martedì 19 maggio 2026

"Störende" ARTWORK By Jicky 2.0 + ("Störende. Delle storie orrende. Commedia qualcosante in voce andante molto mossa" feat. Attilio Givoldani)

PREQUALCOSA:

Cesare! Sfranto come un verro sul canapè accartocciato in pinguetudine digeriva il Beccaria. 

QUALCOSA: 

Dei delitti e delle Penne al sugo penne al pane e pane al pene. Pene più severe a chi mangia pane e penne al sugo. Gli è, derelitti, che non s'usa più le penne per scrivere. Penne in panne e de' delitti, del pane al pene (che denti non ha). Rumor di battipanni. Ado il nano. Ada la nana. Adone zio trombone. Nonno Nanni e ninna nanna, Gnagno Bucatini. Tra i Nani Moretti e la Nana Nannini, con cui stava Ernesto. La mamma coi bigodini. Mentre piovono vermi. Esondan tombini. Salutate bambini. Anzi no! Fermi! State fermini. Cretini! Ci sovesciamo! Salgono vermi. Gramigni! Piangono infermi. I miei occhialini raminghi! Fermi! Al ristorante Majorana in via Panisperna. Per dessert, ce soir, torta di tortellini alla crema di tortora e pistacchio, che Suor Tortona ha tortonato coi suoi tombolini di travalcalatrava, nell'occhio del pastrocchio. Son qui che aspetto col petto di pollo di fuori e la pancia in dentro. Mentre il pupo senza denti soffia banale contro la baracca dei tre porcellini. Maiàl, mai al mondo, sventro porcello e pennello cinghiale, il foglio ripiegato in quattro diedi a voi tre, dando sul velcro un tantino di matto, come da contratto. Del fatto rimuginando financo al gatto ne dirossi, che stralunando uccellava pettirossi e via andando nel ferruginoso ciello stellatto. Ma dai, ammassano le massaie i Masai. Ma credici, manco avesse fatto 13. Intanto Marco a casa era assai. E scende la nebbia brina fredda sassate. Come il cacio sul catzo, i maccheroni sul cotillòn. Vara la putèa. Ei poté. Ella potea. Ipotenusa. E annusa. Ippocastano. Va piano e va lontano. Ma. Vorrei dire nevver qualcosa per spezzare una lancia. O per smezzare un'arancia, di slancio. Lancio di torte in faccia alla morte. Scorte d'andirivieni. Ramarri dalle zampe corte. Brevi anatemi. Né phoney. Né buffoni. Né grifoni. Chakabubi wakalaka lakastaka chakalaka. Come stei? Störende...

Vicino a Torri di Squirternolo Matteo battone col torrone. Eau de Colongnagno Veneta. Sempre caro mi fu questo euganeo colle, colle buone o colle cattive a Santa Giuseppa. Scollata. In colle. Incollata. Decollata. Verso Santa Maria, che l'insalata ti sala. Col dissalatore dissala. Tra Serrmidde e Sarrmeddola, busso. Vò per lungo, a Busso Allengo ma non mi apre nessuno. Schivando merende a Maearne... Perché c'è gente che potrebbe andare a Cantare sul Silos. Ma preferisce farla in riva al Lago, di Martel Lagio. Dopo averne molte tratte, a Piombin Desse. Compleanno. Vieni a veder Miranno? Solo e pensoso i più deserti campi, tra ponàri e binari, congetturavo... Di quei che rubano rubinetti a Rubanno. Di quei che gabbano i gabinetti a Gabba. Di quelli che chiedono perdono in francese a Pardonone. Di quelli che gli duole sentirsi chiedere se vengono dal Dollo, dollosamente. Di quelli che giocano a tombola sulle tombe a Tombarolo... E mi ricordo che c'era gran cotillonare a Cogliegliano che coglieva occasioni per volumi nuovi. Lo faceva solo durante le vacanze. Era un accumulatore feriale. Il capo, la capa e la cappa aspirante, intitolarono una via anche a Giorgio Albrigante. E Rivaredo di guà e Rivaredo di là. Sì badrone. Sdarò addendo. Addì oggi. A di Vàrona Negràr. Jesus can save my Jèssolo. Mieolo! Mieolo! Fa il gatto annamoratto. Cioccolatto con ciliegia e liquore a Mon-delice. Tra Scaggì di sopra e Scaggì di sotto, ricordo di un tale che oltraggiava il vento mangiando taleggio. Vaneggio a Valeggio, poi pincio. Silva di Prognolo! Ove mi rado di rado, insufflando radon...  I criteri di Keith Haring. Doloso, colposo o voglioso? Dopo una leggera epistassi è meglio fare riposare il vaso? Dimmelo. Non sto più nelle palle, come disse la burrata. Giovanni Giorgio Aspirante, aperta parentesi fotomodello chiusa parentesi. Rol. E poi c'era Gustavo, Dolcino Traspirante. Come stei? Stonehenge...

INTERQUALCOSA:

Se una persona mi dicesse: guarda, ti faccio taxi viaggio di extra lusso dove vuoi in giro per il mondo, dove vuoi. Dove vorresti andare? Oh. Ma lo sai che sono settimane che mi faccio la stessa domanda e non riesco ad avere un posto che desidero vedere? perché i posti che mi interessano di più sono B.P. dove c'è la migliore pasticceria del mondo e il c.d.n. santissimo, farei quattro passi nei luoghi a me più cari... Sono contento di essere stato a Londra però non ci tornerei. Anche Parigi è una gran rottura di coglioni però [...] ecco, se tu un domani vai a vivere a Lione, per me Parigi possono bombardarla... Anche il Louvre? Aspetta che ci penso... Il mio museo preferito è Il British Museum. Quindi, se vogliono bombardare il Louvre non ho niente da ridire, casomai molto da ridere. Però Io inizierei dagli Uffizi, ma l'Annunciazione di Simone Martini serve a me, prima me la devono portare fuori perché l'ho sempre trovata perfetta per il cesso di sopra, la vorrei a parete dietro la vasca, con un vetro, perché sennò assorbe l'acqua... Si imbarca e poi bisogna buttarla... Nei bidoni non ci sta... E tocca chiamare i servizi speciali e dire: sentite, ho un poco imberlata la pala di Simone Martini degli Uffizi che hanno bombardato, gli è che ha preso umidità, nel cesso, è due metri e mezzo... Riuscite a portarla via intera o devo rompervela in quattro? 

PROSIEGUO, del pria dell'INTERQUALCOSA: 

E' un atto di tre etti. Che faccio, lascio? Massì! Del resto anche se non ne conosco il prezzo sono in una stanza d'albergo a Cortina da un pezzo. Ma cosa dici! È la maglia che è cortina! Madonna di Campiglio! Lo scompiglio! Estimatore distimico e stimmi mi si stimi ancora seduto sui cingoli gli stimoli tra Termoli e che ne so? Fotti fattuale ai fatti. Estigatti? Bonghi. Tamburi. Titamorti. Tutti matti. Cani e gatti. E canti. E bugie palesi, e nepalesi assonnati, per sentieri dissonanti. Gargarizzo gazzose a Gar... cinturino lasco. Deh! Non porto il basco, ma indosso un Seiko dal bracciale lallante, jubilee... Abito lungo, Melius abundare quam deficere, Anna Grazia Escre Mentizzia Mangiacatzi-Dallano in Vacca della Pertugia y Mendoza. Quella grandissima testa di catzo del Verri. Quale dei tre? Tutti e quattro! Pietro. Alessandro. Carlo e quel puttaniere canchero beco di Giovanni. 
Fiera di tutti voi ma anche del cavallo in catalessi, del carassio ruspante e di Lassie e Rin Tin Tin, passa il treno...

FINALE:

Nammi oh oh. Che arenghe che gò. Nammi oh oh. Che arenghe che gò. Nammi oh oh. Che arenghe che gò. Xé bòne ròste. An ghin gò, butaei-svotai! Araei che bèi, araei che bei! E ben ben.

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