goderne come si gode di un buon cibo, di un bel vestito, e lasciarsi andare al puro edonismo, senza sproloqui o comparazioni di sublime incompetenza.

Per tornare feralmente al tema di questo post. Invitiamo a buttare via i flaconi vuoti e a non assecondare chi chiede di farne raccolta. Per il bene di chi ve ne avesse a chiedere. Portare quella persona a prendere un tè, vi racconterà in altra maniera dei suoi problemi.

Ci occuperemo in futuro di un altro collezionismo triste, meno grave ma in alcuni casi decisamente demenziale... quello dei miserabili mignon e dei pezzentissimi (ed incompresi per il loro reale significato) "campioni gratuiti".

PS

All'Osmotheque di Versailles i profumi d'epoca conservati ORIGINALI, AUTENTICI, sono pochissimi, probabilmente meno di 100. Vengono fotografati e travasati in flaconi a tenuta stagna, in flussaggio di azoto e conservati a 12 gradi circa. Là ha senso tenere alcuni flaconi come immagine che sta per ciò che è conservato nel bunker (e non si può aprire ad ogni scolaresca che arriva, ma dovrebbero dirlo invece di far sentire ricostruzioni merdose, vabbé)... Ma moltissimi flaconi comuni, o multipli, vuoti, vengono regolarmente buttati. Anche per loro, i vetri sono decisamente la cosa meno importante da conservare. Molti altri "profumi", all'Osmotheque, il flacone non l'hanno mai avuto! Sono ripesati, cioè (data la disponibilità di formule autentiche e importanti di quella piccola depandace dell'Isipca) falsi. Imitazioni, desunte da formule (a volte i ripesati sono su formule di prototipi e non su formule definitive) di non si sa quale epoca o fonte! Anche questo non viene specificato al pubblico, e non va bene! o ancora falsi creati ad hoc da marchi esistenti che hanno lo scopo di falsificare la Storia per ragioni di immagine: per ragioni di "coerenza" commerciale. Vale per i marchi importanti sopravvissuti intatti alle frombole e ai dardi dell'oltraggiosa fortuna, per tutti gli altri, Kerleo ha sempre una soluzione pronta, diversa dal cacciar fuori denari per comprare i vintage sani, che sono pochi, sono rarissimi... Costano, come dice lui, ma ci sono! E non sui siti del cazzo! [Omissis] quasi sempre dato che un profumo conservato al freddo e al buio per oltre un secolo rimane buono, talvolta perfetto. Evento probabile tra le Alpi, matematicamente impossibile nelle terre del sole e del mare.

J. Kerleo è un profumiere, e sogna quel tale profumo come il corpo di una dea... Egli non è il matto dell'elastico delle mutande, né quello che scappa con il giubbottino di plastica. E' costretto a fingere di accettare volentieri i profumi senza senso né qualità né futuro né presente della nicchia che elargisce la donazione all'organizzazione... Poi li butta là... Ah ah ah. Ma li distruggerebbe tutti a martellate per un flacone tenuto bene di ***** ** ... oppure per un vero ** ****** intatto, senza ingiallimenti, evaporazioni, degradazioni degli agrumi in ocimene... ed ossidazioni varie.

Quando la vita di un ente è un continuo "compromesso", è una vita deprimente. E non si gode, e non si ride. 

Di compromessi ci si svuota, proprio come quei flaconi tristissimi. Che non spandono più né profumo, né gioia.

1 commento:

  1. "Non c'è profumeria. E' l'assenza del profumo. Molti di questi che comprano vetri (soprattutto in Francia, e States, altrove non si è mai molto diffuso) non hanno nemmeno mai sentito il profumo che vi era contenuto né lo immaginano. Ricorda il collezionismo esteriore delle carte telefoniche, in base a semplice rarità. Ricorda le collezioni adolescenziali di bottiglie di birra vuote, e altre pirlate. Un collezionismo insulso. Che non è profumeria. E secondo noi non allontana la morte con funzione in qualche modo apotropaica, l'avvicina. Il flacone di quel profumo, svuotato, è simbolo di morte. Non è un contenitore buono per qualsivoglia contenuto. E' quello che rimane quando la festa è finita, la vitalità che vi era contenuta se n'è andata. Un collezionismo ad un passo dal prozac e a due passi dalla tomba del collezionista che vi persevera. Solitamente questi strani tipi sono anche molto anziani: è allora una via che a ragione potremmo definire eutanasica. Un costoso passatempo mortifero, anche nei rarissimi casi in cui risalendo oltre il secolo a fine vetreria originale e cifre da capogiro ci si ammantasse di breve culturame. Ci sentiamo di sconsigliarlo a chi ama la vita, foss'anche solo la propria"...

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