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giovedì 23 marzo 2017

Bvlgari Eau Parfumee au The Bleu.

2015, Givaudan.
Quando si legge Daniela (Roche) Andrier, non si pensi a una persona in particolare, si tratta della moglie che conta... dell'uomo che conta... che firma il lavoro fatto bene, dall'Azienda. Quel nome è un paravento: dietro (in verità) c'è l'Azienda...
Eau Parfumee au The Bleu è un té bellino, sembra una cosina di Ellena, è leggerina ma fine, non va in vacca come le cose analoghe di Roger et Gallet o l'Occitane En Port-Pazienz... 
Ci sono dei bei materiali tecnici sintetici e minimi ma sensibili naturali, hanno speso. Il rapporto qualità/prezzo, se garba la composizione tipo, è molto interessante. Non è la solita ca****, è carino. 
Givaudan ha dei bei té di sintesi e delle belle ricostruzioni irisate, il captive che spiana le asperità e, ogni tanto, buon gusto. Il raccordo tra té verde e iris è affidato a iononi e molecole umide con aspetti verdi, un tocco di lavanda, il muschio corretto. Va. Niente di eclatante, ma per i tempi che corrono, in tanta pessima profumeria, una lucina ancora accesa, di speranza...

Rating: 1,5-2/5


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