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martedì 19 febbraio 2019

Karl è andato via. Addio Chanel.

E' un omaggio, quindi la data di nascita è quella che piaceva a lui. 

Notizia attesa, che avremmo voluto non ricevere mai. 

Karl Lagerfeld era Chanel. La famiglia Wertheimer nei mesi scorsi ha sondato il terreno per valutare il dopo Karl. E' molto probabile che in tempi brevi si arrivi alla cessione integrale del marchio (e quindi alla sua distruzione totale). Conoscendo lo squalo Arnault, questa per lui dev'essere una giornata di coriandoli e festeggiamenti. Quel ricchissimo piccolo pezzo di *****. 

Prima di Karl (1982), Chanel era in un declino totale, il brand non valeva più niente. Negli anni '70 i profumi Chanel si vendevano nei drugstore col 3 x 2. Tutte quelle balle che raccontano poi sul passato del marchio sono oscene, Coco Chanel era una cretina totale, una incapace. Una stronza da competizione.
Odiosa e nazista, era stata graziata dalla famiglia che avrebbe voluto fare internare nei campi di concentramento, la famiglia che possedeva il marchio col suo cognome. Il vero motivo per cui oggi celebriamo Chanel e non Bourjois, non è Coco Chanel, che non valeva una cicca. E' solo che Bourjois non era spendibile nei mercati esteri per problemi fonetici. Siamo scossi. Non capiamo però tutti questi messaggi, mica era nostra zia… Dateci almeno il tempo di finire il post! Cmq gli volevamo bene. E se profittiamo di questo momento per strappare in due quelle fantabiografie piene di foto fantozziane sulla stronza, è solo per meglio celebrare il talento di quest'uomo instancabile ed eccentrico, che se ne va lasciando una voragine immensa. 

6 anni fa abbiamo indicato (7 febbraio 2013) il successore di Karl Lagerfeld. Non ci viene in mente niente di alternativo, perciò la futura proprietà di Chanel prenda John Galliano! Ancora Hitler? Hitler piaceva anche alla loro "fondatrice". Meglio di così!? Chiaro? O John Galliano o barbabietole da zucchero!

Ciao Karl! Che giornataccia :(

DI COSA È MORTO KARL LAGERFELD?

Soffriva di cancro al pancreas e il mese scorso aveva saltato la famosa sfilata per una pancreatite. Non sembra ci sia bisogno di tanto altro per lasciare il corpo fisico.

giovedì 21 giugno 2012

2012. Profumeria di "nicchia" e CRISI ECONOMICA. Prospettive cupe.


La crisi sta tagliando fuori le spese per il superfluo e il necessario è intaccato.
La grande distribuzione arranca, profumi se ne vendono ma sempre meno.
Come sta la nicchia e come starà?
Secondo i nostri calcoli e ragionamenti con commericanti, profumieri (veri e farlocchi, italiani e stranieri), le prospettive sono terrificanti.
La concorrenza è esagerata, la gente non ha voglia di lavorare e a fare un profumo ormai sono capaci tutti, vedi il parrucchiere ***** amico di Francesco , (TVB, ridi che noi abbiamo trovato i profumi buoni e col BIP che lo andiamo a scrivere adesso che ci divertiamo coi pezzi museali).
Dicevamo, la profumeria di nicchia è in seria difficoltà. Come un poco ogni facitore di acque profumate tutti sono andati razionalizzando, diciamo pure risparmiando, nelle formule dal 2000 a oggi, dalla prima botta sulla fine degli anni '90 le cose si sono fatte sempre meno redditizie nel campo dei profumi e della cosmesi.
2001 Torri Gemelle, guerre, bolle speculative. 2008 crollo dell'equilibrio bancario e successivamente crisi dei sistemi valutari e nazionali, nel senso più ampio.
Oggi siamo nella merda, e la profumeria sta vivendo il suo '29 BIS.
La CRISI ha già chiuso e ridotto al fallimento molti laboratori, e chi resiste credendo sia un nuvolone ha capito male, se non è una tempesta tropicale sono i giorni dell'apocalisse. Tra invenduti e impossibili da vendere i grossisti inciampano e bestemmiano, non vi meravigliate se vi tocca la scatola ammaccata, non è il corriere è una calcio molto a monte.
Non è un caso che Tauer esca con un profumo costruito sull'economicissima molecola del Pink Sugar (l'ethilmaltolo) proprio quest'anno. Ed ha usato astuzia nel proporlo a un prezzo pompato proprio per confondere il consumatore, vedi costa un botto non mi chiedere quanto costa fabbricartelo, costa tantissimo (sì, 3 euro con la boccetta?).
La CRISI non colpisce tutti allo stesso modo, ci sono ricchi ed evasori ed evasori mooolto ricchi. Sono pochini però, e spesso vale la regola di fondo: un profumo vale per ciò che rappresenta, e per ciò che si comunica.
Oggi la gente che può spendere vuole nomi che siano invidiabili, sussurrare sadicamente alla donna delle pulizie Chanel fa sempre effetto, ci siamo capiti? Vagli a sussurrare: "MMMM questa Mona di Orio" alla cameriera! Crederà che non di un profumo ma di una bizzarra avance mista a torpiloquio si tratti.
La gente che potrà comprare vorrà essere riconoscibile.
Quei 4 ***** che si annusano tra loro con profumetti scemotti pagati centinaia di volte il loro valore la smetteranno di fottersi stipendio e cervello in st*****te minchiose (o nicchiose) quando i licenziamenti saranno il rintocco quotidiano.
Mouillettes o rastrello nel futuro dei malati di nicchia?
Quando rimarranno a casa a convertire le aiuole di sassi in orticello e rapanello nell'occhiello della casacca da lavoro. Allora certuni faranno un uso meno perverso delle carote, e le preferiranno lesse a crude. E i cetrioli faranno doppio lavoro!

Buona parte dei profumi di nicchia oggi ancora traballanti sul mercato stitico delle botteghine coi putti in cartongesso,
(e la commessa milf) spariranno. E sapete una cosa, saremo ad accorgercene sulle dita di una mano.
In fondo chi mai ci sarà stato laggiù dopo Amouage e Serge Lutens? Nessuno.